La verità sul Conclave del 2005… e molto altro. In uscita il 4 maggio una nuova biografia di Joseph Ratzinger/Benedetto XVI “Una vita”

Lunedì prossimo uscirà un nuovo libro di Peter Seewald, una biografia di Joseph Ratzinger/Benedetto XVI di 1.184 pagine, “Ein Leben” (“Una vita”), edito da Drömer Knaur.

Il Papa emerito ha ricevuto già una copia della voluminosa biografia, il 16 aprile in occasione del suo 93° compleanno. “All’inizio – ha confidato il suo Segretario particolare Arcivescovo Georg Gänswein – Seewald intendeva presentarlo di persona al Papa emerito in questi giorni. Purtroppo la pandemia lo ha reso impossibile”.

93° compleanno di Papa emerito Benedetto XVI. Prega per i malati di Covid-19. In arrivo una voluminosa biografia – 16 aprile 2020

Ne ha parlato Maike Hickson il 1̊ maggio 2020 su LifeSiteNews, con delle anticipazioni in un articolo che faccio seguire, preceduto da una presentazione in italiano di Marco Tosatti sul suo blog Stilum Curiae.

Seewald riferisce che Papa emerito Benedetto XVI ha risposto negli anni a molte domande – “anche le più strane” – per questo nuovo libro e che Mons. Georg Gänswein gli ha spiegato “con impressionante onestà” e generosamente con molte circostanze e background.

Per esempio, ha ricordato come il Cardinale Carlo Maria Martini, S.I. cercò inutilmente di bloccare l’elezione del Cardinale Joseph Ratzinger. Osserva Marco Tosatti: “Una precisazione interessante, perché negli anni passati c’è stato il tentativo, da parte di alcuni, di alimentare la leggenda secondo cui Martini avrebbe deciso a un certo punto di favorire il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Invece… Ma leggiamo cosa scrive Maike Hickson”:

Seewald riassume così la situazione dopo il primo scrutinio del 28 aprile 2005: “Il risultato più importante, però, sono stati i cattivi risultati per l’ala ‘progressista’ del Collegio cardinalizio. Anche il Diario proibito [un diario del Conclave scritto e pubblicato da un cardinale partecipante] descrive come informazione essenziale il tentativo del “Gruppo di San Gallo” intorno a Martini, Danneels, Lehmann e Kasper di stabilire un candidato rivale. Il preteso piano avrebbe aperto la ricerca di un ‘candidato di compromesso’ bloccando Ratzinger”.
Al secondo scrutinio del giorno 2 del conclave, i voti che in origine erano andati al cardinale Camillo Ruini sono stati aggiunti a quelli di Ratzinger in un successivo scrutinio, mentre i voti del cardinale Carlo Maria Martini sono andati a Jorge Bergoglio. Ratzinger aveva 65 voti, Bergoglio 35. Come dice Seewald: “Quando alle 11 del mattino è iniziato il terzo scrutinio, era diventato chiaro che si trattava di una competizione tra due candidati favoriti: Joseph Ratzinger e Jorge Bergoglio”.
È qui che entra in gioco Martini. È stato allora, secondo la ricerca di Seewald, che Martini “sparse la voce” che Ratzinger non era “in grado” di trovare un consenso sufficiente. Se il suo successo non fosse diventato presto chiaro, si sarebbe sicuramente ritirato da solo, per non bloccare il conclave, e allora si sarebbe potuto trovare un candidato di compromesso sperato.
Dopo che Ratzinger ha aumentato i suoi voti a 72 al terzo scrutinio (con Bergoglio che ne ha ricevuti 40), è apparso chiaro che Bergoglio stesso poteva bloccare l’elezione di Ratzinger, dato che deteneva voti sufficienti a bloccare una maggioranza di due terzi per Ratzinger. Qui, ancora una volta, le cose sembravano essere aperte. “Martini appartiene a coloro – cita ancora una volta Seewald il Diario proibito – che prevedono per il giorno successivo un cambio completo dei candidati”.
“Ma allora non è stato Ratzinger a cominciare a esitare, ma l’argentino”, commenta Seewald. Come dirà poi Papa Francesco in pubblico, a un certo punto chiese ai suoi sostenitori di votare per Ratzinger, aggiungendo che vedeva che i tempi non erano “ancora maturi” per un Papa latinoamericano.
Così, durante la pausa pranzo di quel giorno, il 19 aprile, divenne chiaro che Ratzinger sarebbe stato eletto Papa. Seewald – che conosce bene e da vicino Benedetto XVI – descrive come il cardinale fosse in difficoltà con se stesso per questa prospettiva, poiché pensava di aver compiuto “l’opera della sua vita”. Pensava che ci fossero candidati più giovani e migliori.
Ma poi il Cardinale Ratzinger si ricordò di una nota che aveva ricevuto poco prima del conclave dall’allora novantatreenne cardinale tedesco Augustin Mayer – “mi è caduta nel cuore”.
In quella nota il Cardinale Mayer aveva detto a Ratzinger: “Se il Signore ora vi dicesse: Seguimi”, allora ricordate ciò che avete predicato. Non rifiutate! Siate obbedienti, come l’avete detto a proposito del grande Papa defunto”.
Arriva il pomeriggio e con esso il quarto scrutinio. Il cardinale Ratzinger viene eletto Papa. “Mi sono coperto il viso”, dirà più tardi il Cardinale Joachim Meisner. “Mi sono commosso fino alle lacrime. E non ero l’unico”.
Il tentativo del Cardinale Martini di bloccare l’elezione di Ratzinger era fallito.
Come ha detto in un’intervista a LifeSiteNews Paul Badde, corrispondente tedesco di Roma per la EWTN, il Cardinale Meisner ha avuto un ruolo cruciale nell’ostacolare i piani del Gruppo di San Gallo. Aveva appreso da Badde l’agenda e i nomi del Gruppo di San Gallo prima del conclave, ed era riuscito a diffondere questa informazione durante il conclave.
Come Badde ha detto a LifeSite: “Il 17 aprile 2005, però, un prelato del Vaticano mi ha chiamato e mi ha informato di avere le prove di una cospirazione di cardinali che avevano cercato di impedire l’elezione di Joseph Ratzinger a prossimo Papa. Si trattava del cosiddetto Gruppo di San Gallo, come ora so, e il prelato mi ha dato anche una lista con i loro nomi, tra cui il cardinale Achille Silvestrini, il cardinale Walter Kasper, il cardinale Karl Lehmann, il cardinale Godfried Danneels, il cardinale Murphy-O’Connor, il cardinale Audrys Juozas Backis e il cardinale Carlo Martini. Nel pomeriggio ho chiamato il Cardinale Meisner e gli ho chiesto cosa fare in modo responsabile, perché non volevo creare uno scandalo. Si è infuriato, ma mi ha detto con calma: “Segui la tua coscienza”.
Badde ha poi pubblicato, il primo giorno del conclave, un articolo di giornale su questo complotto contro l’elezione di Ratzinger. Lo stesso Meisner portò con sé quell’articolo al conclave insieme a un’immagine del Volto Santo di Manoppello, che aveva visitato qualche settimana prima, insieme a Paul Badde. Quell’immagine è il volto di Nostro Signore che è stato impresso in modo miracoloso su un pezzo di stoffa di seta. Badde racconta come Meisner abbia preso nel conclave “quel mio articolo e abbia combattuto come un leone contro questa cospirazione, per quanto fosse solo, e nonostante il suo italiano limitato”. È stato il giorno più difficile della mia vita” mi disse più tardi, senza però menzionare altri dettagli”.
“Ma quando il conclave finì”, concluse Badde, “divenne chiaro che Meisner era diventato il king maker, o più precisamente, il pope maker”.
Come ha mostrato Gerald O’Connell nel suo libro del 2019, alcuni dei “re-maker” di Papa Francesco al Conclave 2013 sono stati i Cardinali Cormac Murphy-O’Connor, Walter Kasper e Oscar Maradiaga.
Uno dei loro compagni, il Cardinale Godfried Danneels, più tardi chiamerà questo gruppo di prelati “mafiosi di San Gallo”. Nel 2015, ha dichiarato: “Il gruppo Sankt-Gallen è una sorta di nome elegante. Ma in realtà abbiamo detto di noi stessi, e di quel gruppo: ‘La mafia’”.

* * *

“Matrimonio omosessuale” e “aborto” come indizi del “potere spirituale dell’Anticristo”. Le parole sono riferiti a concetti contenuti all’interno della biografia “Ein Leben”, scrive Paolo Rodari su la Repubblica, 2 magggio 2020 (Il ritorno di Ratzinger).

Le riflessioni di di Joseph Ratzinger/Benedetto XVI si traducono in una cruda analisi della società moderna. “Cento anni fa tutti avrebbero considerato assurdo parlare di un matrimonio omosessuale. Mentre oggi, si è scomunicati dalla società se ci si oppone. E lo stesso vale per l’aborto e la creazione di esseri umani in laboratorio”. E questo perché “la società moderna è nel mezzo della formulazione di un credo anticristiano” E “se uno si oppone, viene punito dalla società con la scomunica”. Da qui la necessità di pregare per aiutare la Chiesa universale “a resistere”. Nell’appendice intitolata “Le ultime domande a Benedetto XVI“, Ratzinger parla anche delle resistenze ricevute durante il suo pontificato da parte della Curia romana. “I blocchi venivano più dall’esterno che dalla Curia. Non volevo semplicemente promuovere la purificazione nel piccolo mondo della Curia, ma della Chiesa nel suo insieme”.

Nel frattempo, gli eventi hanno dimostrato “che la crisi della fede ha portato anche a una crisi dell’esistenza cristiana”. Questo, continua, è ciò che il “Papa deve avere davanti ai suoi occhi”. Una visione che Ratzinger ha tenuto ben presente sin dall’inizio del suo Pontificato, nel 2005, quando chiese la forza per non fuggire dai lupi. Ma questi, spiega, non sono i nemici interni o lo scandalo Vatileaks, ma “nella dittatura mondiale di ideologie apparentemente umanistiche, contraddicendo le quali si resta esclusi dal consenso sociale di fondo”. Il Papa emerito fa esplicito riferimento all’”ideologia relativista”, che “tende ad escludere chi ha una concezione diversa da quella dominante”. È lì che si annida “l’inganno religioso supremo”, cioè “quello dell’Anticristo”. È l’uomo che “si glorifica al posto di Dio e del suo Messia”.

Pope Benedict’s biographer: Leftist cardinal tried to stop Ratzinger’s 2005 papal election
It has its own significance that a close collaborator of Pope Benedict XVI has now described the activities of the Sankt Gallen Group.
by Maike Hickson
May 1, 2020 (LifeSiteNews)
Peter Seewald – a convert to Catholicism who co-authored several books with Pope Benedict XVI – is about to publish an authoritative more than 1,000-page long biography of the Pope emeritus. To be released on May 4, it recounts the 2005 election of then-Cardinal Joseph Ratzinger, at which Cardinal Carlo Maria Martini, the head of the so-called “Sankt Gallen Group,” tried to forestall the election of Ratzinger as new Pope. While some of this has been known before, it comes now from someone close to Pope Benedict.
LifeSite published last year a book review of The Election of Pope Francis , Gerald O’Connell’s detailed history of the 2013 conclave that elected Jorge Mario Bergoglio as Pope Francis. In it, some details were presented regarding the 2005 conclave, including the fact that the progressivist Sankt Gallen Group already then supported the election of Bergoglio. Martini was the head of this group, to which also belonged Cardinals Godfried Danneels, Walter Kasper, Karl Lehmann, and Cormac Murphy-O’Connor. Seewald now adds his own contribution to this important part of Church history. LifeSite has received a review copy of this new book; the German newspaper Tagespost already pre-published this specific chapter on the 2005 conclave.
It has its own significance that Seewald, a close collaborator of Pope Benedict XVI who also authored several books with him, has now described the activities of the Sankt Gallen Group – especially Martini – during the 2015 conclave. Part one of his Benedict biography will be published in November 2020 in English.
Seewald says in his forward that Benedict answered over the years many questions – “even the most strange ones” – for this new book and that papal secretary Georg Gaenswein explained to him “with impressive honesty” and generously many circumstances and backgrounds.
Joseph Ratzinger was elected Pope on April 19, 2005, on the second day of the conclave. As Seewald shows in his new book, Ratzinger had been the forerunner from the beginning (47 votes at first ballot), with Cardinal Jorge Bergoglio being second (with 10 votes).
Seewald sums up the situation after the first ballot on April 28, 2005, as follows: “The most important result, however, was the bad results for the ‘progressivist’ wing of the College of Cardinals. Also the Forbidden Diary [a diary of the Conclave written and published by one participating cardinal] describes as essential piece of information the attempt of the ‘Sankt Gallen Group’ around Martini, Danneels, Lehmann, and Kasper to establish a rival candidate. The purported plan would have opened up the search for a ‘compromise candidate’ by blocking Ratzinger.”
At the second ballot on day 2 of the conclave, the votes that had originally gone to Cardinal Camillo Ruini then were added to Ratzinger’s votes in a subsequent ballot, while the votes from Cardinal Carlo Maria Martini went to Jorge Bergoglio. Ratzinger had 65 votes, Bergoglio 35. As Seewald puts it: “When at 11 a.m. the third ballot started, it had become clear that it was a competition between two favorite candidates: Joseph Ratzinger and Jorge Bergoglio.”
This is, then, where Martini comes in. It was, according to Seewald’s research, then that Martini “spread the parole” that Ratzinger was not “apt” to find a sufficient consensus. Should his success not become clear soon, he surely would retire by himself, in order not to block the conclave, and then there could be found a hoped-for compromise candidate.
After Ratzinger increased his votes to 72 in the third ballot (with Bergoglio receiving 40), it became clear that Bergoglio himself could block the election of Ratzinger, since he held enough votes to block a two-thirds majority for Ratzinger. Here, once more, things seemed to be open. “Martini belongs to those,” Seewald quotes once more the Forbidden Diary, “who predict for the following day a complete exchange of the candidates.”
“But then it was not Ratzinger who started to hesitate, but the Argentine,” Seewald comments. As Pope Francis later was to say in public, he at some point asked his supporters to vote for Ratzinger, adding that he saw that the time was “not yet ripe” for a Latin-American Pope.
Thus, during lunch break on that day, April 19, it became clear that Ratzinger was to be elected Pope. Seewald – who knows Benedict XVI close up and well – describes how the cardinal was struggling with himself about this prospect, since he had thought that he had accomplished “his life work.” He thought that there were younger and better candidates.
But then Cardinal Ratzinger remembered a note he had received just before the conclave from the then-93-year-old German Cardinal Augustin Mayer – it “fell into my heart.”
In that note, Cardinal Mayer had told Ratzinger: “Should the Lord now tell you: ‘Follow Me,’ then remember what you have preached. Do not refuse! Be obedient, as you have said it about the great deceased Pope.”
The afternoon comes and with it the fourth ballot. Cardinal Ratzinger is elected Pope. “I covered my face,” Cardinal Joachim Meisner was later to say. “I was moved to tears. And I was not the only one.”
Cardinal Martini’s attempt at forestalling Ratzinger’s election failed.
As Paul Badde, a German Rome Correspondent for EWTN, told LifeSiteNews in an interview, Cardinal Meisner had actually played a crucial role in thwarting the plans of the Sankt Gallen Group. He had learned from Badde about the agenda and names of the Sankt Gallen Group ahead of the conclave, and he was able to spread that information during the conclave.
As Badde told LifeSite: “On 17 April 2005, however, a prelate from within the Vatican called and informed me that he had evidence about a conspiracy of cardinals who had tried to prevent the election of Joseph Ratzinger as next Pope. It was the so-called Sankt Gallen Group, as I know now, and the prelate gave me also a list with their names, among them Cardinal Achille Silvestrini, Cardinal Walter Kasper, Cardinal Karl Lehmann, Cardinal Godfried Danneels, Cardinal Murphy-O’Connor, Cardinal Audrys Juozas Backis, and Cardinal Carlo Martini. I called Cardinal Meisner in the afternoon and asked him what to do in a responsible way, since I didn’t want to create a scandal. He got furious, but told me calmly: ‘Follow your conscience.’”
Badde then published, on the first day of the conclave, a newspaper report on this conspiracy against Ratzinger’s election. Meisner himself took that article with him to the conclave along with an image of the Holy Face of Manoppello, which he had visited a few weeks earlier, together with Paul Badde. That image is the face of Our Lord that has been imprinted in a miraculous manner on a piece of silken cloth. Badde relates how Meisner took into the conclave “that article of mine and fought like a lion against this conspiracy, no matter how alone he was, and despite his limited Italian. ‘It’s been the hardest day of my life!’ he later told me, not mentioning, however, any other details.”
“But when the conclave was over,” Badde concluded, “it became clear that Meisner had become the king-maker, or more precisely, the pope-maker.”
As Gerald O’Connell showed in his 2019 book, some of the “kingmakers” of Pope Francis at the 2013 Conclave were Cardinals Cormac Murphy-O’Connor, Walter Kasper, and Oscar Maradiaga.
One of their comrades, Cardinal Godfried Danneels, later was to call this group of prelates the “Sankt Gallen Mafia.” In 2015, he stated: “The Sankt-Gallen group is a sort of posh name. But in reality we said of ourselves, and of that group: ‘The Mafia.’”

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