Campi estivi 2020, si faranno? E con protocolli attuabili? Discriminazione delle parrocchie dietro l’angolo?

“I campi estivi vanno organizzati in modo che possano funzionare. Del resto questa è la responsabilità della politica”. Il Ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti da subito ha puntato a normalizzare le abitudini di bambini e ragazzi e a riaprire campi estivi e summer camp anche per quest’estate 2020, e ha fissato la riapertura per il 15 giugno.

“Scordiamoci i campi estivi e scordiamoci gli oratori, questo deve essere chiarissimo. Ho diverse perplessità su come si possa garantire il distanziamento dei bambini”. Decisamente opposto alla Bonetti è stato da subito – quanto citato sopra ha dichiarato il 23 aprile 2020 – Franco Locatelli, Presidente del Consiglio Superiore di Sanità e membro del Comitato tecnico scientifico.

Come è la situazione oggi?

Sul suo blog Duc in altum, Aldo Maria Valli ha pubblicato la lettera di un “Giovane prete”, che punta l’attenzione su una questione importante per le parrocchie e per tante famiglie: come organizzare le attività estive per bambini e ragazzi in presenza dei rigidi regolamenti imposti dalle amministrazioni comunali? Il “Giovane prete” è parroco al Nord, ma il problema riguarda tutta Italia. “Possibile che nessun vescovo provi ad alzare almeno la voce? Prima che è troppo tardi”.

Inoltre, segue un articolo dal Blog di Tutto Campi Estivi in riferimento agli oratori e centri estivi per l’estate 2020 e il link delle “Linee guida per la gestione in sicurezza di opportunità organizzate di socialità e gioco per bambini ed adolescenti nella fase 2 dell’emergenza COVID-19″ del Dipartimento per politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Parrocchie e Covid: un’estate di incertezza. E la discriminazione è dietro l’angolo

Caro Aldo Maria, questa volta ti scrivo per cercare di dare “visibilità” a un tema molto importante per la libertà della Chiesa e per le famiglie nel nostro Paese. Sto parlando dei grest (gruppi ricreativi estivi) e dei campi estivi, da sempre un servizio fondamentale per la crescita umana e spirituale dei nostri ragazzi, nonché una splendida occasione per avvicinare alla parrocchia le persone solitamente più distanti.
Quest’estate, al tempo del Covid, sotto i nostri occhi accadrà una piccola ma significativa rivoluzione, perché la stragrande maggioranza delle nostre comunità non potrà organizzare alcuna attività, date le condizioni richieste dalle autorità civili.
Ti faccio una foto di come dovrebbe essere concretamente un grest quest’anno:
– Minor numero di bambini da accogliere (in base agli spazi disponibili, sia interni sia esterni, di ogni singola parrocchia);
– Bambini divisi in gruppi di 7, con un educatore maggiorenne.
– Il tradizionale educatore di 16-17 anni viene contato come fosse un bambino.
– Il gruppo è separato dagli altri, in modo che, se venisse fuori un contagiato, andrebbe messo in quarantena solo il gruppo e non tutti gli altri.
– Non si possono fare giochi di contatto.
– Sono stati così furbi che, mettendo il numero dispari, non si possono nemmeno fare due squadre equilibrate, perché giocherebbero 3 contro 4.
– Si annoierebbero a morte sia i bambini (e se finiscono con compagni con cui litigano sempre? E cosa gli fai fare per otto ore in quelle condizioni?), sia gli educatori, che si troverebbero a essere ridotti a fare da babysitter, privati di quelle relazioni e chiacchierate con i loro coetanei che rendono piacevole l’esperienza del grest.
Ancora più complicate sono le condizioni dal punto di vista burocratico.
Chi vuole organizzare qualcosa deve presentare al proprio comune, affinché sia approvato, un progetto nel quale si indicano gli spazi (di accoglienza, di gioco, di mensa, dei servizi igienici), il numero dei bambini e le attività che verranno svolte.
In pratica, devi presentare un prospetto in cui dici già giorno per giorno, ora per ora, quali bambini, quali educatori (e i loro sostituti in caso di malattia), quale attività sarà fatta in quel determinato spazio e il nome delle persone che disinfetteranno tutto ciò che è stato usato. Un vero delirio!
Per non parlare della quota che dovremmo chiedere alle famiglie per ogni singolo bambino: secondo le prime indicazioni sarebbe di 250 euro!
A questo poi si deve aggiungere il fatto che verrà meno anche un altro aspetto molto importante per le famiglie stesse, ossia la flessibilità con cui potevano accedere al servizio erogato dalla parrocchia, a seconda delle proprie esigenze. Infatti, spesso il bambino viene iscritto per una settimana, poi trascorre la successiva dai nonni in campagna, poi torna per altre due settimane, poi magari fa un periodo al mare con i genitori. La flessibilità insomma è sempre stata una qualità utilissima e la parrocchia la garantiva proprio perché si è sempre messa dal punto di vista dei genitori, condizione che quest’anno non potremmo far valere, data la struttura rigida che ci hanno proposto.
Insomma, se si decide di rispettare le regole, non ci sono proprio le condizioni umane e organizzative per predisporre un grest come si deve.
Veniamo ora al secondo punto, molto importante e delicato.
Com’è possibile che a oggi, 29 maggio, non sia ancora pronto un regolamento comunale definitivo ma nello stesso tempo i comuni stiano raccogliendo le iscrizioni per i loro grest sostenendo di poterli iniziare già l’8 giugno? È umanamente impossibile che questo avvenga! Eppure, sarà così. Mentre la Chiesa starà chiusa, i comuni con le loro cooperative di fiducia invece si divideranno la torta (perché, inutile nasconderlo, questa è la prospettiva “statale” con cui si guarda all’educazione dei nostri ragazzi, ben diversa da quella ecclesiale, basata invece sul volontariato e sulla gratuità, qualità necessari per vincere l’egoismo e diventare così uomini e donne capaci di amare).
Allora io mi pongo alcune domande:
1) Non è che, con la scusa del Covid, si stia volutamente (per carità, usando i guanti di velluto e non ancora le manette) togliendo alla Chiesa anche questo legame con le famiglie?
2) Possibile che nessun vescovo provi ad alzare almeno la voce contro tutto questo? Addirittura, ho sentito di alcuni vescovi che se la stanno prendendo con i loro sacerdoti perché “non fanno il grest”, accusandoli di non aver voglia di impegnarsi! È proprio il colmo: oltre al danno la beffa! Troppo facile fare i forti con i deboli e gli schiavi con i forti.
Ma se nessuno parla, saranno le stesse famiglie che ci accuseranno (già sta succedendo): ma come, voi non fate niente, quando invece le cooperative sono già disponibili?
E apparentemente hanno ragione. Solo che non sanno che i comuni possono anche permettersi di non rispettare le loro stesse regole, in quanto non manderanno mai carabinieri e vigili a controllare, mentre certamente le forze dell’ordine saranno pronte a intervenire a muso duro contro tutte le altre realtà, in primis le nostre parrocchie.
Questi, caro Aldo Maria, sono i pensieri che io, come tutti i sacerdoti che ho sentito in questi giorni, sto facendo, e non ho mai registrato tanta unanimità tra i confratelli!
Per cui mi permetto di approfittare dello spazio che mi concedi su Duc in altum per alzare un grido affinché, dall’alto, le gerarchie ci ascoltino. Può sembrare una cosa da poco, ma quello a cui si attenta è un altro pezzo della libertà della Chiesa. Qualcuno apra gli occhi prima che sia troppo tardi.
Il Giovane prete

Campi estivi 2020, si faranno?
Fonte: Il Blog di Tutto Campi Estivi, 29 maggio 2020

Sono passati ormai tre mesi dall’inizio dell’emergenza Coronavirus e pian piano si procede con la riapertura delle attività per la ripartenza economica.
Con il Decreto Rilancio abbiamo finalmente anche informazioni su quanto è stato deciso in merito ai più piccoli.

Quando riapriranno le scuole?
Il Ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, nel timore di una nuova ondata di contagi da Coronavirus, ha stabilito già da tempo che non si tornerà sui banchi di scuola prima di settembre. Proprio questo è uno dei punti che hanno sollevato i dubbi, giustificatissimi, di genitori ed educatori: cosa ne sarà dell’estate dei nostri figli? Campi estivi e summer camp potranno tenersi regolarmente? E il GREST? Sono solo alcune delle domande che ci siamo posti negli scorsi mesi.
Il rischio, che in seguito agli ultimi aggiornamenti parrebbe scongiurato, era che, oltre alle scuole, anche oratori e centri estivi rimanessero chiusi per l’estate 2020, proprio in via preventiva di ulteriori contagi da Coronavirus. La situazione rimane in parte ancora confusa e per le famiglie diventa difficile prepararsi ad affrontare l’estate. Per aiutarvi a fare chiarezza, abbiamo pensato di raccogliere in questo articolo tutte le evoluzioni sull’argomento “campi estivi e Coronavirus”.

Che ne sarà dei campi estivi 2020?
Se la linea di Azzolina è preventiva, diverso è stato l’approccio del Ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti. Bonetti da subito ha puntato a normalizzare le abitudini di bambini e ragazzi e a riaprire campi estivi e summer camp anche per quest’estate 2020. La proposta è quella di aprire bandi per 30 milioni di euro a sostegno dei servizi del settore e di pensare a nuove modalità per le attività ricreative. Modalità che possano rispettare le necessità di preservare la salute di tutti noi e dei nostri ragazzi e di difenderci dal Coronavirus: suddivisione in piccoli gruppi, distribuzione di dispositivi anti-contagio quali guanti e mascherine, un aumentato livello di sorveglianza con l’impiego di più educatori.
Questa la dichiarazione rilasciata in merito:
«Con la ripresa delle attività lavorative dei genitori e la chiusura delle scuole metterò in campo 30 milioni attraverso bandi a sostegno di centri estivi e associazioni che dovranno essere progettati in sicurezza, insegnando modalità di gioco diverse, magari, se necessario, indossando dispositivi di sicurezza – ha annunciato – Ciò richiederà più presenza di personale per poter lavorare in piccoli gruppi. Inoltre solleverò il più possibile le famiglie dal dover pagare quote. I bandi partiranno per la metà di maggio».

Il dibattito: i campi estivi 2020 si faranno?
Decisamente allineato con Azzolina era invece il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità e membro del Comitato tecnico scientifico chiamato dal Governo a gestire l’emergenza Coronavirus, Franco Locatelli. Se infatti Bonetti è stata da subito per riaprire campi estivi e summer camp organizzandoli in modo sicuro, Locatelli, fra i sostenitori della chiusura delle scuole fino a settembre, è stato finora più scettico e si è più volte chiesto come si possa garantire il distanziamento fra bambini e ragazzi necessario per evitare il contagio.
Riportiamo queste sue dichiarazioni sul tema:
«[…] l’orientamento, posso anticiparlo, è di un ritorno a una forma di normalità. […] Chiaro è che un conto sarà consentire loro (ai bambini n.d.r.) di uscire, un conto è progettare centri estivi o un ritorno negli oratori nei mesi caldi. Non bisogna fare confusione: assembramento e aggregazione non potranno essere in nessun caso consentiti».

Dobbiamo scordarci i campi estivi? Facciamo il punto
Nelle ultime settimane di aprile, Locatelli affermava:
«Scordiamoci i campi estivi e gli oratori. Questo deve essere chiarissimo. […] L’accesso ai parchi è una cosa più che considerabile, beninteso che deve essere un accesso contingentato per evitare che si creino le aggregazioni».
Inizialmente dunque via libera alla riapertura dei parchi e al recupero di uno spazio ludico sportivo per i più piccoli, ma non ai centri estivi. Il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità insisteva sulla necessità di misure prudenti e graduali per la ripresa.
Come anticipato, ai suoi argomenti si è opposta Elena Bonetti, che ha sempre sostenuto:
«I campi estivi vanno organizzati in modo che possano funzionare. Del resto questa è la responsabilità della politica».
Il Ministro auspica la riapertura delle attività di sostegno alle famiglie, come anche campi estivi e summer camp e le strutture per l’accudimento dei bambini in età pre-scolare, già da giugno.

Decreto governo e regolamenti centri estivi 2020 e summer camp 2020
Nelle scorse settimane si è riunito un tavolo di lavoro al quale hanno preso parte associazioni del Terzo settore, Anci e pediatri per stilare delle linee guida cui si dovranno attenere i centri estivi per le attività 2020. Nello specifico, la Ministra Bonetti e il team riunitosi hanno elaborato dei protocolli poi sottoposti al Comitato Tecnico Scientifico per l’approvazione. Tali protocolli prevedono, oltre alle misure già citate di mantenimento delle distanze, all’uso dei dispositivi di protezione individuale e ai piccoli gruppi, le seguenti modalità:
– a bambini e operatori verrà misura la febbre tramite termoscanner in entrata
– in entrata sarà inoltre obbligatorio lavarsi le mani
– saranno obbligatori certificati medici per bambini e personale in caso di febbre; il certificato medico sarà d’obbligo anche per l’accesso al servizio
– per evitare assembramenti, i bambini dovranno essere accompagnati in orari differenziati
– punti di ingresso e punti di uscita fissi, con individuazione di percorsi obbligati
– gli accompagnatori dovrebbero essere sempre gli stessi e, preferibilmente, non dovrebbero essere persone anziane
– le attività dovrebbero svolgersi all’aria aperta; ove non sia possibile è consigliato di tenere le finestre aperte.
Consigliata anche la sanificazione continua delle aree frequentate dai bambini e delle attrezzature
Sembra, almeno per il momento, che vi siano linee guida solo per i centri estivi, mentre non vi è traccia di considerazione per i campi estivi residenziali con pernottamento. Ci auguriamo nei prossimi giorni di capirne di più.

Decreto Rilancio: centri estivi e campi estivi
Il Decreto Rilancio, il cui testo è stato recentemente reso noto, dedica finalmente spazio anche alla questione centri estivi. Di seguito l’articolo in cui viene trattata la tematica:
«Art.112
Finanziamento dei centri estivi 2020 e contrasto alla povertà educativa
Al fine di sostenere le famiglie, per l’anno 2020, a valere sul Fondo per le politiche della famiglia, di cui all’articolo 19, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito con modificazioni dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, una quota di risorse è destinata ai comuni, per finanziare iniziative, anche in collaborazione con enti pubblici e privati, volte a introdurre: a) interventi per il potenziamento dei centri estivi diurni, dei servizi socioeducativi territoriali e dei centri con funzione educativa e ricreativa destinati alle attività di bambini e bambine di età compresa fra i 3 e i 14 anni, per i mesi da giugno a settembre 2020; b) progetti volti a contrastare la povertà educativa e ad implementare le opportunità culturali e educative dei minori.
Il Ministro con delega per le politiche familiari, con decreto di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, stabilisce i criteri per il riparto della quota di risorse di cui al comma 1 e ripartisce gli stanziamenti per le finalità di cui alle lettere a) e, nella misura del 10 per cento delle risorse, per la finalità di cui alla lettera b), previa intesa in sede di conferenza unificata, ai sensi dell’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
Per le finalità di cui al comma 1, il fondo di cui al comma 1 medesimo è incrementato di 150 milioni di euro per l’anno 2020».
Alla luce delle precedenti affermazioni, sembra scontato che le linee guida stilate per lo svolgimento dei centri estivi 2020 siano state approvate e che le attività possano regolarmente tenersi, proprio secondo tali linee guida.

Incentivi economici per i campi estivi 2020
Nel corso del dibattito è intervenuta anche il Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, che aveva dichiarato:
«Insieme ai Ministri Azzolina, Bonetti e Spadafora, tenuto conto dei pareri espressi dal Comitato tecnico-scientifico, stiamo lavorando ad un protocollo che permetta di trovare delle soluzioni concrete, come l’attivazione di centri estivi che operino in condizioni di assoluta sicurezza: in questo senso, sto valutando l’ipotesi di usare il bonus babysitter in maniera più flessibile anche per il pagamento di tali servizi».
Effettivamente, il Decreto Rilancio dedica spazio anche agli incentivi economici rivolti alle famiglie per l’iscrizione dei figli ai centri estivi. In particolare si parla appunto di estensione del bonus babysitter a 1200€; il bonus potrà essere utilizzato anche per fruire dei servizi dei centri estivi. Viene infatti specificato:
«Il bonus è erogato, in alternativa, direttamente al richiedente, per la comprovata iscrizione ai centri estivi, ai servizi integrativi per l’infanzia di cui all’articolo 2, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, ai servizi socio-educativi territoriali, ai centri con funzione educativa e ricreativa e ai servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia. La fruizione del bonus per servizi integrativi per l’infanzia di cui al periodo precedente è incompatibile con la fruizione del bonus asilo nido di cui all’articolo 1, comma 355, legge 11 dicembre 2016, n.232, come modificato dall’articolo 1, comma 343, della legge 27 dicembre 2019, n. 160».

Gli ultimi aggiornamenti
La riapertura dei centri estivi è stata fissata dal Ministro Bonetti per il 15 giugno. Nel corso di una diretta Facebook, Bonetti ha inoltre spiegato:
«Sono stati stanziati 185 milioni di euro, l’investimento più alto in questo settore nella storia della Repubblica».
Questo per garantire la riapertura in sicurezza. I fondi sono da destinare ai Comuni e a tutti agli enti che si occupano di attività educativa, compresi parrocchie e associazioni sportive.
Aggiunge anche:
«Il Dpcm prevede la possibilità da parte delle Regioni eventualmente di anticipare o posticipare a seconda della situazione dello stato epidemiologico. Questa apertura potrà essere fatta eventualmente anche con ulteriori specificazioni di regole e protocolli a livello regionale».

89.31.72.207