Le associazioni: azzardo non riparta

‘Presidente Conte, non faccia ripartire l’azzardo’: è l’appello che arriva da decine di associazioni e movimenti più impegnati sul fronte delle azzardopatie, mentre inizia l’esame del Documento di economia e finanza (Def) nel quale il governo prevede dall’azzardo ‘maggiori entrate per circa € 1.300.000.000 nel 2020 ed € 1.200.000.000 nel 2021’.

Come sottolinea la Relazione che accompagna il Def, l’andamento complessivamente crescente del comparto delle imposte dirette nel 2019, rispetto ai precedenti due anni, “è determinato dalla variazione positiva registrata nella categoria del Lotto, lotterie ed attività di gioco (+ € 969.000.000)”. Quindi sono € 192.000.000 relativi a Lotto e Superenalotto ed € 777.000.000 per tutte le altre tipologie.

La campagna ‘Mettiamoci in gioco’, alla quale aderiscono tra gli altri Acli, Arci, Azione Cattolica, Cgil, Cisl e Uil, Cnca, Gruppo Abele, Libera, ha scritto una lettera in cui esprime ferma contrarietà all’ipotesi di riaprire, forse già dal 4 maggio, le sale giochi: “E’ opportuno sottolineare che il gioco d’azzardo è tutt’altro che un’attività essenziale, anzi comporta numerosi rischi di carattere sia sociale sia sanitario. Proprio la situazione di lockdown ha avuto il positivo risultato di contenere le forme di abuso e dipendenza da gioco d’azzardo.

Sarebbe sorprendente e deplorevole che, in una situazione di generale e grave impoverimento del paese, si consentisse la riapertura di locali che producono di fatto ulteriore perdite di denaro specie per le fasce più deboli della popolazione. Inoltre, va ricordato un altro aspetto rilevante. Molte delle persone che frequentano le sale giochi hanno un’età avanzata e, dunque, sono particolarmente esposte ai rischi collegati alla diffusione del Covid-19”.

Inoltre  la campagna ha chiesto al governo e alle forze politiche che le sale giochi siano tra gli ultimi esercizi commerciali a essere riaperti, quando l’emergenza sanitaria sarà del tutto sotto controllo: “In merito, poi, a tutte le riaperture previste, in particolare l’accensione delle slot machine negli esercizi per cui non vige obbligo di chiusura (prevista per l’11 maggio), Agenzia dogane e monopoli (Adm) dovrebbe chiarire quali sono le linee guida che gli esercenti dovranno seguire per assicurare il distanziamento sociale e tutti gli accorgimenti necessari per limitare la diffusione del contagio. Vista la fretta con cui vorrebbe riaprire il comparto dell’azzardo, l’Adm potrebbe anche prendersi la responsabilità di indicare quali precauzioni mettere in atto per combattere la diffusione del Covid-19”.

Infine le associazioni ritengono che il gioco d’azzardo non è attività ‘essenziale’: “Attribuire all’azzardo il requisito di attività essenziale, tanto da privilegiarne il ripristino rispetto alla scuola, non solo lo troviamo sbagliato sotto il profilo etico, ma anche è soprattutto un errore di carattere sostanziale.

Lei sa benissimo che riprendere con l’azzardo prima ancora di tutta la filiera produttiva e educativa, significa incentivare la formazione di sacche imponenti di povertà, di riduzione alla fame di molte famiglie, di disperazione e anche di morte dei più fragili e indifesi”.

Le associazioni della Campagna hanno fatto presente che il consumo effettivo degli italiani negli ultimi 10 anni ammonta a quasi € 1.000.000.000 e che nello stesso periodo i soli ricavi della lobby dell’azzardo si sono attestati in media attorno ad € 10.000.000 all’anno: “Un vero e proprio patrimonio su cui oggi si sarebbe  potuto contare per una migliore ripresa e per essere meno dipendenti dagli altri Paesi europei”.

Anche la Consulta Nazionale Antiusura ‘Giovanni Paolo II’, il Cartello ‘Insieme contro l’Azzardo’, l’Associazione AND (Azzardo e Nuove Dipendenze), l’Associazione A.GIT.A. (Associazione per i giocatori d’azzardo e le loro famiglie), il Movimento ‘Slot Mob’ hanno scritto al Presidente del Consiglio per fermare la ripartenza del gioco dell’azzardo, dichiarandosi disponibili per costituire un tavolo di lavoro e di confronto:

“Caro Presidente Conte, nella tempesta che sta flagellando il Paese ammetterà che stride nella ‘Fase 2’ dell’attuale emergenza, rivolta alla ripartenza graduale e del ripristino delle attività ‘Secondo criteri che privilegino motivi di salute pubblica’ e ‘nel rispetto delle misure di sicurezza sanitaria’, trovare l’azzardo…

Attribuire all’azzardo il requisito di attività essenziale, tanto da privilegiarne il ripristino rispetto alla scuola, non solo lo troviamo sbagliato sotto il profilo etico ma anche è soprattutto un errore di carattere sostanziale. Lei sa benissimo che a fronte di poco più di € 7.000.000.000 di ricavi erariali, riprendere con l’azzardo prima ancora di tutta la filiera produttiva ed educativa, significa incentivare la formazione di sacche imponenti di povertà, di riduzione alla fame di molte famiglie, di disperazione e anche di morte dei più fragili, indifesi e poveri”.

Infine hanno invitato il Presidente del Consiglio a scegliere per il bene della persona: “Caro Presidente lei è davanti a un quasi mostruoso bivio: dovrà scegliere tra concedere davvero al Paese una opportunità di rinascita contribuendo alla formazione di un nuovo umanesimo, di cui parlò nelle sue dichiarazioni programmatiche alla Camera nel suo primo governo, che metta al centro la dignità della persona, la vita, la speranza e la condivisione, oppure tornare a una economia di egoismi, sprechi, superflui, di spettacolarizzazione che si accompagnano al dio denaro”.

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