Padre Jarek Cielecki di San Charbel – La mia ventennale amicizia con un vero sacerdote di Cristo

“Di null’altro mai ci glorieremo se non della Croce di Gesù Cristo, nostro Signore” (Galati 6,14).

Con Padre Jarek Cielecki sono amico fraterno da molti anni. Un’amicizia iniziato con il nostro primo incontro, una ventina di anni fa, quando lui chiese l’accreditamento come giornalista presso la Sala Stampa della Santa Sede. Suor Giovanna Gentili, Responsabile dell’Ufficio di accreditamento mi suggeriva – come talvolta fece con nuovi arrivati – di incontrare “un giovane sacerdote-giornalista televisivo polacco, che aveva studiato comunicazione alla Santa Croce dell’Opus Dei”. Con quel incontro ebbe inizio la nostra amicizia e da allora ho seguito Padre Jarek in tutte le sue attività mediatiche e pastorali, tra cui anche molti Viaggi Apostolici.

Al rapporto istituzionale si aggiungeva anche quello personale, su richiesta del Vescovo gesuita “con incarichi speciali” Pavel Hnilica, che avevo conosciuto anni prima, per motivo dei miei incarichi presso l’Aiuto alla Chiesa che Soffre a Königstein im Taunus (Germania).

Con il tempo ho potuto conoscere bene ed apprezzare profondamente Padre Jarek, non solo come bravissimo giornalista televisivo con delle idee all’avanguardia, ma anche come fervido evangelizzatore, devoto alla Vergine Maria (la Madonna del Buon Inizio di Niegowić) e a San Giovanni Paolo II. Padre Jarek è testimone di prodigi, sacerdote che deve la vita a San Charbel di cui è apostolo, fondatore di numerose Case di Preghiera dedicato a questo santo taumaturgo libanese, in Polonia, Italia, Belgio, Germania, Francia e Stati Uniti d’America.

Recentemente è stata pubblicato con la casa editrice di Cracovia Wydwnictwo Esprit la traduzione italiana (tradotto da Matteo Piccin) di “Padre Jarek di San Charbel”, un libro-intervista con Tomasz P. Terlikowski, in cui Padre Jarek Cielecki racconta di miracoli, di conversioni e delle Case di Preghiera di San Charbel.

Nella sua Prefazione Mons. Stanislav Stolárik, Vescovo di Rožňava in Slovacchia, diocesi in cui Padre Jarek era incardinato dal 2005, ha scritto: “In questo libro i lettori troveranno molte informazioni sulla via e la persona di Padre Jarek, e grazie ad esse potranno comprendere meglio l’ampio ventaglio delle sue attività, in relazione soprattutto alla Madre di Dio, a San Giovanni Paolo II e a San Charbel. Vorrei esprimere la mia gioia per il servizio alla verità che Padre Jarek Cielecki ha realizzato con la sua vocazione di sacerdote e giornalista”.

Il pubblicista e scrittore Gregorz Górny, cofondatore di “Fronda”, coautore di un rapporto sulle attività dei servizi di informazione militare nei media televisivi polacchi negli anni ’90, vincitore di numerosi premi giornalistici, cinematografici e letterari, racconta: “Conosco Padre Jarek da una dozzina di anni. È una persona a cui calza a pennello la definizione di ‘folle di Dio’. Abbiamo passato molte serate a chiacchierare insieme e i suoi innumerevoli racconti mi sembravano così poco verosimili che sospettavo l’autore di avere quantomeno calcato un po’ la mano. Più tardi, però, ho scoperto che si trattava di storie assolutamente autentiche. Padre Jarek è un prete che possiede un vero carisma per le avventure straordinarie. Avventure che lui vive perché nella sua vita è aperto all’opera di Dio, che ama e nel quale ripone la sua fiducia”.

Ogni giorno della vita di Padre Jarek Cielecki è ricolmo di passione per l’annuncio del Vangelo. La sua parrocchia è un’automobile, la sua guida è San Charbel. Padre Jarek ha imparato da autentici maestri: è stato un stretto collaboratore del testimone di Fatima Mons. Pavel Hnilica e amico di Don Gabriel Amorth. Grazie al suo lavoro come giornalisti in Vaticano è stato vicino a San Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, le cui testimonianze di fede hanno esercitato su di lui una grande influenza.

In una schietta conversazione con Tomasz P. Terlikowski, Padre Jarek ha raccontato i suoi 25 anni di vita sacerdotale durante i quali Dio non lo ha mai fatto annoiare neanche per un’istante. Sono storie di miracoli ed eventi straordinari al confine tra la vita e la morte. È il racconto di un uomo che ogni giorno chiede a Gesù: “Che cosa hai preparato oggi per me?”.

Nato a Niegowić vicino a Cracovia in Polonia il 15 ottobre 1968, Padre Jarek da piccolo ha sempre sentito la vocazione sacerdotale. Già all’età di 5 anni, prima dell’inizio della scuola primaria, la sua nonna gli portava a braccia in chiesa, nonostante il freddo e la neve, perché sentiva il suo desiderio di diventare chierichetto. Crescendo, la sua vocazione aumentava sempre più ed è sempre stato attivo nei vari gruppi giovanili. Era lettore in ogni celebrazione, soprattutto la domenica. Ma c’era anche una nota dolente, il suo parroco – che era stato compagno di classe con San Giovanni Paolo II a Wadowice – non gli voleva bene. Dopo la maturità, quando Jarek decise di entrare nel seminario maggiore, chiese al parroco di scrivere una lettera di presentazione. Inizialmente rifiutò, ma poi, quando seppe che la sua richiesta di entrare in seminario sarebbe stata accolta, scrisse su un foglietto: “Da piccolo girava sempre in chiesa” e gli disse che non sarebbe mai diventato sacerdote e che piuttosto sarebbe fiorito un cactus sulle sue mani. Il parroco continuava a mortificargli, gli faceva stare in chiesa facendogli saltare la colazione. Spesso fu invitato dalle famiglie vicino alla chiesa per fare colazione a casa loro.

Finalmente, il 12 giugno 1993 fu ordinato sacerdote, per la Diocesi di Łodz. In Polonia c’è l’usanza che in quel santo giorno il parroco accompagna e affianca il neo sacerdote nella sua Prima Messa, ma il parroco non uscì dalla sacrestia. Dopo la Santa Messa Padre Jarek gli chiese di uscire per poter dare a lui la sua prima benedizione da neo sacerdote e rifiutò.

Dopo la sua ordinazione Padre Jarek è stato per due anni vice parroco a 30 km da Łodz. Qui giravano voci sull’omosessualità del parroco. Lui non ci credeva, però un giorno il parroco gli toccò, dicendo che insieme avrebbero fatto “grandi cose”. Da quel giorno le cose erano più chiare per Padre Jarek. Ebbi il compito di occuparsi dei chierichetti. Il parroco gli sembrava una persona altruista, lo vedeva sempre regalare vestiti ai bambini e negli anni 1993/94 c’era la povertà. Gli vedevo mentre misurava i vestitini ai bambini, ma non avevo mai pensato male. Però, un giorno Padre Jarek si reso conto dell’assenza di un bambino e cercando di capire il motivo seppi, che il parroco aveva del male a quel bambino. Era un atto che per Padre Jarek era da condannare. Dopo la denuncia al suo vescovo, con cui il parroco era molto amico, la questione fu risolta con l’allontanamento di Padre Jarek, che ero solo un neo sacerdote…

La persecuzione di Padre Jarek ha avuto suo origine qui. Quindi, è durato un quarto di secolo. Avremo occasione di ritornarci su in un secondo momento. L’intervista a Padre Jarek è già stato registrato in polacco ed è in fase di traduzione in italiano.

Dopo non intendiamo più perdere tempo con chi vuole male a Padre Jarek (invece di occuparsi della trave che hanno nel proprio occhio, perché sono gli stessi di allora, diventati sempre più potenti, anche in Vaticano) e dedicheremo nostro tempo al racconto dell’apostolato di Padre Jarek. Anche perché questo “Blog dell’Editore” è partner ufficiale del portale Charbel TV dell’Associazione Cattolica “Famiglia Casa di Preghiera di San Charbel” e diffonde le comunicazioni ufficiali sulla missione di evangelizzazione di Padre Jarek, le sue lettere e i messaggi dell’Associazione.

Intanto, nella sua prima parrocchia, Padre Jarek aveva realizzato molte cose. Innanzitutto, aveva costruito un bel rapporto con i giovani, con i quali aveva prodotto uno spettacolo che vedeva protagonista il futuro Papa Giovanni Paolo II come vice parroco a Niegowić. Decise di riproporlo in occasione del XV anno di pontificato, fu registrato su cassetta e inviato in Vaticano. Fece molto scalpore e Papa Giovanni Paolo II ne rimase entusiasta, tanto che disse a Padre Jarek di voler conoscere i giovani attori. Così, nel 1995 organizzò un pellegrinaggio a Roma con i ragazzi e mentre incontrarono a Castel Gandolfo Papa Giovanni Paolo II, nella sua memoria riaffiorarono tutti i ricordi legati al suo sacerdozio in Polonia. L’incontro fu molto intimo e familiare. L’affetto, l’amore, la devozione che Papa Giovanni Paolo II nutriva nei confronti di Gesù ha sempre emozionato Padre Jarek, che decise di onorare la sua vita sacerdotale scrivendo il libro “Don Karol Wojtyła, curato di Niegowić”.

Grazie al suo apostolato, Padre Jarek non passò inosservato. Proprio in quei anni ricevette una chiamata da un sacerdote dell’Opus Dei a Varsavia, il quale aveva seguito i suoi primi passi nei primi anni da sacerdote, di come Padre Jarek si relazionavo con i giovani e di tutto ciò che aveva realizzato. Nel 1997 gli propose di andare a studiare a Roma e laurearsi in scienze delle comunicazioni alla Pontificia Università della Santa Croce. Grazie alla laurea conseguita, riuscì a diventare corrispondente a Roma per la Tv nazionale polacca.

Nel 1996 Padre Jarek fu invitato ad imparare la lingua italiana nella parrocchia del Sacro Cuore ad Arzano in Provincia di Napoli. Celebrò ogni giorno la Santa Messa e la chiesa era sempre gremita. Questo non piaceva ad alcuni sacerdoti e per questo motivo fu obbligato a lasciare Arzano.

Tra altro, Padre Jarek è fondatore e direttore di “Vatican Service News”, nato nel 2005 come agenzia televisiva cattolica indipendente con l’obiettivo di fornire news, commenti, testimonianze, servizi, dal Vaticano e non solo.

Inoltre, è fondatore e guida dell’Associazione Cattolica “La Famiglia delle Case di Preghiera di San Charbel”, eretta il 22 giugno 2019 come associazione privata di fedeli con decreto del Vescovo di Rožňava, S.E.R. Mons. Stanislav Stolárik (nominato nel 21 marzo 2015), approvando nel contempo gli Statuti ed autorizzando Padre Jarek – nominato Assistente ecclesiastico – “a continuare la sua opera del fondatore e gestire la ‘Famiglia delle Case di Preghiera di San Charbel’ che costituisce un importante sostegno per la diocesi di Rožňava e per le altre Chiese”.

Due anni fa, ho partecipato al Pellegrinaggio in Polonia dal 20 al 23 giugno 2018 sulle orme di San Giovanni Paolo II, in occasione del 25° anniversario di sacerdozio di Padre Jarek. Riporto dall’imaginetta di ricordo, di preghiera, di gratitudine e di benedizione per i suoi genitori defunti, i suoi familiari e tutti coloro che ha incontrato nel corso dei suoi 25 anni di sacerdozio. Padre Jarek prega per noi e chiedo di non dimenticare lui nelle nostre preghiere:
“Andate dunque, ammaestrate tutte le genti, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” (Mt 28,19).
“Vita senza amore è vita senza Dio. Dio è amore” (San Charbel Makhlouf).

Due anni dopo, nel giorno del 27° anniversario della sua ordinazione sacerdotale, il 12 giugno 2020, a Padre Jarek è stato notificato il Decreto del 15 maggio della Congregazione per la Dottrina della Fede, con cui è venuto a conoscenza delle misure penali accessorie (precetto penale del 27 marzo che gli non è mai stato notificato e poi sospensione a divinis), perché nonostante il divieto aveva continuato a celebrare il diretta televisiva, con la sola presenza dei famigliari.

In ogni caso, dal momento che la sospensione a divinis gli fu notificato il 12 giugno, Padre Jarek ha obbedito immediatamente anche per il quinto divieto, circa le sue celebrazioni in streaming, nei due giorni in cui è rimasto ancora chierico della Chiesa cattolica romana.

E ha ripreso tutte le sue attività pastorali dal 14 giugno, Festa del Corpus Domini, come chierico della Chiesa Cattolica Nazionale in Polonia.

Nonostante il periodo di grande prova, l’apostolato di Padre Jarek di convertire i cuori e far entrare in loro l’amore di Cristo non si era mai fermato, eccetto per motivi di salute.

Per molte persone questo è stato un periodo di grande dolore e paura, ma ciò non doveva impedire di affrontarlo con piena fiducia nel Signore. Il Cardinale Angelo Comastri, in Vaticano, ha definito questo periodo come un “ richiamo” che Dio da all’unanimità per convertirci . Non ci saremmo mai aspettati una situazione del genere. Si poteva percepire nell’aria la paura di essere contagiati, che una persona a noi cara posso lasciarci, il dolore dei continui morti che ogni giorno che abbiamo ascoltato tramite i portali d’informazione. Ma quello che più spaventava tutti noi, era morire senza sacramenti, senza ricevere Gesù o addirittura senza confessione.

Per questo Padre Jarek ha continuato in questi mesi ad invitarci a pregare e a confidare in Dio. Padre Jarek, grande apostolo e servo di Cristo, non ha mai abbandonato il suo gregge e per questo tramite il suo canale YouTube “Charbeltv” aveva ripreso a celebrare la Santa Messa in italiano e polacco, a trasmettere le sue catechesi, ed ogni sera l’Adorazione Eucaristica cantata, per rassicurare, confortare e donare a tutti che lo seguivano da ogni parte del mondo un messaggio di speranza, forza e fiducia in Gesù. Alla fine di ogni adorazione c’era un collegamento con qualche fedele italiano in diretta streaming, tradotto simultaneamente in polacco, tanto da creare un “Ponte tra l’Italia e la Polonia”. Ogni mattina Padre Jarek ricevette numerosi videochiamate da varie famiglie alle quali ha donato conforto, rassicurazione. Le famiglie impaurite gli chiedevano preghiera e benedizione di protezione, per poter superare l’emergenza ed essere più forti spiritualmente. Non ha mai fatto mancare un abbraccio caloroso a tutti i malati e a tutti coloro che hanno perso una persona cara a causa della pandemia, assicurando preghiere e benedizioni.

Lettera a Papa Francesco di ringraziamento per l’opera di Padre Jarek durante il lock down

Sua Santità Papa Francesco
Casa Santa Marta
00120 Città del Vaticano
8 maggio 2020

Santo Padre,
la nostra nazione, l’intero mondo, sono afflitti da alcuni mesi da un flagello terribile, causa di migliaia di vittime, di sofferenze e difficoltà enormi.
Ognuno di noi è sottoposto ad una prova cruciale, ad un evento che impone a tutti di trovare la forza e le risorse per superare il difficile momento.
Ma noi cristiani sappiamo qual è la fonte per vincere queste sofferenze e le fatiche di questi giorni: la Fede, la Preghiera, la Speranza, nella Carità.
Offriamo questa testimonianza insieme a Tutti i fratelli che la sottoscrivono, uniti nella comunione della Famiglia delle Case di San Charbel, la nostra Associazione Cattolica, istituita il 22 giugno 2019 per ispirazione di Padre Jarek Cielecki, sacerdote incardinato nella diocesi di Rožňawa, che Lei Santo Padre già conosce per averlo incontrato il 27 luglio 2016, in occasione di una preghiera con i membri dell’Associazione “Peter Pan”, svoltasi all’altare di San Giovanni Paolo II in Basilica di San Pietro.
In questi mesi di prova Padre Jarek, con un impegno quotidiano e sentito, ci ha sostenuto con forza e determinazione. Ogni giorno ha raggiunto le nostre case – tramite il Suo portale Padrejarek.pl – con la celebrazione della Santa Messa, l’Adorazione Eucaristica, la lettura della Parola sostenuta dal Suo insegnamento di catechesi. L’appuntamento quotidiano serale con Lui è divenuto – per tutti noi in questi giorni- un momento di indescrivibile dolcezza e sostegno, un momento in cui è stata per ognuno di noi vissuta una straordinaria esperienza di vicinanza e comunione, senza la quale le difficoltà di questo momento avrebbero potuto forse sovrastarci. Padre Jarek è stato infatti un grande sostegno mediante il quale abbiamo potuto partecipare alla celebrazione dei Sacramenti ed alla quotidiana preghiera comunitaria, seppure in una forma eccezionale come Lei Santo Padre ci ha insegnato, quasi fossimo con il nostro Parroco “on line”.
Vogliamo quindi testimoniare noi Tutti – e ringraziare sentitamente – l’opera unica di Padre Jarek, che nella straordinaria emergenza che stiamo vivendo non dimenticheremo mai.
Sappiamo delle molte difficoltà che Padre Jarek ha incontrato nel percorso della Sua opera di evangelizzazione in Italia ed in Europa, e vogliamo in questo modo chiedere innanzi tutto, Santo Padre, la Sua benedizione, quale sostegno spirituale indispensabile per la continuazione di questa opera, ma desideriamo esprimere a Lei anche la nostra proposta che si renda possibile un’udienza personale del sacerdote affinché possa renderLa partecipe della sua storia e sperare in un Suo conforto particolare. Il suo recapito telefonico è il seguente: (+39 338 XXXXXX).
Il nostro migliore augurio a Sua Santità.
per la famiglia delle Case di San Charbel in Italia
Emanuela Lorini e Claudio Donzi

Il 14 giugno 2020 Padre Jarek Cielecki è stato nominato dal Vescovo Adam Rosiek della Chiesa Cattolica Nazionale in Polonia Parroco della Parrocchia della Madonna Assunta e San Charbel nel villaggio di Florencja, dove Padre Jarek sta costruendo il Santuario della Madonna di Buon Inizio e Eremo di San Charbel (come si vede nelle foto che seguono), di cui è stato nominato Rettore.

“I lavori continuano e si vedono tutto quello che è fatto con amore e fede non può essere fermato, nemmeno dai ben pensanti. Noi sappiamo bene quanto Padre Jarek sia un sacerdote umile e nello stesso tempo tenace. Sempre disponibile per tutti (e quando dico tutti non faccio distinzioni). Non guarda nelle tasche dei fedeli, ma ti dona gratuitamente tutto quanto ha ricevuto gratuitamente da Dio. Padre Jarek mi ha insegnato a pregare con il cuore e non solo con le parole, mi ha insegnato ad ascoltare e non solo a sentire, mi ha insegnato a vedere e non solo a guardare. Molti visiteranno questa cappella dedicata alla Madonna di Buon Inizio. Qualche persona che adesso ha voltato le spalle a Padre Jarek, un giorno entrerà in quel luogo voluto da Maria e Gesù, inginocchiandosi” (Adele Ravanelli).

Le attività pastorali di Padre Jarek Cielecki possono essere seguite tramite Internet:
– Portale Charbel TV sul Sito Padrejarek.pl: QUI.
– Portale Charbel TV sul Canale YouTube Saint Charbel: QUI.
– Pagina Facebook di Padrejarek.pl: QUI.

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