Scuole paritarie chiedono la dignità dell’educazione

Le associazioni delle scuole cattoliche rivolgono il proprio ringraziamento alla presidenza della Cei ‘per la presa di posizione a sostegno del valore educativo e culturale delle scuole paritarie e per la messa a disposizione di 20.000 borse di studio’, attraverso un comunicato dopo il varo del testo definitivo del ‘Decreto Rilancio’ che aumenta gli stanziamenti in favore della scuola paritaria:

“Con il DL Rilancio si è colmato un vuoto riscontrato negli interventi precedenti che ignoravano come le scuole paritarie facessero parte del sistema nazionale di istruzione fornendo un servizio pubblico di formazione, prevedendo € 65.000.000 per i servizi educativi e le scuole dell’infanzia paritarie (comunali comprese) ed € 70.000.000 per le scuole paritarie primarie e secondarie (alla scuola statale sono destinati € 1.500.000.000)”.

Inoltre hanno presentato alcune linee guida per le riaperture scolastiche a settembre: “Come associazioni in questi giorni abbiamo presentato alla task force ministeriale alcune proposte per garantire una ripresa in sicurezza delle attività scolastiche da settembre prossimo.

Riteniamo fondamentale il coinvolgimento attivo di tutte le scuole nell’attivazione del nuovo anno scolastico, seguendo una impostazione che favorisca l’autonomia decisionale delle istituzioni scolastiche per permettere di adattare alle singole situazioni (territoriali e logistiche) le linee generali”.

Infine le scuole paritarie hanno sottolineato che la scuola è l’organo vitale per l’Italia: “Le scuole sono impegnate a far sì che questo anno ‘straordinario’ rappresenti comunque una occasione di crescita per tutti gli alunni e a considerare l’organizzazione delle attività estive. Ribadiamo con decisione la precisa convinzione che investire nell’educazione dei bambini, dei ragazzi e dei giovani, privilegiando il sistema scolastico e formativo (statale e paritario), esprima un concreto e significativo impegno culturale, sociale e civile, per la crescita e lo sviluppo del Paese”.

Anche la Cei aveva sottolineato le preoccupazioni delle famiglie e la richiesta al governo di un sostegno al futuro della cultura, che è un guadagno per il Paese: “Si tratta di un passo dal valore innanzitutto culturale, rispetto al quale si chiede al Governo e al Parlamento di impegnarsi ulteriormente per assicurare a tutte le famiglie la possibilità di una libera scelta educativa, esigenza essenziale in un quadro democratico.

Tra l’altro, le scuole paritarie permettono al bilancio dello Stato un risparmio annuale di circa € 7.000 ad alunno: indebolirle significherebbe dover affrontare come collettività un aggravio di diversi miliardi di euro. Come Presidenza della CEI chiediamo con forza che non si continuino a fare sperequazioni di trattamento, riconoscendo il valore costituito dalla rete delle paritarie.

A nostra volta, stiamo verificando la possibilità di contribuire a sostenere alcune migliaia di studenti della scuola paritaria secondaria di I e II grado: un aiuto straordinario alle famiglie più in difficoltà, da imputarsi al bilancio CEI del 2020.

Si tratterebbe di circa 20.000 borse di studio, che agevolino l’iscrizione al prossimo anno scolastico, a tutela – per quanto possibile – di un patrimonio educativo e culturale unico. Uniamo le forze, già in vista dell’imminente passaggio parlamentare, per non far venir meno un’esperienza che trova cittadinanza in ogni Paese europeo, mentre in Italia sconta ancora pregiudizi che non hanno alcuna ragion d’essere”.

Intanto l’Agesc si sta muovendo con la petizione ‘Io ci sto’ che ha già raccolto quasi 30mila firme, una campagna di sensibilizzazione per la libertà di educazione. Con questa petizione si chiede la detraibilità integrale delle rette pagate dalle famiglie per la frequenza scolastica e per i servizi educativi nelle scuole paritarie nel corso del 2020, l’istituzione di un fondo straordinario per la erogazione di contributi aggiuntivi alle scuole paritarie per l’anno scolastico 2019/2020, l’azzeramento delle imposte (Ires, Irap) e i tributi locali nel 2020, per tutte le realtà educative e scolastiche no–profit.

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