Papa Francesco prega per i cristiani perseguitati

Nella celebrazione mattutina odierna a Santa Marta papa Francesco ha chiesto la grazia della prudenza affinché la pandemia non ritorni: “In questo tempo, nel quale si incomincia ad avere disposizioni per uscire dalla quarantena, preghiamo il Signore perché dia al suo popolo, a tutti noi, la grazia della prudenza e della obbedienza alle disposizioni, perché la pandemia non torni”.

Nell’omelia, il Papa ha commentato il passo odierno degli Atti degli Apostoli, in cui Stefano parla con coraggio al popolo, agli anziani e agli scribi, che lo giudicano con false testimonianze, lo trascinano fuori della città e lo lapidano. Anche con Gesù hanno fatto lo stesso cercando di convincere il popolo che era un bestemmiatore:

“Nella prima Lettura di questi giorni abbiamo ascoltato il martirio di Stefano: una cosa semplice, come è successo. I dottori della Legge non tolleravano la chiarezza della dottrina, e come è uscita sono andati a chiedere a qualcuno che dicessero che avevano sentito che Stefano bestemmiava contro Dio, contro la Legge. E dopo questo, gli piombarono addosso e lo lapidarono: così, semplicemente. E’ una struttura di azione che non è la prima: anche con Gesù hanno fatto lo stesso”.

Il papa ha sottolineato che anche nella Bibbia ci sono racconti in cui sono calunniati gli uomini di Dio, affinché vengano condannati a morte: “E’ una bestialità. Una bestialità, partire dalle false testimonianze per arrivare a ‘fare giustizia’. Questo è lo schema. Anche nella Bibbia ci sono casi del genere: a Susanna hanno fatto lo stesso, a Nabot hanno fatto lo stesso, poi Aman ha cercato di fare lo stesso con il popolo di Dio … Notizie false, calunnie che riscaldano il popolo e chiedono la giustizia. E’ un linciaggio, un vero linciaggio”.

E’ una calunnia ‘legalizzata’ in quanto il ‘potere’ non si mette contro il popolo aizzato con l’inganno: “E così, lo portano al giudice, perché il giudice dia forma legale a questo: ma già viene giudicato, il giudice deve essere molto, molto coraggioso per andare contro un giudizio così popolare, fatto a posta, preparato. E’ il caso di Pilato: Pilato vide chiaramente che Gesù era innocente, ma vide il popolo, se ne lavò le mani.

E’ un modo di fare giurisprudenza. Anche oggi lo vediamo, questo: anche oggi è in atto, in alcuni Paesi, quando si vuole fare un colpo di Stato o fare fuori qualche politico perché non vada alle elezioni o così, si fa questo: notizie false, calunnie, poi cade in un giudice di quelli ai quali piace creare giurisprudenza con questo positivismo ‘situazionalista’ che è alla moda, e poi condanna. E’ un linciaggio sociale. E così è stato fatto a Stefano, così è stato fatto il giudizio di Stefano: portano a giudicare uno già giudicato dal popolo ingannato”.

Questo sistema di calunnia contro i cristiani succede anche oggi ed il pensiero va ad Asia Bibi: “Questo succede anche con i martiri di oggi: che i giudici non hanno possibilità di fare giustizia perché vengono già giudicati. Pensiamo ad Asia Bibi, per esempio, che abbiamo visto: dieci anni in carcere perché è stata giudicata da una calunnia e un popolo che ne vuole la morte. Davanti a questa valanga di notizie false che creano opinione, tante volte non si può fare nulla: non si può fare nulla”.

Ed infine un pensiero alla Shoah: “La Shoah è un caso del genere: è stata creata l’opinione contro un popolo e poi era normale… Un modo di procedere per fare fuori la gente che è molesta, che disturba. Tutti sappiamo che questo non è buono, ma quello che non sappiamo è che c’è un piccolo linciaggio quotidiano che cerca di condannare la gente, di creare una cattiva fama alla gente, di scartarla, di condannarla: il piccolo linciaggio quotidiano del chiacchiericcio che crea un’opinione, e tante volte uno sente sparlare di qualcuno”.

Ha concluso l’omelia con un riferimento alla vicenda del santo odierno, Pietro Chanel: “ La verità è un’altra: la verità è la testimonianza del vero, delle cose che una persona crede; la verità è chiara, è trasparente. La verità non tollera le pressioni. Guardiamo Stefano, martire: primo martire dopo Gesù. Primo martire.

Pensiamo agli apostoli: tutti hanno dato testimonianza. E pensiamo a tanti martiri che (anche quello di oggi, san Pietro Chanel) che è stato il chiacchiericcio lì, a creare che era contro il re … si crea una fama, e va ucciso. E pensiamo a noi, alla nostra lingua: tante volte noi, con i nostri commenti, iniziamo un linciaggio del genere. E nelle nostre istituzioni cristiane, abbiamo visto tanti linciaggi quotidiani che sono nati dal chiacchiericcio”.

Il Papa ha terminato la celebrazione con l’adorazione e la benedizione eucaristica, invitando a fare la Comunione spirituale: “Ai tuoi piedi, o mio Gesù, mi prostro e ti offro il pentimento del mio cuore contrito che si abissa nel suo nulla e nella tua santa presenza. Ti adoro nel sacramento del tuo amore, l’ineffabile Eucaristia.

Desidero riceverti nella povera dimora che ti offre il mio cuore; in attesa della felicità della comunione sacramentale voglio possederti in spirito. Vieni a me, o mio Gesù, che io vengo da Te. Possa il tuo amore infiammare tutto il mio essere per la vita e per la morte. Credo in Te, spero in Te, ti amo”.

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