Numeri ufficiali Covid-19. “Uscire è ancora pericoloso, non facciamoci sorprendere dal virus”

Dati Covid-19 comunicati dal Dipartimento della Protezione Civile alle ore 18.00 del 5 maggio 2020

In isolamento domiciliare: 80.770 (-908)
Ricoverati con sintomi: 16.270 (-553)
In terapia intensiva: 1.427 (-52)
Deceduti: 29.315 (+236)

Media giornaliera dei decessi: 391 (-2)

Il sistema “Tutor” per verificare il “trend” dell’epidemia

Tabella con i decessi al giorno, il totale dei decessi e la media giornaliera dei decessi
[A cura dello Staff del “Blog dell’Editore”]
Numero giorno -Data – Decessi del giorno [*] (Totale decessi) – Media giornaliera dei decessi (arrotondata)


1 – 21.02 – 1 (1) – 1
2 – 22.02 – 1 (2) – 1
3 – 23.02 – 1 (3) – 1
4 – 24.02 – 3 (6) – 1
5 – 25.02 – 1 (7) – 1
6 – 26.02 – 5 (12) – 2
7 – 27.02 – ? (?) – ?
8 – 28.02 – ? (21) – 3
9 – 29.02 – 8 (29) – 3
10 – 01.03 – 5 (34) – 3
11 – 02.03 – ? (?) – ?
12 – 03.03 – ? (79) – 7
13 – 04.03 – 28 (107) – 8
14 – 05.03 – 41 (148) – 11
15 – 06.03 – 49 (197) – 13
16 – 07.03 – 36 (233) – 15
17 – 08.03 – 133 (366) – 22
18 – 09.03 – 97 (463) – 26
19 – 10.03 – 168 (631) – 33
20 – 11.03 – 196 (827) – 41
21 – 12.03 – 189 (1.016) – 48
22 – 13.03 – 250 (1.266) – 58
23 – 14.03 – 175 (1.441) – 63
24 – 15.03 – 368 (1.809) – 75
25 – 16.03 – 349 (2.158) – 86
26 – 17.03 – 345 (2.503) – 96
27 – 18.03 – 475 (2.978) – 110
28 – 19.03 – 427 (3.405) – 122
29 – 20.03 – 627 (4.032) – 139
30 – 21.03 – 793 (4.825) – 161
31 – 22.03 – 650 (5.475) – 177
32 – 23.03 – 602 (6.077) – 189
33 – 24.03 – 743 (6.820) – 207
34 – 25.03 – 683 (7.503) – 221
35 – 26.03 – 662 (8.165) – 233
36 – 27.03 – 969 (9.134) – 254
37 – 28.03 – 889 (10.023) – 271
38 – 29.03 – 756 (10.779) – 284
39 – 30.03 – 818 (11.597) – 297
40 – 31.03 – 831 (12.428) – 311
41 – 01.04 – 727 (13.155) – 321
42 – 02.04 – 760 (13.915) – 331
43 – 03.04 – 766 (14.681) – 341
44 – 04.04 – 681 (15.362) – 349
45 – 05.04 – 525 (15.887) – 353
46 – 06.04 – 636 (16.523) – 359
47 – 07.04 – 604 (17.127) – 364
48 – 08.04 – 542 (17.669) – 368
49 – 09.04 – 610 (18.279) – 373
50 – 10.04 – 570 (18.849) – 377
51 – 11.04 – 619 (19.468) – 382
52 – 12.04 – 431 (19.899) – 383
53 – 13.04 – 566 (20.465) – 386
54 – 14.04 – 602 (21.067) – 390
55 – 15.04 – 578 (21.645) – 394
56 – 16.04 – 525 (22.170) – 396
57 – 17.04 – 575 (22.745) – 399
58 – 18.04 – 482 (23.227) – 400
59 – 19.04 – 433 (23.660) – 401
60 – 20.04 – 454 (24.114) – 402
61 – 21.04 – 534 (24.648) – 404
62 – 22.04 – 437 (25.085) – 405
63 – 23.04 – 464 (25.549) – 406
64 – 24.04 – 420 (25.969) – 406
65 – 25.04 – 415 (26.384) – 406
66 – 26.04 – 260 (26.644) – 404
67 – 27.04 – 333 (26.977) – 403
68 – 28.04 – 282 (27.359) – 402
69 – 29.04 – 323 (27.682) – 401
70 – 30.04 – 285 (27.967) – 400
71 – 01.05 – 269 (28.236) – 398
72 – 02.05 – 474 (28.710) – 399
73 – 03.05 – 174 (28.884) – 396
74 – 04.05 – 195 (29.079) – 393
75 – 05.05 – 236 (29.315) – 391

[*] Dati forniti dal Dipartimento della Protezione Civile.
[?] Dati non forniti dal Dipartimento della Protezione Civile (invece, nei totali complessivi sono inclusi i dati dei decessi mancanti).

Finalmente trovato il colpevole
#ilmomentoeesattamenteora
di Francesco Neri
“Il rischio per l’Italia è remoto” (Conte). Dopo due giorni eravamo il paese con più contagi al mondo.
“Il rischio per l’italia è ZERO” (Burioni). Dopo una settimana eravamo primi come morti a detta loro.
La fuga in treno dalla Lombardia verso il Sud: “Sarà un’ecatombe!”. Zero. Il sud è rimasto praticamente esente.
“È una polmonite, ma stranissima” (tutti gli esperti). Certo che era strana: non era polmonite.
“Servono letti in intensiva per i respiratori”. Ai respiratori muoiono tutti, perché c’è sangue nei polmoni.
I morti vengono cremati di corsa: autopsie impossibili. Guarderemo le cartelle… No, perse per un errore informatico.
Costruiti al volo due ospedali, uno a Milano e uno a Napoli. Vuoti.
“Nessuno perderà il lavoro!” (Conte). Già 3,2 milioni hanno perso il lavoro.
Tarro trova la cura. Diffamato.
Di Donno applica la cura con successo. Gli telefonano i NAS.
Finalmente si trova il colpevole. Il Popolo italiano.
Condanna per direttissima: arresti domiciliari.
Elicotteri, droni, carabinieri, finanza, municipale, polizia e forestale per braccare gli evasi.
Italia, 5 maggio 2020, è tutto.

Coronavirus, patologo: “Tante autopsie a Brescia? Fake news”
Adnkronos, 3 aprile 2020

“C’è questa fake news che circola sulle tante autopsie che sarebbero state effettuate all’ospedale di Brescia. Ma non è assolutamente vero è un’enorme fake news”. Fabio Facchetti non usa giri di parole. Il direttore del dipartimento di Anatomia patologica degli Spedali Civili, conversando con l’Adnkronos smentisce la notizia diffusa erroneamente che negli ultimi giorni siano stati eseguiti esami medici di questo tipo, anche perché, spiega, sarebbe lo stesso ministero della Salute a chiedere di non farli.
“Qualcuno per errore ha scritto Brescia invece che Bergamo – sottolinea – noi non abbiamo fatto neanche un’autopsia su malati Covid-19. A gennaio e a febbraio abbiamo eseguito autopsie ma non sappiamo se quei deceduti erano infetti perché a quel tempo non si sapeva nulla”. Di sicuro, ci tiene a precisare, “dall’inizio dell’emergenza sanitaria non abbiamo fatto neanche un’autopsia, l’abbiamo denunciato in ogni modo ma questa è una fake news che continua a circolare”.
“Tra l’altro – conclude Facchetti – il ministero della Salute ha specificato di non eseguire autopsie a pazienti che sono morti con un’infezione da Covid-19 accertata”.

«Uscire è ancora pericoloso, non facciamoci sorprendere dal virus»
In questi giorni capiremo se ci siamo responsabilizzati, se sbagliamo il Covid-19 ritornerà più forte
di Francesco Schillirò medico radiologo autorizzato in prevenzione e protezione
Roma – Il Giornale di Napoli, 5 maggio 2020

La mia risposta, a qualcuno che con impazienza attende la “libera uscita” è stata: ti senti una cavia? I quindici giorni a venire, saranno una valutazione su quel che abbiamo appreso e su come applicheremo le note comportamentali. Chi ci analizzerà, consentitemi la licenza, sarà il virus, che vedrà qualche nostra carenza per riprendere “forza”, con il rischio che potrebbe ripartire l’emergenza pandemica. Questo è da evitare per il bene di tutti. È ormai assodato, che per fermarlo bisogna limitare le uscite, evitando quelle inutili, con scuse più o meno plausibili e bisogna usare i dispositivi di protezione individuale (Dpi). Ricordiamo il film “Fuga per la Vittoria” di John Huston, lì i prigionieri la partita la giocavano per la vita, contro una squadra di professionisti del football; noi, adesso, giochiamo la stessa partita, con un avversario che non vediamo e quindi più pericoloso. L’apertura, dobbiamo rendercene subito conto, non è per vedere “come va” e se poi per disgrazia va male, richiudere tutto, ma serve per testare se noi ci siamo responsabilizzati e, tranquillamente, con reciproca tutela ed assistenza, riusciamo a far ripartire la nostra Nazione. In medicina, e lo so bene essendo del mestiere, nulla è certo, però il nostro “giuramento di Ippocrate”, ha dei punti salienti che si concludono con: “Prestare in scienza e coscienza, la propria opera, con diligenza, perizia e prudenza e secondo equità, osservando le norme deontologiche che regolano l’esercizio della professione”. Questo ognuno di noi lo applica, spesso supplendo ove possibile, con sacrificio personale, ad eventuali carenze organizzativo-strutturali. I primi che ne soffriamo, siamo noi medici. Questo lungo periodo ha sconvolto chi è stato in prima linea (medici, infermieri, ausiliari) ma anche tutto il personale tecnico che, in modo oscuro porta avanti un ospedale; ogni paziente Covid-19 ricoverato è stato, per chi l’ha assistito, un familiare. Con sicurezza e senza timore di smentita, mi sento di affermare ciò a nome di tutta la categoria. Sui Dpi si sono fatte tante discussioni sulla più o meno utilità. La mascherina, senza scendere nei particolari della tipologia, è necessaria per il proprio ed altrui rispetto. I guanti, a mio avviso, hanno un funzione di “allert” su alcuni movimenti inconsulti ed abitudinari, come portare le mani al viso, toccando le possibili vie di accesso del virus (occhi, naso, bocca). Come è noto,i l primo allarme è visivo o acustico, in questo caso si usa l’ottico, per mettere in allert il nostro cervello e far ricordare il “pericolo”. Speriamo che da questa esperienza non ancora finita si possa ricavare il meglio per il futuro nostro e di chi verrà dopo di noi. Non ricadiamo negli errori che hanno procurato enormi danni anche al nostro eco sistema. In questi giorni capiremo se ci siamo responsabilizzati, se sbagliamo il Covid-19 ritornerà più forte «Uscire è ancora pericoloso, non facciamoci sorprendere dal virus»
In questi giorni capiremo se ci siamo responsabilizzati, se sbagliamo il Covid-19 ritornerà più forte
di Francesco Schillirò medico radiologo autorizzato in prevenzione e protezione
Roma – Il Giornale di Napoli, 5 maggio 2020

La mia risposta, a qualcuno che con impazienza attende la “libera uscita” è stata: ti senti una cavia? I quindici giorni a venire, saranno una valutazione su quel che abbiamo appreso e su come applicheremo le note comportamentali. Chi ci analizzerà, consentitemi la licenza, sarà il virus, che vedrà qualche nostra carenza per riprendere “forza”, con il rischio che potrebbe ripartire l’emergenza pandemica. Questo è da evitare per il bene di tutti. È ormai assodato, che per fermarlo bisogna limitare le uscite, evitando quelle inutili, con scuse più o meno plausibili e bisogna usare i dispositivi di protezione individuale (Dpi). Ricordiamo il film “Fuga per la Vittoria” di John Huston, lì i prigionieri la partita la giocavano per la vita, contro una squadra di professionisti del football; noi, adesso, giochiamo la stessa partita, con un avversario che non vediamo e quindi più pericoloso. L’apertura, dobbiamo rendercene subito conto, non è per vedere “come va” e se poi per disgrazia va male, richiudere tutto, ma serve per testare se noi ci siamo responsabilizzati e, tranquillamente, con reciproca tutela ed assistenza, riusciamo a far ripartire la nostra Nazione. In medicina, e lo so bene essendo del mestiere, nulla è certo, però il nostro “giuramento di Ippocrate”, ha dei punti salienti che si concludono con: “Prestare in scienza e coscienza, la propria opera, con diligenza, perizia e prudenza e secondo equità, osservando le norme deontologiche che regolano l’esercizio della professione”. Questo ognuno di noi lo applica, spesso supplendo ove possibile, con sacrificio personale, ad eventuali carenze organizzativo-strutturali. I primi che ne soffriamo, siamo noi medici. Questo lungo periodo ha sconvolto chi è stato in prima linea (medici, infermieri, ausiliari) ma anche tutto il personale tecnico che, in modo oscuro porta avanti un ospedale; ogni paziente Covid-19 ricoverato è stato, per chi l’ha assistito, un familiare. Con sicurezza e senza timore di smentita, mi sento di affermare ciò a nome di tutta la categoria. Sui Dpi si sono fatte tante discussioni sulla più o meno utilità. La mascherina, senza scendere nei particolari della tipologia, è necessaria per il proprio ed altrui rispetto. I guanti, a mio avviso, hanno un funzione di “allert” su alcuni movimenti inconsulti ed abitudinari, come portare le mani al viso, toccando le possibili vie di accesso del virus (occhi, naso, bocca). Come è noto,i l primo allarme è visivo o acustico, in questo caso si usa l’ottico, per mettere in allert il nostro cervello e far ricordare il “pericolo”. Speriamo che da questa esperienza non ancora finita si possa ricavare il meglio per il futuro nostro e di chi verrà dopo di noi. Non ricadiamo negli errori che hanno procurato enormi danni anche al nostro eco sistema.

Il video di Calabria7.it.

Fase 2: a Catanzaro si festeggia la fine della quarantena in strada con il sindaco Abramo Federica Scalzo

Da vedere (è breve) e da leggere i commenti (sono tanti). Ne ho preso tre a caso:

“Senza parole… tutti siamo tenuti a rispettare le regole, no assembramenti e poi si vedono queste scene? Se lo avesse fatto un semplice cittadino cosa avrebbero fatto le forze dell’ordine? Senza parole…” (Federica Scalzo).

“Ecco questo è quello che personalmente non vorrei vedere, e ciò a cui non vorrei mai presenziare men che meno in divisa! Come si fa a festeggiare dando modo di costituire un assembramento del quale ci si renda parte integrante, se poi un dpcm e un’ordinanza sindacale firmata dal promotore di questo festeggiamento mi costringono a sanzionare chi fa la stessa cosa ma in diverse circostanze? Cosa si festeggia? La fine del virus o una quarantena solo “allentata” ma non certo terminata?!? Con che faccia si va poi a redarguire la gente che, anzi, trarrà da questo legittimazione a fare anche peggio???” (Barbara Latella)

“Come confondere l’acronimo Decreto Ministeriale con “Dementi di Merda”. E poi ci lamentiamo che veniamo chiamati “terroni e ignoranti”, per gente di merda come questa che dovrebbe “salvaguardare” il funzionamento dei servizi. Ma d’altronde la colpa non è tua, ma di altra gente di merda che ti ha permesso di salire in alto” (Daniele Perrotta).

La cura con il plasma

“La cura al plasma per il coronavirus è un tema serio da affrontare senza ironia”, ha detto Dott. Giuseppe De Donno, Primario del Reparto di Pneumologia dell’Ospedale Carlo Poma di Mantova, intervistato da TgCom24. “Con il plasma abbiamo aiutato pazienti gravi, in tutto salvate 48 persone”, ma De Doon invita comunque alla cautela, dal momento che ancora molte sono le riserve della comunità scientifica: “Ci sono stati miglioramenti clinici ma aspettiamo la pubblicazione [dello studio], intanto ci chiamano da tutto il mondo”.

Sars-CoV-2. Divulgazione scientifica – Parte 7: Bufala del “blitz dei Nas” a Mantova “per fermare i test della plasmaterapia” – 5 maggio 2020

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