Papa Francesco: gli infermieri sono i santi della porta accanto

“Oggi è la giornata degli infermieri. Ieri ho inviato un messaggio. Preghiamo oggi per gli infermieri e le infermiere, uomini, donne, ragazzi e ragazze che svolgono questa professione, che è più di una professione, è una vocazione, una dedizione. Che il Signore li benedica. In questo tempo della pandemia hanno dato esempio di eroicità e alcuni hanno dato la vita. Preghiamo per le infermiere e gli infermieri”: con questa intenzione durante la celebrazione eucaristica mattutina a Santa Marta papa Francesco ha celebrato ieri la giornata internazionale dell’infermiere.

Nel 1953 Dorothy Sutherland, un ufficiale del Dipartimento della salute, educazione e benessere degli Stati Uniti d’America propose al presidente Dwight D. Eisenhower di proclamare un ‘giorno dell’infermiere’, ma non ebbe successo. Il Consiglio Internazionale degli Infermieri (International Council of Nurses – ICN) ha istituito questa giornata nel 1965.

Nel 1974 fu scelta la data del 12 maggio per celebrare l’anniversario della nascita di Florence Nightingale, la quale è considerata la fondatrice della moderna assistenza infermieristica.

Quest’anno risulta una giornata ancora più importante in quanto, esattamente 200 anni fa, nasceva colei che ha posto i fondamenti dell’infermieristica moderna, Florence Nightignale. Inoltre, l’OMS ha anche proclamato il 2020 come l’Anno dell’Infermiere: al momento, sono stati circa 12.000 gli infermieri contagiati dal nuovo coronavirus, 39 i deceduti, di cui 4 suicidi.

In tale occasione papa Francesco ieri aveva scritto una lettera indirizzata a loro per ringraziarli per la loro professione: “In questo momento storico, segnato dall’emergenza sanitaria mondiale provocata dalla pandemia del virus Covid-19, abbiamo riscoperto quanto la figura dell’infermiere, ma anche quella dell’ostetrica, ricoprano un ruolo di fondamentale importanza.

Quotidianamente assistiamo alla testimonianza di coraggio e di sacrificio degli operatori sanitari, in particolare delle infermiere e degli infermieri, che con professionalità, abnegazione, senso di responsabilità e amore per il prossimo assistono le persone affette dal virus, anche a rischio della propria salute.

Ne è prova il fatto che, purtroppo, è elevato il numero degli operatori sanitari che sono morti nel fedele compimento del loro servizio. Prego per loro (il Signore li conosce ciascuno per nome) e per tutte le vittime di questa epidemia. Il Risorto dia ad ognuno la luce del paradiso e alle loro famiglie il conforto della fede”.

Nella lettera il papa ha riconosciuto il ruolo fondamentale dell’infermiere nell’assistenza sanitaria: “Da sempre gli infermieri svolgono un ruolo centrale nell’assistenza sanitaria. Ogni giorno, a contatto con gli ammalati, sperimentano il trauma che la sofferenza provoca nella vita di una persona.

Sono uomini e donne che hanno scelto di rispondere ‘sì’ a una vocazione particolare: quella di essere buoni samaritani che si fanno carico della vita e delle ferite del prossimo. Custodi e servitori della vita, mentre somministrano le terapie necessarie, infondono coraggio, speranza e fiducia”.

E li ha esortati a non dimenticare la relazione umana, ringraziandoli per la loro professionalità ed il loro servizio: “Care infermiere e cari infermieri, la responsabilità morale guida la vostra professionalità, che non si riduce alle conoscenze scientifico-tecniche, ma è costantemente illuminata dalla relazione umana e umanizzante con il malato…

Voi, e penso anche alle ostetriche, siete vicini alle persone nei momenti cruciali della loro esistenza, la nascita e la morte, la malattia e la guarigione, per aiutarle a superare le situazioni più traumatiche”.

Gli infermieri sono l’immagine di una Chiesa come ‘ospedale da campo’: “A volte vi trovate accanto a loro mentre stanno morendo, donando conforto e sollievo negli ultimi istanti. Per questa vostra dedizione, voi siete tra i ‘santi della porta accanto’. Siete immagine della Chiesa ‘ospedale da campo’, la quale continua a svolgere la missione di Gesù Cristo, che avvicinò e guarì persone sofferenti per ogni genere di male e si chinò a lavare i piedi dei suoi discepoli. Grazie per questo vostro servizio all’umanità!”

Ed ha chiesto che nel contesto sanitario essi siano valorizzati: “Gli infermieri e le infermiere, come pure le ostetriche, hanno diritto e meritano di essere meglio valorizzati e coinvolti nei processi che riguardano la salute delle persone e della comunità. E’ dimostrato che investire su di essi migliora i risultati in termini di assistenza e di salute complessiva.

Occorre, pertanto, far crescere il loro profilo professionale, fornendo idonei strumenti a livello scientifico, umano, psicologico e spirituale per la loro formazione; come pure migliorare le loro condizioni di lavoro e garantirne i diritti affinché possano svolgere in piena dignità il loro servizio”.

Ed infine ha chiuso il messaggio con un ringraziamento particolare alle ostetriche: “Alle ostetriche, in particolare, che assistono le donne in gravidanza e le aiutano a dare alla luce i loro bambini, dico: il vostro lavoro è tra i più nobili che esistano, dedicato com’è direttamente al servizio della vita e della maternità. Nella Bibbia, i nomi di due eroiche levatrici, Sifra e Pua, sono immortalati all’inizio del Libro dell’Esodo. Anche oggi il Padre celeste vi guarda con gratitudine”.

(Foto tratta dal sito Nursind)

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