Mons. Carlo Maria Viganò e Don Alfredo Morselli hanno ragione: i fedeli possono recitare l’Esorcismo di Leone XIII

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Una settimana fa si è sollevato un polverone, a seguito dell’invito dell’Arcivescovo Carlo Maria Viganò, rivolto a vescovi, preti e laici di tutto il mondo di recitare insieme alle ore 15.00 di Sabato Santo, la preghiera dell’esorcismo di Leone XIII [ Ecco la Croce del Signore! Fuggite forze nemiche! Mons. Viganò invita vescovi e sacerdoti a recitare Sabato Santo l’Esorcismo di Papa Leone XIII – 9 aprile 2020 ]. Ora il sito Cooperatores Veritatis porta un elemento decisivo e dirimente in questa discussione, che ha fatto scendere in campo (con poco prudenza) l’Associazione degli Esorcisti. Si tratta di una lettera con cui il Segretario particolare del Cardinale Joseph Ratzinger, allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, per sui incarico affermava chiaramente, che anche i laici potevano, per il loro benessere spirituale, recitare questa preghiera.

La documentata spiegazione di Don Alfredo Morselli è stata pubblicata dal sito Cooperatores Veritatis, con la seguente introduzione: “Cari Amici, dopo le recenti discussioni accese dall’intervento dell’Associazione Esorcisti, il quale si opponeva all’iniziativa di mons. Carlo Maria Viganò, leggete qui: L’Associazione Internazionale Esorcisti contro mons. Viganò e difesa invece da Don Alfredo Maria Morselli che l’ha portata a compimento, vedi qui, ecco che grazie sempre a Don Alfredo riceviamo un vero scoop che chiude definitivamente ogni dubbio sulla questione”.

Mons. Viganò aveva ragione ad invitarci a pregare privatamente l’Esorcismo di Leone XIII: è pieno diritto di tutti i fedeli

In queste ore un nuovo argomento favorevole alla liceità della recita privata dell’Esorcismo di Leone XIII, a cui eravamo stati invitati da Mons. Vigano: la risposta data dal segretario del Card. Joseph Ratzinger, Mons. Joseph Clemens, allora segretario del Prefetto delle Congregazione per la Dottrina della Fede, in data 3-12-1987, in cui egli scrive che “per incarico di Sua Eminenza il Card. Ratzinger ho il gradito compito di comunicarle che nulla osta da parte del Magistero della Chiesa affinché i fedeli recitino privatamente l’Esorcismo di Leone XIII a proprio beneficio spirituale”. Siccome avevo aderito con tutto il cuore alla richiesta di Mons. Viganò (si veda qui tutti i precedenti), e nonostante tante messe in guardia avevo proceduto a pregare l’Esorcismo lo scorso sabato santo, avevo cercato di portare argomenti pro liceitate, soprattutto per difendere il valoroso Prelato già sotto tiro per tante questioni. Ora una nuova importante testimonianza prova che non ci eravamo sbagliati.


Credo che questa risposta convalidi la mia recezione delle norme canoniche che ben distinguono l’esorcismo pubblico e solenne, cioè quello rivolto verso gli ossessi, e che può essere pregato solo dall’Ordinario del luogo o da un sacerdote dallo stesso autorizzato, e l’esorcismo semplice e privato, che può essere pregato – ovviamente con tutta la prudenza del caso – anche dai semplici fedeli laici.
Ripercorro tutta la storia delle mie argomentazioni, per meglio comprendere la logicità della risposta del Card. Ratzinger del 3-12-1987: Ultimo responso sull’esorcismo.

Don Alfredo Maria Morselli

Postscriptum

Per evitare ogni equivoco, prima di essere accusato di essere un “nemico del Papa” (e questo vale anche per l’Arcicvescovo Carlo Maria Viganò, in modo calunnioso definito tale), vorrei ricordare un’affermazione del Cardinale Müller in una bella ed importante intervista che ha rilasciato al Corriere della Sera, il 26 novembre 2017. Il Prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede rifiuta di leggere ciò che avviene nella Chiesa in termini di “amici” contro “nemici” del Papa. E denuncia il “cerchio magico” che influenza le scelte del Papa con delazioni e spiate. Disse: “Come diceva il teologo del Cinquecento, Melchior Cano, i veri amici non sono coloro che adulano il Papa ma quelli che lo aiutano con la verità e la competenza teologica ed umana”.

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