Card. Montenegro (Agrigento): “Seguiremo indicazioni Cei, da oggi chiese chiuse al pubblico”. Ma il Papa avverte,“le misure drastiche non sempre sono buone”

Con un messaggio indirizzato alla sua comunità, l’arcivescovo di Agrigento, card. Francesco Montenegro, ha informato sulla chiusura al pubblico e sino a nuove disposizioni delle “chiese parrocchiali e non parrocchiali e in generale, degli edifici di culto di qualunque genere”.

“In questa situazione di difficoltà – continua il Porporato – la comunità cristiana sta dando buona prova di sé rispettando le indicazioni e, soprattutto, intensificando la preghiera personale; ci sentiamo tutti responsabili del bene prezioso della salute nostra e altrui”.

Precisando che “le nuove disposizioni del Governo ci chiedono di non uscire di casa per evitare qualsiasi contatto e per rallentare, in questo modo, il contagio”, Montenegro ritiene “doveroso e responsabile dare un segnale che mostri coerenza con quello che il Paese sta vivendo”.

“Mentre ve lo chiedo – conclude l’Arcivescovo – come già stanno facendo altri vescovi, ne avverto tutta la pesantezza perché potrebbe passare il segnale che il Signore venga dopo cose quali la spesa, la farmacia. Se scegliamo questa ulteriore misura è solo per tutelare la salute nostra e dei nostri fratelli e per evitare che il sistema sanitario vada in tilt”.

Dunque anche la diocesi agrigentina si allinea a quanto disposto dal Vicariato di  Roma – e avallato dalla Conferenza episcopale italiana – salvo poi fare dietrofront, riaprendo i luoghi di culto romani.

Di certo le parole di Papa Francesco nell’introduzione alla messa a Santa Marta di oggi non sono passate inosservate: “I vescovi devono valutare bene che cosa fare in questa crisi legata al Coronavirus, perché le misure drastiche non sempre sono buone”, per poi invitare i pastori affinché “non lascino solo il Santo popolo fedele di Dio”, ovvero senza Parola, Sacramenti e preghiera.

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