Conoscere la storia del meridione d’Italia, per scongiurare lo sciagurato tentativo di opporre mito a mito a tutti i costi

Intervista a Paolo Rivelli, Presidente del Real Circolo Francesco II di Borbone, il sodalizio che si occupa di rivalutare la storia, la cultura e le tradizioni del meridione d’Italia, evitando «lo sciagurato tentativo di opporre mito a mito a tutti i costi, anche a quello di crearlo dal nulla. (…) Vieppiù questo modo di fare crea una perdita di credibilità, generando un effetto contrario a quello che si vorrebbe ottenere, venendo puntualmente smentiti. Si finisce per essere classificati dei “pallonari” dei quali diffidare a prescindere, anche quando magari raccontano una verità. Ed è puntualmente quello che è successo a costoro, che sono rigorosamente tenuti fuori dagli ambienti accademici seri. Il rischio di essere assimilati e accumunati è frequente e non sempre è agevole spiegare le differenze e le distinzioni. Questo comporta una maggiore difficoltà nella attività di rivalutare serenamente questo periodo storico, cosa che invece sta molto a cuore a noi».

Il Real Circolo Francesco II di Borbone è stato fondato il 19 luglio 2011, sotto forma di associazione apolitica ed apartitica, senza fini di lucro. Persegue finalità di promozione della cultura dell’antica patria napolitana, la riscoperta della storia del Regno delle Due Sicilie, dei valori identitari di questa antichissima e nobile nazione, del suo patrimonio culturale, della cultura cristiana e dei suoi valori, della solidarietà, di utilità sociale, anche a favore di organizzazioni umanitarie aventi finalità di sostegno a soggetti svantaggiati, delle radici della comune cultura europea, delle monarchie cristiane europee e dell’istituto della monarchia come forma di governo.

In questa rubrica “Blog dell’Editore” abbiamo menzionato già più volte il Real Circolo Francesco II di Borbone e parlato di alcune delle sue iniziative. Inoltre, ci siamo occupato dell’antico Regno delle Due Sicilie, della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie e del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio (con il Gran Maestro S.A.R. il Principe Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orléans, Duca di Calabria, Conte di Caserta), oltre della questione “meridione d’Italia”. Questi argomenti hanno succitato l’interesse tra nostri lettori, che ci hanno chiesto delle informazioni supplementari al riguardo.

Quindi, per conoscere meglio storia, obiettivi, scopi e attività di questa Associazione che si rifà alla storia del Regno delle Due Sicilie e della sua dinastia, i Borbone delle Due Sicilie, abbiamo posto alcune domande al Dott. Gran Uff. Paolo Rivelli, Presidente del Real Circolo Francesco II di Borbone.

Presidente Rivelli, sappiamo che lei non ama parlare di se stesso, però sarebbe bene di iniziare questa intervista con due parole per spiegarci come i principi su cui si fonda l’Associazione da lei presieduta, si intrecciano con la sua storia personale.
Paolo Rivelli:
«Pur occupandomi di tutt’altro nella vita, abituato a districarmi tra numeri, dati economici e indici di borsa per la mia attività di Advisor nel campo finanziario, sono convinto che la mia formazione classica ed umanistica, insieme alla passione per la storia, mi abbia dato la possibilità di avere una visione o una sensibilità verso questi temi.
L’idea sulla quale si fonda il Real Circolo Francesco II di Borbone poggia su 5 pilastri: storia, tradizione, cultura, solidarietà e radici cristiane. Tutto parte dallo sviluppo e declinazione di questi concetti, che sono enunciati nel nostro statuto e che caratterizzano questa associazione apolitica, senza fini di lucro, che persegue finalità di promozione della Cultura del Meridione d’Italia, attraverso la riscoperta della Storia del Regno delle Due Sicilie e la valorizzazione e diffusione delle risorse umane e territoriali, del suo inestimabile patrimonio architettonico, artistico e ambientale».

Le attività del Real Circolo Francesco II di Borbone sono volte in modo particolare “allo studio, alla ricerca, alla riscoperta e alla divulgazione del patrimonio storico, culturale, araldico, nobiliare, dei valori e degli ideali delle monarchie ed ex monarchie europee, dei loro simboli, della diffusione, promozione degli ideali e dei principi delle moderne monarchie parlamentari europee come forme di governo, anche attraverso la collaborazione, la partecipazione e l’interscambio con enti nazionali ed internazionali; volte alla divulgazione, lo studio, la tutela della cultura cattolica, cristiana e dei loro valori”. Può spiegarci l’importanza di richiamarsi al passato per le attività di un’associazione all’inizio del terzo millennio?
Paolo Rivelli:
«Riteniamo che sia indispensabile approcciarsi alla storia con rispetto e sentimenti puri, disinteressati, importanti valori condivisi, come le radici cristiane, la cultura e la tradizione, che essa ci ha tramandate, cercando di promuovere una sua migliore conoscenza. Dobbiamo farlo con una visione aperta e universale, perché è il modo più appropriato per avvicinarsi e comprendere appieno i suoi percorsi, i suoi fenomeni e peculiarità. Tutto questo in nome della storiografia più attendibile, una scienza fondamentale e irrinunciabile che contribuisce in modo decisivo alla nostra conoscenza e alla nostra comprensione sia come società, in particolare dei fenomeni socio economici, che come paesi. Questo è l’unico approccio che suscita nel prossimo il rispetto per quei valori che si propugnano».

Il Real Circolo si propone di voler contribuire “a far nascere e a realizzare una classe dirigente in grado di contribuire alla crescita politica, civile, culturale ed economica delle popolazioni, in Italia, in Europa e nel mondo secondo i principi della comune cultura cristiana europea”. Perché ritenete che la conoscenza della storia svolge un ruolo decisivo rispetto a tali propositi, peraltro molto impegnative per il futuro, e in quale modo questo potrebbe realizzarsi?
Paolo Rivelli:
«Nella storia ci sono sempre cose buone e cose cattive. Quando si studia e si racconta la storia di un paese, è indispensabile cercare di dipingere un’immagine dai contorni sfumati, dove si rappresentano entrambi gli aspetti, i suoi fallimenti e i suoi successi. Non è tutto solo bianco o nero, ma ci sono sempre delle sfumature. Durante un suo recente discorso, un grande storico britannico, John H. Elliott, ha ammonito su l’importanza di conoscere la storia. Un campo di studio che ha qualcosa di importante da offrire per una migliore comprensione della condizione umana e che è particolarmente necessario al momento. Elliott dice che viviamo in un mondo dominato dalla post-verità e abbiamo bisogno di una storia ben fatta contro i miti maliziosi e opportunistici, e infatti la sua manipolazione può avere conseguenze nefaste.
È quindi necessario porre un argine alle improvvisazioni e approssimazioni di chi costruisce e cavalca falsi miti per tornaconti personali o in cerca di facili consensi. Dico sempre che nella storia è meglio una verità anche se scomoda, piuttosto che una compiacente bugia, le cui conseguenze spesso sono imprevedibili e disastrose. Abbiamo la necessità di fare tesoro di un grande passato a cui attingere e allo stesso tempo hanno bisogno di capirne gli errori per guardare al futuro, per colmare le differenze sociali e i ritardi di sviluppo economico, che ci separano dal resto d’Europa. La storia è sicuramente una scienza di grande aiuto, che può fornirci le chiavi di lettura per capire tutto ciò.
Questi sono i presupposti sui quali è nato il Real Circolo, ed è una posizione ben precisa, nella quale ci riconosciamo».

Al termine dei lavori di restauro storico-artistico e di conservazione architettonico, commissionati dalla Real Commissione per l’Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, lunedì 9 marzo 2020 alle ore 10.30, S.A.R. il Principe Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie, Duca di Calabria, Conte di Caserta, Capo della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie, Gran Maestro del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, ha riaperto la Real Cappella dei Borbone nel Complesso monumentale di Santa Chiara a Napoli al culto dei numerosi fedeli devoti della Beata Regina Maria Cristina e per l’omaggio dei napoletani alle spoglie degli augusti sovrani del Regno delle Due Sicilie e dei loro familiari.
Il desiderio che la storica e significativa Real Cappella dei Borbone nel Complesso monumentale di Santa Chiara a Napoli potesse ritornare agli antichi splendori, emerse nel corso della programmazione di una serie di iniziative, tra la Provincia dei Frati Minori di Napoli e il Real Circolo Francesco II di Borbone. Successivamente al Solenne Pontificale in onore di San Giorgio Martire a Santa Chiara nel 2019, il progetto sotto la direzione tecnica del Cavaliere di Giustizia l’Arch. Vittorio Talamo, fu proposto dal Presidente del Real Circolo di Francesco II di Borbone, Dott. Paolo Rivelli al Capo della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie, S.A.R. Don Pedro Duca di Calabria, che approvò e accettò di sponsorizzare i lavori. Nella foto, davanti alla Real Cappella dei Borbone, 9 marzo 2020. Da sinistra: Segretario della Delegazione della Campania del Real Circolo di Francesco II di Borbone, Nicola Di Frenna; Delegato per la Campania del Real Circolo di Francesco II di Borbone, Cav. Prof. Alfredo Buonincorti; Presidente della Real Commissione per l’Italia, S.E. il Duca Don Diego de Vargas Machuca, Marchese di Vatolla, Marchese di San Vicenzo, Conte di Urgel, Signore di Vargas, Balì Gran Croce di Giustizia decorato col Collare, Gentiluomo di Sua Santità; Cav. Dott. Ettore Corrado Araimo; Responsabile della Comunicazione della Real Commissione per l’Italia, Comm. Vik van Brantegem, Cavaliere di Merito; Delegato della Delegazione di Napoli e Campania del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, Nob. Manuel de Goyzueta dei Marchesi di Toverena, Cavaliere di Giustizia; Curatore della Cappella Magistrale in Napoli, Avv. Augusto Genovese, Cavaliere di Merito; Gran Cancelliere della Real Deputazione del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, S.E. Don Carlos Bárcena y Portolés, Ambasciatore di Spagna, Cavaliere di Gran Croce di Giustizia; Arch. Don Vittorio Talamo de Vargas Machuca, Cavaliere de Jure Sanguinis, Direttore dei lavori di restauro della Real Cappella dei Borbone; Presidente del Real Circolo di Francesco II di Borbone, Gr. Uff. Dott. Paolo Rivelli. Sul inginocchiatoio: S.A.R. il Principe Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie, Duca di Calabria, Conte di Caserta, Capo della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie, Gran Maestro del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio (Foto di Maurizio Di Cesare).

Può spiegarci perché per il perseguimento dei propri fini di promozione della cultura, della cultura religiosa e dell’arte, l’Associazione svolge attività di valorizzazione delle risorse territoriali, del patrimonio architettonico, artistico e ambientale, con lo studio, la ricerca, la riscoperta e la divulgazione del patrimonio storico, culturale, araldico, nobiliare, dei valori e degli ideali di quello che fu il Regno delle Due Sicilie?
Paolo Rivelli:
«Nel corso dello scorso decennio è maturata la decisione di dare vita ad un sodalizio che si occupasse di rivalutare la storia, la cultura e le tradizioni del meridione d’Italia. Le motivazioni vanno ricercate nella corrente di pensiero che via via si era sviluppata con le varie tappe che nel secolo precedente avevano celebrato prima il centenario dell’unità d’Italia nel 1961, poi quello della presa di Porta Pia nel 1970 ed infine il 150° l’anniversario dell’unità nel 2011. In questo arco di 50 anni e in tutti i precedenti fin dal 1861, si era diffusa una damnatio memoriae nei confronti di tutto ciò che aveva caratterizzato il periodo in cui aveva regnato la dinastia Borbone. Tutto veniva semplicisticamente liquidato con una “liberazione” dal tiranno straniero e con lo scherno dell’ultimo re delle Due Sicilie, Francesco II [1], definito per lo più come debole e inetto. In realtà la storia d’Italia è molto più complessa e vari sono i fenomeni, esogeni ed endogeni, che hanno determinato la fine di quel regno».

Come è stata accolta la vostra attività nelle terre dell’antico Regno delle Due Sicile?
Paolo Rivelli:
«Nell’affrontare la questione ci siamo da subito imbattuti in un fenomeno opposto e contrario: quello del così detto neoborbonismo. Senza dubbio più insidioso e dannoso della mitizzazione del Risorgimento. Qui ci troviamo di fronte allo sciagurato tentativo di opporre mito a mito a tutti i costi, anche a quello di crearlo dal nulla o quasi. Insidioso perché le sue sirene sono irresistibili quando cantano le gesta di una nazione (le Due Sicilie), che incarna un vero e proprio eden sulla terra, il paese del latte e miele. Un richiamo irresistibile per coloro che vivono con estremo disagio gli endemici ritardi, l’ingiustizia sociale e la mancanza di sviluppo del Meridione d’Italia, a cui manca però uno spirito critico o una sufficiente conoscenza della storia e a cui alcuni storici ed economisti auto referenziati, vorrebbero dare la chiave di lettura. A questo va aggiunto però che il neoborbonismo fa leva su un sentimento di rivalsa, di vendetta, più che di riscatto, andando a sollecitare un antagonismo tra meridionali e settentrionali, cercando di creare un clima da derby, più che di emulazione o sana competizione, e che finita la partita ognuno torna a casa propria con i suoi problemi, senza risolverli. Un tentativo di sollevare polemiche con trovate a carattere di scoop, che ruotano intorno al concetto che dal 1861 i meridionali sarebbero dipinti come sottosviluppati con una accezione genetica, insita nella loro “razza”. Per fortuna alcune di queste affermazioni sono state riconosciute e smontate come bufale, anche se possiamo dire con certezza che nel 1861 non è avvenuta alcuna liberazione. Ogni nazione al tempo aveva le sue contraddizioni e sacche di ingiustizia sociale. Le differenze c’erano in alcuni casi prima e sono aumentate dopo. Non è questa la sede per spiegarne i complessi motivi, frutto anche di una classe politica inadeguata, che da allora ha pensato più ai propri interessi, fino ad arrivare alla demagogia dei nostri tempi».

Lei si è fatto un’idea della motivazione di fondo di quello che ha chiamato uno “sciagurato tentativo di opporre mito a mito a tutti i costi, anche a quello di crearlo dal nulla o quasi”?
Paolo Rivelli:
«La creazione di un falso mito, con un elenco di primati discutibili sotto la dinastia Borbone in cui ognuno può essere fiero ed orgoglioso del suo passato, è sicuramente uno sciagurato tentativo per catturare consenso. Non ha importanza il posto in classifica di un progresso o di una invenzione, ma è importante che ci sia per misurare il grado di civiltà di una nazione. Tuttavia questa idea che prende corpo da una, più o meno, artata distorsione di fatti e dati rivela tutti i suoi limiti, conducendo ad una forte contrapposizione sud-nord, alimentando un sentimento anti italiano.
Vieppiù questo modo di fare crea una perdita di credibilità, generando un effetto contrario a quello che si vorrebbe ottenere, venendo puntualmente smentiti. Si finisce per essere classificati dei “pallonari” dei quali diffidare a prescindere, anche quando magari raccontano una verità. Ed è puntualmente quello che è successo a costoro, che sono rigorosamente tenuti fuori dagli ambienti accademici seri. Il rischio di essere assimilati e accomunati è frequente e non sempre è agevole spiegare le differenze e le distinzioni. Questo comporta una maggiore difficoltà nella attività di rivalutare serenamente questo periodo storico, cosa che invece sta molto a cuore a noi.
Va aggiunto che questa teoria del mito si era potuta sviluppare anche in ragione dell’assenza di un serio e determinato contraltare, finendo con il divenire la unica fonte di “verità”, potendosi radicare e diffondere, creando confusione anche sulla legittimità di diritti e prerogative del Capo della Real Casa delle Due Sicilie, S.A.R. il Principe Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie, Duca di Calabria, Conte di Caserta [2]».

Domenica 8 dicembre 2019, Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, antica Festa Nazionale del Regno delle Due Sicilie, nella Basilica di Santa Chiara a Napoli, a conclusione della Solenne Santa Messa, il Cappellano ad honorem del Real Circolo di Francesco II di Borbone, Rev. Mons. Giorgio Lenzi, Cappellano del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, ha benedetto le bandiere storiche del Regno delle Due Sicilie.

Negli Statuti dell’Associazione si parla dello “scambio reciproco tra gli associati, intenzionati a mettere a disposizione le proprie professionalità e competenze, al fine di creare una rete comune, un gruppo di pressione e/o interesse, dal comune interesse di incidere sulle istituzioni nazionali ed internazionali, per affermare i principi e gli scopi dell’Associazione, per attività culturali nel mondo, per creare una comune coscienza e un sentimento di appartenenza ai valori e scopi dello statuto”. Come si concretizzano i principi su cui è fondato il Real Circolo Francesco II di Borbone? Quale è l’importanza della valorizzazione della figura dell’ultimo Sovrano del Regno delle Due Sicilie, S.M. il Re Francesco II di Borbone, a cui è intestata la vostra Associazione, e della Dinastia Borbone delle Due Sicilie e dei suoi discendenti?
Paolo Rivelli:
«Il Real Circolo Francesco II di Borbone è nato con le premesse che ho illustrato, volendo riallacciare il filo proprio lì dove si era spezzato. Ecco perché la decisione di dedicarlo all’ultimo Re delle Due Sicilie, troppo in fretta liquidato dalla storia, figura di grande uomo e monarca cristiano. Era il 20 luglio del 2011 e da allora molte cose sono cambiate. Siamo riusciti a ribaltare una situazione che ci vedeva relegati in un angolo, riuscendo in questi anni a far conoscere il Duca di Calabria e a fargli conquistare l’affetto di tanta gente, anche con una popolarità sempre crescente e con una presenza costante. Lo sviluppo della rete ha consentito anche a piccole realtà come la nostra di avere una vetrina sul mondo. In quei giorni è stato molto difficile riuscire a ritagliarsi uno spazio e a far capire la nostra identità. Si finiva più spesso sotto il fuoco amico, che degli avversari. I primi ci vedevano come il fumo negli occhi, io dico a ragione, i secondi per una naturale avversione. Gli attacchi più feroci li abbiamo ricevuti proprio dai presunti borbonisti, che si stavano costruendo un consenso su una falsa propaganda borbonica. Anni difficili, di intimidazioni, minacce, insulti, isolamento, che ci hanno permesso di sviluppare forti anticorpi. Da subito abbiamo capito che i nostri argomenti trovavano terreno fertile e soprattutto l’attenzione di chi cominciava a mal sopportare questi atteggiamenti di cyberbullismo e non solo.
Oggi raccogliamo i frutti di ciò che abbiamo seminato in questo tempo. L’idea di fondo non è quello di lavorare sulla quantità, ma sulla qualità. Lavorare per creare una “lobby”, preparare la futura classe dirigente, con i nostri valori, è per questo che abbiamo una particolare attenzione per i giovani.
Penso anche alle tante iniziative al fianco della Famiglia Borbone delle Due Sicilie, che ci hanno permesso di riportare in patria i “Caserta” (il ramo primogenito di questa dinastia). Prima con la visita organizzata da noi per il Principe Ereditario Don Giacomo, Duca di Noto appena diciottenne. Un ricordo bellissimo quando emozionato lesse il suo primo discorso di saluto al Belvedere di San Leucio, in occasione dei Premi “Francesco II di Borbone” e “ Duca di Noto” da noi ideati ed istituiti. Ricordo ancora la sua commozione e stupore nel vedere l’affetto misto ad entusiasmo della gente verso di lui e la sua famiglia. Successivamente con il ritorno del Capo della Real Casa S.A.R. il Principe Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orléans, Duca di Calabria, Conte di Caserta. Qualcuno con malizia aveva fatto credere loro che non sarebbero stati graditi nel meridione, per tenerli lontano ed avere campo libero. Cosa assolutamente falsa ovviamente. Ricordo con emozione la prima visita di un Borbone ad Agrigento dal 1860. Una città sempre legata alla dinastia, basti pensare che al titolo di Conte di Girgenti (nome di Agrigento fino all’inizio del secolo scorso), che portava il fratello del Re Ferdinando II. Abbiamo organizzato una suggestiva visita alla Valle dei Templi di notte, grazie alla nostra Delegata della Sicilia, la Dott.ssa Valentina Dell’Aira. Anche in questo siamo stati dei precursori, in un contesto forse troppo maschilista, scegliendo una donna molto in gamba, alla guida di una territorio come la Sicilia. Un pilastro del nostro sodalizio per competenza e preparazione.
Per le diverse visite da noi organizzate abbiamo sempre adottato il criterio di restare fuori dai palazzi e dai circoli, ma tra la gente. Una parte storica abbinata alle eccellenze del nostro territorio. Questo ci ha permesso anche di far conoscere diversi imprenditori. Alcuni di questi che si sono distinti per capacità innovazione hanno poi ricevuto il brevetto di Fornitore Ufficiale della Real Casa. Un’altra nostra iniziativa che ha trovato il favore e il gradimento del Capo della Real Casa, S.A.R. Don Pedro.
Per tutti noi è motivo di grande soddisfazione l’apprezzamento e l’affetto che il Duca di Calabria ci manifesta, con il quale condividiamo un rapporto speciale sin dalla nostra nascita, tanto da accettare la carica di nostro Presidente Onorario. Un gesto che se certamente ci onora da una parte, dall’altra ci carica di responsabilità».

S.A.R. il Principe Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie e Orléans, Duca di Calabria, Conte di Caserta, Capo della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie, Gran Maestro del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio con il Presidente del Real Circolo di Francesco II di Borbone, Gr. Uff. Dott. Paolo Rivelli, Basilica di Santa Chiara in Napoli, 9 marzo 2020 (Foto di Maurizio Di Cesare).

Tra le tante iniziative intraprese dal Real Circolo Francesco II di Borbone, ci puoi illustrare alcune in particolare?
Paolo Rivelli:
«Siamo stati i primi in Italia a far adottare la bandiera delle Due Sicilie da un Comune, quello di Pimonte, riportando l’antico vessillo come il simbolo della nostra identità dall’alto valore storico e culturale in un luogo istituzionale dopo il 1861 [3]. Un fatto storico e anche qui con l’aiuto di una donna, Filomena D’Auria, Responsabile della nostra Sezione locale. La prima di aver reso una consuetudine la Solenne Celebrazione della Immacolata Concezione il giorno 8 dicembre, la nostra antica festa nazionale, Protettrice delle Due Sicilie, a cui facciamo seguire la cerimonia di benedizione delle antiche bandiere delle Due Sicilie. Una bella festa che prosegue in strada per i vicoli di Napoli con canti e balli in costume tradizionale.
La seconda è quella che ha riportato per la prima volta dal 1860 un Capo della Real Casa (questo è il titolo che spetta dopo la caduta della monarchia ai discendenti del sovrano) al prodigio di San Gennaro. Era infatti il 19 settembre 2018 quando il Duca di Calabria, indossando il Collare di Gran Maestro dell’Insigne e Reale Ordine di San Gennaro faceva il suo ingresso nel Duomo di Napoli, scortato da una nostra delegazione. Forse è stato il momento più emozionante finora, vedere il Principe Don Pedro seduto al posto d’onore e ricevere dal Cardinale Sepe la teca con il sangue del Santo Patrono Gennaro da baciare dopo la liquefazione. Un primato che si contende con l’emozione di vederlo come Gran Maestro del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio presiedere il Solenne Pontificale di San Giorgio in Santa Chiara.
Queste sono le attività che ci danno maggiore visibilità, ma c’è un grande lavoro nascosto, lontano dai riflettori. Il Real Circolo si occupa anche del sostegno dei più deboli, con iniziative di solidarietà, il sostegno di banchi alimentari che stiamo portando avanti proprio in questi giorni e con i pochi mezzi di cui disponiamo cerchiamo di fare la nostra parte [4].
Abbiamo preso a cuore il recupero di antiche tradizioni, stiamo mettendo a punto un cerimoniale e protocollo che verrà poi condiviso con chi ne farà richiesta, attraverso un gruppo di Cerimonieri con la nostra uniforme, che ha debuttato proprio lo scorso 8 dicembre nella Basilica di Santa Chiara. Pensiamo sia un modo per restituire alle celebrazioni la solennità che meritano. Abbiamo un ottimo rapporto con l’Istituto del Buon Pastore che cura e diffonde la Santa Messa in rito romano antico. Sosteniamo come possiamo».

Domenica 8 dicembre 2019, Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, antica Festa Nazionale del Regno delle Due Sicilie, nella Basilica di Santa Chiara a Napoli, è stata celebrata alle ore 12.00 una Solenne Santa Messa. Erano presenti per il Real Circolo Francesco II di Borbone: Gr.Uff. Paolo Rivelli, Presidente; Cav. Alfredo Buoninconti, Delegato della Campania, che ha ricevuto il diploma di Socio; Sig. Nicola Difrenna, Segretario della Delegazione della Campania, che ha ricevuto il diploma di Familiaris; Sig.ra Filomena D’Auria, Responsabile della Sezione Monti Lattari; Cav. Dott. Attilio Giordano, Responsabile della Sezione San Michele Arcangelo di Ottajano; Avv. Massimo Seminara, Responsabile della Sezione delle Calabrie; Cav. Dott. Stefano Borgiani, che ha ricevuto il diploma di Socio; Cav. Manuel de Goyzueta dei Marchesi di Toverena, che ha ricevuto il diploma di Socio; Cav. Don Vittorio Talamo de Vargas Machuca; Cav. Dott. Ettore Corrado Araimo; Rev. Mons. Giorgio Lenzi, Procuratore generale del Istituto del Buon Pastore, che ha ricevuto il diploma di Cappellano ad honorem; Dott. Enrico Morabito, che ha ricevuto il diploma di Familiaris; Prof.ssa Graziella Carassi, Socio Real Circolo; il neonato gruppo dei giovani: Francesco Pessetti Buoninconti, Mariavittoria de Goyzueta di Toverena e Stefano de Goyzueta di Toverena, che hanno ricevuto il diploma di Familiaris; Dott. Pierluigi Scarpa e Signora, Università Federico II di Napoli; Sig. Massimo Calabrese.
Hanno partecipati come Ospiti e Invitati del Real Circolo Francesco II di Borbone: Cav. Vik van Brantegem, Commendatore dell’Ordine di San Gregorio Magno, Responsabile della Comunicazione del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio e Signora, Dott.ssa Valentina Villano; Avv. Carmine Capasso, Console Onorario dello Sri Lanka a Napoli.
Si è trattata di una cerimonia fortemente voluta dal Real Circolo Francesco II di Borbone, con il fine di radunare in questo giorno e in questo luogo tutti coloro che volevano invocare l’intercessione della Madonna, in segno di riconciliare a Lei la cultura, le tradizioni e le radici cristiane di queste Terre.
Rappresenta ormai una tradizione, che si ripete ogni anno in questo giorno dell’Immacolata, Protettrice del Regno delle Due Sicilie, in virtù di una antica devozione particolare verso il Suo sguardo benevolo da parte dei popoli, che storicamente vi appartenevano.
Questa Solennità dell’Immacolata ha un doppio volto: spirituale e tradizionale. Per coloro che hanno una fede viva e sentita, si tratta di una delle ricorrenze più importanti dell’anno. Per tutti indistintamente coincide con l’inizio simbolico del periodo delle festività natalizie ed è proprio il giorno in cui si fa il presepe.

Avete costituito un’Associazione senza scopi di lucro, che non persegue finalità economiche. Come sostenete le vostre attività?
Paolo Rivelli:
«Come tutte le associazioni anche noi operiamo su base volontaria, grazie alla disponibilità e ai contributi dei nostri soci e simpatizzanti. Certo non è facile riuscire a sostenere tante attività e richieste di aiuto. Ci piacerebbe fare molto di più. Tutto quello che siamo riusciti a fare è sempre stato frutto di un lavoro di squadra e questo penso sia un po’ la regola per riuscire a far bene e in armonia. Se non ho citato qualcuno non certo per mancanza di considerazione. Siamo come una famiglia.
Penso di poter dire a nome di tutti che, dopo tanti anni, nel 2021 a Dio piacendo festeggeremo il nostro primo decennale in cui abbiamo raggiunto tanti obiettivi, ma tanti e tanti ne abbiamo davanti. Non ci fermiamo.
Lavoriamo a stretto contatto con il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio [5], con il Presidente della Real Commissione per l’Italia, S.E. il Duca Don Diego de Vargas Machuca, che sta facendo un ottimo lavoro, supportando e coadiuvando nel nostro piccolo le sue finalità e attività.
Un lavoro dietro le quinte, non da protagonisti, ma che ci tengo a sottolineare per l’impegno disinteressato che profondono tutti i nostri Soci, nell’ottica del bene comune e superiore. Siamo una squadra affiatata che lavora in armonia, perché alla fine condividiamo tutti gli stessi ideali e non abbiamo interessi commerciali più o meno velati».

[1] S.M. il Re Francesco II di Borbone verso la beatificazione. Atti depositati al Tribunale Ecclesiastico di Napoli.

[2] Disputa sulle regole di successione nella Casata dei Borbone delle Due Sicilie e sul Gran Magistero dell’Ordine Costantiniano.

[3] Torre del Greco, caso di ignoranza storica, mancanza di professionalità e sospetto di abuso di potere da parte di pubblici ufficiali

[4] Colletta alimentare in occasione della dell’Immacolata a Napoli, 8 dicembre 2019.

[5] Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio – Real Commissione per l’Italia – Un ordine equestre-religioso oggi.