Capitolo di San Pietro – coerente con atteggiamento durante quarantena e lungimirante – ha sospeso le funzioni capitolari in Basilica

Sul Blog Messainlatino.it alle ore 20.03 di ieri 11 maggio 2020 è stato pubblicato un trafiletto con foto, dal titolo “Il Capitolo (di San Pietro) capitola” in cui si legge una valutazione dei fatti, con siamo in netto disaccordo:

I reverendissimi signori Canonici del venerabile Capitolo della Basilica Papale Vaticana sono esonerati dall’obbligo di coro, giacché è stata disposta la sospensione delle funzioni capitolari in basilica. Ovviamente potranno assistere, in forma assolutamente libera (cosa vuol dire? e che differenza c’è? dall’assistenza in coro?) solo alla solennità del Corpus Domini (14 giugno) e ai secondi vespri per la solennità dei SS. Pietro e Paolo. Decisioni davvero bizzarre, ermetiche e… desolanti. Così capitolò anche il più augusto Capitolo. Ringraziamo l’amico sacerdote che ci ha segnalato la mesta notizia”.

Foto di Francesco Antonio Grana.

Tempo fa abbiamo paragonato la Domus Sanctae Marthae alla Canonica di San Pietro dove risiedono tutti i Canonici del Capitolo di San Pietro [Papa positivo o Papa negativo, la Domus non è più luogo sicuro. Supplica al Papa, nel tempo della prova – 26 marzo 2020]. A loro non è mai accaduto nulla perché sono sempre stati isolati durante la quarantena. Questo Avviso è la conferma di tutto ciò che avevamo già detto e questa esenzione è ulteriore elemento di prova che i Canonici – anziani oltre 70 anni e soggetti a rischio – per questo vengono tenuti lontani dagli assembramenti. Più che “capitolare” il Capitolo di San Pietro è coerente con l’atteggiamento tenuto durante la quarantena e lungimirante. Cosa che non è mai stata fatta alla Domus Sanctae Marthae, dove si è sempre entrati, usciti, rientrati e riusciti. Il paragone della Domus fatto con la Canonica, che noi abbiamo posto sotto la lente in tempi non sospetti, oggi è quanto mai attuale. Sarebbe davvero interessante sapere come i sacerdoti residenti alla Domus e in servizio presso la Segreteria di Stato si pongono alla luce di queste disposizioni, nonché sarebbe utile ascoltare le prossime omelie di chi veste di bianco per sapere se le misure drastiche non sono più buone, oppure bisogna seguire le disposizioni alla lettera… Delle due l’una… Stavolta chi veste di bianco deve far chiarezza e non può cadere dalle nuvole…

Stavolta c’è un fatto nuovo, cioè che le disposizioni del Protocollo firmato il 7 maggio dalla Conferenza Episcopale Italiana con il Governo italiano, in accordo con la Direzione di Sanità ed Igiene del Governatorato. sono entrate di fatto nello Stato della Città del Vaticano, attraverso una disposizione del Capitolo che è sotto la giurisdizione della Fabbrica San Pietro, presieduta dall’Arciprete della Basilica, il Cardinale Angelo Comastri.

Le funzioni religiosi finora non sono mai state proibite nella Città del Vaticano e abbiamo visto anche la celebrazione della Santa Messa del Corpo della Guardia Svizzera il 6 maggio a conferma di ciò.

La disposizione del Capitolo di San Pietro segna di fatto un precedente importantissimo, che detta una linea guida, che dovrebbe essere adottata in tutto lo Stato della Città del Vaticano e nelle zone extraterritoriali. Ma il condizionale è d’obbligo.

Essendo molto devoti e avendo la particolare devozione alla lente, abbiamo sempre passato tutti i fatti in rassegna scrupolosa e saggia. Abbiamo avuto la capacità in questo senso di leggere gli avvenimenti in prospettiva futura e questa disposizione del Capitolo di San Pietro conferma la nostra visione del 26 marzo u.s., che in tempi non sospetti abbiamo avuto.

Il Cardinale Angelo Comastri ha disposto ciò che avrebbe dovuto disporre chi veste di bianco per tutto il territorio dello Stato di cui è il Sovrano assoluto, zone extraterritoriali comprese. Questo è un fatto che riconosce il nostro lavoro, le nostre urla lanciate al vento nel deserto arido della comunicazione della Santa Sede in tempo di quarantena. Urla mai ascoltate dal Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, sempre assente, non a caso in ritardo sui fatti, con comunicati e bollettini incompleti, impantanati nella melma di regime.

Ma chi ogni giorno prega il Santo Rosario in Basilica di San Pietro e si rivolge alla Beata Vergine, quasi in una preghiera simile ad un estasi, emana una disposizione del genere, che conferma il lavoro dello Staff del “Blog dell’Editore”. È un lavoro accorato, certosino, verificato e attento. È un lavoro coraggioso, perché abbiamo sempre detto “le cose come sono” e continueremo sempre a dirle come sono. È un lavoro da oggi confermato anche dal Arciprete della Basilica Papale di San Pietro, nero su bianco. Perché guai ad abbassare la guardia, perché il virus è tra noi ed è sempre estremamente pericoloso.

Postilla

Il sempre molto attento Amilcare Ceratini ha segnalato che ieri l’arguto Mons. Favella sottolineava il “monstrum” giuridico costituito dal richiamo, sul pieno territorio vaticano quale è la Basilica Papale di San Pietro (che, contrariamente a piazza San Pietro quando non è presente il Santo Padre, non soggiace a nessuna norma concordataria di co-gestione con le autorità di Polizia di Stato italiana, in materia di sicurezza ed ordine pubblico), di un protocollo a firma del Governo italiano, tuttalpiù valevole per le chiese ricadenti in territorio italiano, a mente del protocollo siglato con la CEI. Dobbiamo desumere – ha osservato Ceratini – che in Vaticano hanno deciso di buttare a mare pure l’indipendenza territoriale e quel che ne consegue e farsi governare da Conte e dalla Lamorgese? Evidentemente – conclude Ceratini – il degrado è arrivato a un punto tale, che non ci vuole Papa Innocenzo III per sconfessare gli abusivi di Santa Marta. Basterebbe San Giovanni Paolo II, prima maniera, per prenderli tutti a calci nel posteriore!
Ormai di “mostrum” giuridico possiamo riempire biblioteche. Nel pezzo sopra non è stato trattato l’argomento, non perché non importante, ma perché il punto che viene sottolineato è la lungimiranza sanitaria per gli anziani capitolari. Ovviamente, questo riferimento al Protocollo CEI-Governo italiano era fuori luogo, ma comunque coerente con l’andazzo delle “decisioni” governative nello Stato della Città del Vaticano e alla Santa Sede.
Questa postilla serve per non lasciare un equivoco sull’impostazione del pezzo sopra.

Comunicazione di servizio del “Blog dell’Editore”

Ringraziamo i nostri “lettori e sostenitori pontifici” nello Stato della Città del Vaticano e alla Santa Sede delle preziose informazioni che ci inviano e ricordiamo a chi ne avesse il desiderio, che si può inviare le segnalazioni opportune per il “Blog dell’Editore” tramite E-mail: QUI.

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