Papa Francesco: le sfide si vincono insieme

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Oggi si celebra la 50^ giornata dedicata al pianeta, istituita nel 2009 dall’ONU, a 5 anni dall’enciclica ‘Laudato Sì’, come ha ricordato papa Francesco nell’udienza generale dalla Biblioteca del Palazzo Apostolico, in diretta streaming: “E’un’opportunità per rinnovare il nostro impegno ad amare la nostra casa comune e prenderci cura di essa e dei membri più deboli della nostra famiglia. Come la tragica pandemia di coronavirus ci sta dimostrando, soltanto insieme e facendoci carico dei più fragili possiamo vincere le sfide globali”.

L’udienza è stata incentrata sulla cura della ‘casa comune’: “Siamo fatti di materia terrestre, e i frutti della terra sostengono la nostra vita. Ma, come ci ricorda il libro della Genesi, non siamo semplicemente ‘terrestri’: portiamo in noi anche il soffio vitale che viene da Dio.

Viviamo quindi nella casa comune come un’unica famiglia umana e nella biodiversità con le altre creature di Dio. Come imago Dei, immagine di Dio, siamo chiamati ad avere cura e rispetto per tutte le creature e a nutrire amore e compassione per i nostri fratelli e sorelle, specialmente i più deboli, a imitazione dell’amore di Dio per noi, manifestato nel suo Figlio Gesù, che si è fatto uomo per condividere con noi questa situazione e salvarci”.

Quindi il papa ha richiamato ciascuno alla responsabilità, sottolineando la validità del n^ 61 dell’enciclica: “A causa dell’egoismo siamo venuti meno alla nostra responsabilità di custodi e amministratori della terra… L’abbiamo inquinata, l’abbiamo depredata, mettendo in pericolo la nostra stessa vita.

Per questo, si sono formati vari movimenti internazionali e locali per risvegliare le coscienze. Apprezzo sinceramente queste iniziative, e sarà ancora necessario che i nostri figli scendano in strada per insegnarci ciò che è ovvio, vale a dire che non c’è futuro per noi se distruggiamo l’ambiente che ci sostiene”.

Per il papa non c’è stata la custodia del creato affidata da Dio all’uomo: “Abbiamo mancato nel custodire la terra, nostra casa-giardino, e nel custodire i nostri fratelli. Abbiamo peccato contro la terra, contro il nostro prossimo e, in definitiva, contro il Creatore, il Padre buono che provvede a ciascuno e vuole che viviamo insieme in comunione e prosperità.

E come reagisce la terra? C’è un detto spagnolo che è molto chiaro, in questo, e dice così: ‘Dio perdona sempre; noi uomini perdoniamo alcune volte sì alcune volte no; la terra non perdona mai’. La terra non perdona: se noi abbiamo deteriorato la terra, la risposta sarà molto brutta”.

Per il papa la ‘casa comune’ non è un ‘deposito di risorse’ per lo sfruttamento, riprendendo la narrazione creazionale di Genesi: “Per noi credenti il mondo naturale è il ‘Vangelo della Creazione’, che esprime la potenza creatrice di Dio nel plasmare la vita umana e nel far esistere il mondo insieme a quanto contiene per sostenere l’umanità.

Il racconto biblico della creazione si conclude così: ‘Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona’. Quando vediamo queste tragedie naturali che sono la risposta della terra al nostro maltrattamento, io penso: ‘Se io chiedo adesso al Signore cosa ne pensa, non credo che mi dica che è una cosa molto buona’. Siamo stati noi a rovinare l’opera del Signore!”

Questa giornata ha consentito al papa di riprendere anche le opportunità sottolineate al paragrafo 56 dell’esortazione post sinodale ‘Querida Amazonia’, invitando al rispetto per la terra: “Nel celebrare oggi la Giornata Mondiale della Terra, siamo chiamati a ritrovare il senso del sacro rispetto per la terra, perché essa non è soltanto casa nostra, ma anche casa di Dio. Da ciò scaturisce in noi la consapevolezza di stare su una terra sacra!…

La profezia della contemplazione è qualcosa che apprendiamo soprattutto dai popoli originari, i quali ci insegnano che non possiamo curare la terra se non l’amiamo e non la rispettiamo. Loro hanno quella saggezza del ‘buon vivere’, non nel senso di passarsela bene, no: ma del vivere in armonia con la terra. Loro chiamano ‘il buon vivere’ questa armonia”.

Infine ha chiesto azioni personali concrete per una ‘conversione ecologica’ personale e comunitaria: “Come famiglia unica e interdipendente, necessitiamo di un piano condiviso per scongiurare le minacce contro la nostra casa comune… Siamo consapevoli dell’importanza di collaborare come comunità internazionale per la protezione della nostra casa comune…

Vorrei incoraggiare a organizzare interventi concertati anche a livello nazionale e locale. E’ bene convergere insieme da ogni condizione sociale e dare vita anche a un movimento popolare ‘dal basso’. La stessa Giornata Mondiale della Terra, che celebriamo oggi, è nata proprio così. Ciascuno di noi può dare il proprio piccolo contributo”.

Mentre nella celebrazione eucaristica a Santa Marta ha pregato per l’unità dell’Europa: “In questo tempo nel quale è necessaria tanta unità tra noi, tra le nazioni, preghiamo oggi per l’Europa: perché l’Europa riesca ad avere questa unità, questa unità fraterna che hanno sognato i padri fondatori dell’Unione Europea”.

Commentando il vangelo di san Giovanni odierno papa Francesco ha invitato a ‘guardare’ il crocifisso: “Guardare il crocifisso in silenzio, guardare le piaghe, guardare il cuore di Gesù, guardare l’insieme: Cristo crocifisso, il Figlio di Dio, annientato, umiliato … per amore. Questo è il primo punto che oggi ci fa vedere questo trattato di teologia, che è il dialogo di Gesù con Nicodemo”.

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