La verità trova sempre una strada, scegliendosi un cuore e la sua penna

++++ Boris Jonhson ricoverato in ospedale ++++

Nella stessa serata in cui è stato diffuso lo storico messaggio alla Nazione della Regina Elisabetta II del Regno Unito, il Primo Ministro britannico Boris Jonhson è stato ricoverato in ospedale, “per esami”, ha riferito la Bbc. Dieci giorni fa, Johnson aveva annunciato di essersi ammalato di Covid-19. “Continua ad avere sintomi persistenti ed è stato portato in ospedale per esami”, ha annunciato una portavoce di Downing Street.

Nel Regno Unito cresce il numero dei contagi e delle vittime di Covid-19. Johnson potrebbe diventare vittima delle sue stesse parole, ricordiamole: “Abituatevi a perdere i vostri cari”.

Mentre la Regina Elisabetta II parla alla Nazione con il suo quarto (4) messaggio in 68 anni di regno, al TG2 fanno parlare Fabio Fazio per annunciare suo programma subito dopo il telegiornale.
Invece, su Sky trasmettono lo storico discorso della Regina Elisabetta II in diretta, con traduzione simultanea.

Il video di Zoom24.it.

Il cattivo esempio: a Filadelfia fedeli a messa nonostante i divieti

Don Giovanni Primerano, Parroco di Santa Barbara a Filadelfia, nella Provincia di Vibo Valentia, al confine con la Provincia di Catenzaro ha celebrato la Messa della Domenica delle Palme alla presenza di un nutrito gruppo di fedeli, pare almeno una ventina, che, incuranti dei divieti si sono presentate all’interno della chiesa e hanno partecipato alla celebrazione.

Il Comune di Filadelfia nel pomeriggio ha pubblicato un avviso pubblico sulla propria pagina Facebook: “In merito alla situazione emersa questa mattina nella Chiesa di Santa Barbara in Filadelfia, si sottolinea che non appena apprese le notizie e visionati i video, le autorità di Polizia Municipale hanno adottato tutti i provvedimenti previsti dai Decreti Ministeriali per il contenimento del Covid-19. Ogni altro provvedimento sarà valutato ed adottato dalle autorità in conseguenza.
Sottolineiamo il grande sforzo che il Comune di Filadelfia, gli Amministratori le Forze dell’ordine, i dipendenti in prima linea, i volontari e i cittadini stanno profondendo per arginare i pericoli di questa pandemia e invitano tutti a mantenere i giusti atteggiamenti per combattere contro ogni forma di comportamento che metta a rischio la salute delle persone.
Grazie a tutti e coraggio. Insieme ne usciremo”.

Complimenti, i sanitari rischiano la vita per queste persone. Dove è lo Stato che ci dovrebbe tutelare? Invece di fare balconazo con delle conferenze stampe senza contraddittorio, il Primo Ministro Giuseppe Conte dovrebbe fare subito un Dpcm per mandare in galera per 10 anni chi trasgredisce, prete o non prete (e non venirmi piagnucolare sull’attentato alla “libertà di culto”). L’unico alternativa è la legge marziale. Senno non ne usciremo più.

Un altro sacerdote che ci lascia, ma il Papa regnante non ci pensa neanche di andare in isolamento. Non c’è rispetto nemmeno dei sacerdoti deceduti.

In questi giorni vengono alla luce anche, quelli che non danno il buon esempio come invece dovrebbero fare. Vengono alla luce quelli che non rispettano le regole e non rispettando l’isolamento, non rispettano il prossimo, non hanno rispetto dei morti, che sono sempre persone e non numeri. Questi cattivi esempi non vanno seguiti, perché non sono eroi.

Gli eroi sono gli umili che mettono da parte il proprio ego nell’isolamento e nella privazione combattono con il coltello tra i denti il virus. Questo è l’esempio da seguire, l’esempio degli eroi silenziosi, umili perseveranti in isolamento.

Il balconazo di Giuseppe Conte.

Italia sarà chiusa ancora a lungo

Contro ogni evidenza, Rai News 24 ci fa sapere che la curva del contagio da Sars-CoV-2 scende, citando come prova il numero dei ricoverati. Secondo il TG1 la curva non è rallentata, ma non si dice in quale direzione.

Il Messaggero che porta pena, rivela un’indiscrezione da Palazzo Chigi: “Il contagio non scende come previsto”. Quindi, a Pasqua un altro Dpcm choc secondo il Messaggero, che riporta fonti governative. Tra venerdì e sabato, Vigilia di Pasqua, verremo a sapere che le misure di contenimento sociale (la quarantena) sarà ancora prorogata. La decisione sarà oggetto dell’ennesimo Decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri, stavolta presa d’intesa con le Regioni e le parti sociali, ma sempre in base all’andamento dell’epidemia e in ragione delle analisi e dei pareri degli scienziati.

La vergogna delle mascherine

Il Sindaco di Milano Giuseppe Sala, con mascherina sulla faccia di bronzo, dice che non vuole fare polemiche, ma intanto con tono di stizzo dice che obbedirà all’ordinanza del Governatore della Lombardia Attilio Fontana, in riferimento all’obbligo di mascherina per strada.

Ricordiamo che la campagna #milanononsiferma del Sindaco di Milano Giuseppe Sala – e il video e la sua divulgazione, pubblicato il 27 febbraio 2020 sul suo profilo Facebook – ha aggravato la situazione, amplificando gli effetti di una scelta sbagliata presa dai politici, ossia quella di aspettare che il problema scoppiasse all’ennesima potenza prima di intervenire rigidamente in via preventiva. E oggi loro vogliono pararsi il sedere. Invece, vanno presi con delle pedate in quel posto, direttamente nella galera [Uno scudo penale per il Coronavirus: nel decreto Cura Italia spunta l’emendamento PD per sanare le responsabilità politiche – 3 aprile 2020].

Con l’occasione riportiamo alla memoria che anche il Sindaco di Bergamo Giorgio Gori ha fatto come il Sindaco di Milano. Rischiano entrambi denuncia penale a carico per procurata epidemia.

#bergamononsiferma Un video per la città che non molla
L’Eco di Bergamo, 27 febbraio 2020
#bergamononsiferma. Un hastag e un video che raccontano la bellezza di Bergamo e che chiedono ai cittadini, al territorio, di non mollare. Di non avere paura del coronavirus. Solo 35 secondi che bastano per dire: «A Bergamo qui non molla nessuno».
Lo spiega bene Nicola Viscardi, autore del progetto con tanto di colonna sonora dei Pinguini Tattici Nucleari, e presidente del Distretto del Commercio di Bergamo. Un progetto che si avvicina a quello di Milano, con un video che nella giornata di giovedì circolava sui Social per mostrare che Milano sta reagendo al coronavirus.
Trentacinque secondi che mostrano la nostra Bergamo, bellissima, attiva e dinamica, volenterosa: è stato pubblicato sulla pagina Instagram e Facebook di Bergamo Shopping, con il Comune di Bergamo, Ascom e Confesercenti uniti in un solo messaggio: «Bergamo non si ferma per il coronavirus, non ha paura, ama la sua città e la vuole vivere» spiega Viscardi che aggiunge: «Ringrazio i miei colleghi commercianti che non mollano, Ascom, Confcommercio Bergamo, Confesercenti e Camera di Commercio. Avremo un lungo dialogo con gli amministratori dal Comune alla Regione per creare le condizioni per una grande ripresa. Siamo bergamaschi e supereremo anche questo».

Invece, il Capo del Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli rema apertamente contro Fontana: “Obbligo di mascherina? Io non la uso, rispetto le distanze”. Con un “l’ho detto e lo ripeto”, sulle mascherine Borrelli smentisce clamorosamente Fontana, che pochi minuti prima aveva stabilito con una ordinanza l’obbligo per chiunque esca di casa di indossare una mascherina, foulard o sciarpa per “schermare” bocca e naso. “Io anche ieri l’ho detto e lo ripeto che non uso la mascherina rispettando quelle che sono le misure di distanziamento sociale”. Siamo alle solite: la Lombardia lancia misure “dure” per arginare il contagio da coronavirus e da Roma la risposta è come sempre un mezzo segnale di lassismo. “La mascherina – ha detto Borrelli in conferenza stampa – è importante se non si rispettano le distanze per evitare la trasmissione”.

Per davvero, nelle mani di tali “tecnici” non ne usciremo piiù.

15 giorni d’isolamento bastano davvero per uscire?

Alessandro Politi di Le Iene si era ammalato di Coronavirus e dopo trenta giorni dopo è ancora positivo al test anche se i sintomi sono scomparsi quasi subito. “Quanti potrebbero essere positivi e non saperlo senza il test?”. E soprattutto, bastano davvero 15 giorni d’isolamento per poter uscire di casa?
“Ho avuto febbre e tosse per pochi giorni, poi mi sono sentito bene. Ma dopo un mese il mio tampone è ancora pienamente positivo”.
Le Iene sono ferme da un mese, dopo che Politi è stato contagiato e il ritorno in onda è previsto per il 23 aprile.
“Il 5 marzo mi sono svegliato con un forte mal di testa, febbre alta e un po’ di tosse”, racconta Politi. “In quel momento non c’erano ancora i decreti di chiusura. Provo in tutti i modi a farmi fare un tampone, anche se non vogliono farmelo perché non ho una sintomatologia così grave. Comunque in ospedale spiego che sono un giornalista e sarei potuto entrare in contatto con tantissime persone”. Dopo un po’ di titubanza il personale accetta e l’esito del tampone è chiaro: positivo al Covid-19.
“La cosa sorprendente è che la sera stessa con una tachipirina la febbre è passata, il giorno successivo avevo meno sintomi e al terzo giorno non avevo più niente”, racconta la nostra Iena Alessandro Politi. “Se non avessi fatto il tampone, avrei pensato di avere un’influenza”. Passato il periodo obbligatorio di quarantena, è il momento di rifare il test: per essere considerati guariti, infatti, servono due tamponi consecutivi negativi. “Io stavo bene, ma dopo 17 giorni ero ancora pienamente positivo”.
“Passano altri dieci giorni e il 3 aprile, cioè l’altro ieri, faccio un altro tampone”, racconta Politi. “Ormai è quasi un mese che sono senza sintomi, ma l’esito è sempre lo stesso: pienamente positivo. Ho chiesto se è normale, i medici hanno ipotizzato che potrei aver preso una carica virale più aggressiva. Il mio corpo fortunatamente la sta gestendo bene ma ci vuole più tempo per debellarla”.
Qui a Politi sorge un dubbio: “Perché le istituzioni permettono a persone che hanno avuto i miei stessi sintomi di uscire di casa dopo 15 giorni” senza aver ricevuto un tampone? “Quante persone potrebbero essere a lavorare con il rischio di diffondere il virus?”. Eh sì, perché fino a poco tempo fa alle persone con sintomi lievi come Alessandro Politi il tampone non veniva proprio fatto, ma si doveva “solo” rispettare la quarantena alla fine della sintomatologia. E chi è stato a contatto diretto con un malato, a meno di casi eccezionale, non riceve alcun tampone in assenza di segni della malattia: unica prescrizione, l’isolamento. “Come si è deciso che i quindici giorni siano sufficienti, se io dopo trenta giorni sono ancora positivo? Non è che forse il contagio tarda a fermarsi anche per questo motivo?”.

Carlo Taormina su Facebook

“Questo è uno Stato criminale. Ho presentato una denunzia contro governo e tecnici per epidemia colposa seguita da morte di almeno 10.000 italiani che hanno provocato lasciando circolare il coronavirus per quai quaranta giorni dal 31 gennaio ai primi di marzo determinando accatastamento di contagiati e di morti dovuti alla mancanza di respiratori e di letti di terapia intensiva. E LORO CHE FANNO? VOGLIONO FARSI UNA LEGGE CHE ELIMINI LA RESPONSABILITA’ PER IL DELITTO DI EPIDEMIA COLPOSA! Proprio così,voglioso fare uno SCUDO PENALE PER SALVARE DALLA GALERA POLITICI E AMMINISTRATORI RESPONSABILI DI EPIDEMIA COLPOSA. Questo significa che la mia denunzia è fondatissima e che tanto è fondata che per non essere arrestati e condannati proprio per quella epidemia colposa sulla quale si basa la mia denunzia,vogliono farsi una legge speciale che li sottragga al carcere. E’ O NON E’ uno Stato criminale ?
Muoiono in media 800 cittadini italiani al giorno, cioè più di 30 ogni ora, sempre come conseguenza di quei maledetti 40 giorni durante i quali hanno fatto circolare liberamente il virus determinando l’accatastamento di contagiati e quindi di morti. I morti lo so stati prevalentemente in casa dove le ambulanze chiamate non arrivavano sapendo che negli ospedali non c’era possibilità di assisterli per mancanza di respiratori e letti di terapia intensiva. Sapevano tutto dal 5 gennaio perché avvertiti anche dai cinesi che avevano raccomandato di chiudere tutto e subito e avevano cinesi ricoverati allo Spallanzani. L’OMS aveva dichiarato lo stato di emergenza preannunciando la pandemia.Loro hanno dichiarato lo stato di emergenza il 31 gennaio. Questo potrebbe essere addirittura dolo eventuale rispetto alla criminale propagazione del virus ma certamente è senza discussione epidemia colposa. E loro che fanno? SI METTONO D’ACCORDO PER FARE LO SCUDO PENALE E CIOÈ SANNO DI ESSERE COLPEVOLI E SI FANNO UNA LEGGE PER NON ANDARE IN GALERA. CIOÈ COMMETTONO UN ALTRO DELITTO PERCHE’ USANO IL LORO POTERE DI GOVERNO E LEGISLATIVO PER NON PAGARE IL CONTO. A costo di incatenarmi davanti alla Procura di Roma,questi la devono pagare perché hanno sulla coscienza almeno 10.000 morti ad oggi e non mi basta la responsabilità politica che li porti ad essere cacciati dal governo. Li voglio vedere in galera. Aiutatemi”.

La bufala della giornata

Le bufale che girano, del tipo “innocuo”

La didascalia alla foto sopra che gira via WhatsApp, è una bufala. La foto è stata accuratamente scelta tra tante disponibili in rete, perché non si vede che è in Giappone. Infatti, la foto è di Nara in Giappone, città di circa 360 000 abitanti, sull’isola di Honshū, capoluogo della prefettura di Nara. Fu Capitale del Giappone dal 710 al 794. Oggi è luogo di alto interesse artistico e turistico. Dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1998, è caratteristica la presenza di cervi sika che girano liberamente per parchi e strade, avvicinandosi anche ai visitatori e lasciandosi nutrire da essi. Questo animale è diventato nel tempo uno dei simboli della città, tanto da venir raffigurato in varie aree, come i tombini delle strade.

‘A livella (1963) mai come in questo tempo

“‘A morte ‘o ssaje ched”è? …è una livella”.
“A vita è ‘na Livella è composta da alti e bassi. Il Principe Antonio de Curtis (Toto’) fa’ capire che Ricco o Povero non cambia niente abbiamo gli stessi diritti quando entriamo nella casa di Dio. Non facciamoci del male vogliamoci bene, non uccidiamo il mondo con la nostra cattiveria, con la nostra arroganza che abbiamo verso chi e piu’ debole” (Peppe Ciotola).

‘A livella

Ogn’anno, il due novembre, c’é l’usanza
Per i defunti andare al Cimitero.
Ognuno ll’adda fà chesta crianza;
Ognuno adda tené chistu penziero.
Ogn’anno, puntualmente, in questo giorno,
Di questa triste e mesta ricorrenza,
Anch’io ci vado, e con dei fiori adorno
Il loculo marmoreo ‘e zi’ Vicenza.
St’anno m’é capitato ‘navventura…
Dopo di aver compiuto il triste omaggio.
Madonna! si ce penzo, e che paura!,
Ma po’ facette un’anema e curaggio.
‘O fatto è chisto, statemi a sentire:
S’avvicinava ll’ora d’à chiusura:
Io, tomo tomo, stavo per uscire
Buttando un occhio a qualche sepoltura.
“Qui dorme in pace il nobile marchese
Signore di Rovigo e di Belluno
Ardimentoso eroe di mille imprese
Morto l’11 maggio del’31”
‘O stemma cu ‘a curona ‘ncoppa a tutto…
…sotto ‘na croce fatta ‘e lampadine;
Tre mazze ‘e rose cu ‘na lista ‘e lutto:
Cannele, cannelotte e sei lumine.
Proprio azzeccata ‘a tomba ‘e stu signore
Nce stava ‘n ‘ata tomba piccerella,
Abbandunata, senza manco un fiore;
Pe’ segno, sulamente ‘na crucella.
E ncoppa ‘a croce appena se liggeva:
“Esposito Gennaro – netturbino”:
Guardannola, che ppena me faceva
Stu muorto senza manco nu lumino!
Questa è la vita! ‘ncapo a me penzavo…
Chi ha avuto tanto e chi nun ave niente!
Stu povero maronna s’aspettava
Ca pur all’atu munno era pezzente?
Mentre fantasticavo stu penziero,
S’era ggià fatta quase mezanotte,
E i’rimanette ‘nchiuso priggiuniero,
Muorto ‘e paura… nnanze ‘e cannelotte.
Tutto a ‘nu tratto, che veco ‘a luntano?
Ddoje ombre avvicenarse ‘a parte mia…
Penzaje: stu fatto a me mme pare strano…
Stongo scetato… dormo, o è fantasia?
Ate che fantasia; era ‘o Marchese:
C’o’ tubbo, ‘a caramella e c’o’ pastrano;
Chill’ato apriesso a isso un brutto arnese;
Tutto fetente e cu ‘nascopa mmano.
E chillo certamente è don Gennaro…
‘Omuorto puveriello…’o scupatore.
‘Int ‘a stu fatto i’ nun ce veco chiaro:
So’ muorte e se ritirano a chest’ora?
Putevano sta’ ‘a me quase ‘nu palmo,
Quanno ‘o Marchese se fermaje ‘e botto,
S’avota e tomo tomo.calmo calmo,
Dicette a don Gennaro:”Giovanotto!
Da Voi vorrei saper, vile carogna,
Con quale ardire e come avete osato
Di farvi seppellir, per mia vergogna,
Accanto a me che sono blasonato!
La casta è casta e va, si, rispettata,
Ma Voi perdeste il senso e la misura;
La Vostra salma andava, si, inumata;
Ma seppellita nella spazzatura!
Ancora oltre sopportar non posso
La Vostra vicinanza puzzolente,
Fa d’uopo, quindi, che cerchiate un fosso
Tra i vostri pari, tra la vostra gente”
“Signor Marchese, nun è colpa mia,
I’nun v’avesse fatto chistu tuorto;
Mia moglie è stata a ffa’ sta fesseria,
I’ che putevo fa’ si ero muorto?
Si fosse vivo ve farrei cuntento,
Pigliasse ‘a casciulella cu ‘e qquatt’osse
E proprio mo, obbj’…’nd’a stu mumento
Mme ne trasesse dinto a n’ata fossa”.
“E cosa aspetti, oh turpe malcreato,
Che l’ira mia raggiunga l’eccedenza?
Se io non fossi stato un titolato
Avrei già dato piglio alla violenza!”
“Famme vedé.-piglia sta violenza…
‘A verità, Marché, mme so’ scucciato
‘E te senti; e si perdo ‘a pacienza,
Mme scordo ca so’ muorto e so mazzate!…
Ma chi te cride d’essere… nu ddio?
Ccà dinto, ‘o vvuo capi, ca simmo eguale?…
…Muorto si’tu e muorto so’ pur’io;
Ognuno comme a ‘na’ato é tale e quale”.
“Lurido porco!…Come ti permetti
Paragonarti a me ch’ebbi natali
Illustri, nobilissimi e perfetti,
Da fare invidia a Principi Reali?”.
“Tu qua’ Natale… Pasca e Ppifania!!!
T”o vvuo’ mettere ‘ncapo…’int’a cervella
Che staje malato ancora è fantasia?…
‘A morte ‘o ssaje ched”e?…è una livella.
‘Nu rre, ‘nu maggistrato, ‘nu grand’ommo,
Trasenno stu canciello ha fatt’o punto
C’ha perzo tutto, ‘a vita e pure ‘o nomme:
Tu nu t’hè fatto ancora chistu cunto?
Perciò, stamme a ssenti… nun fa”o restivo,
Suppuorteme vicino-che te ‘mporta?
Sti ppagliacciate ‘e ffanno sulo ‘e vive:
Nuje simmo serie… appartenimmo à morte!”

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