L’Angelus Domini di Papa Francesco dalla Biblioteca del Palazzo Apostolico Vaticano

Alle ore 12.00 di oggi, Papa Francesco ha guidato la recita della preghiera dell’Angelus dalla Biblioteca del Palazzo Apostolico Vaticano. Al termine dell’Angelus il Santo Padre si è affacciato alla finestra dello Studio privato per salutare i fedeli e i pellegrini riuniti in Piazza San Pietro.

Nell’introdurre la preghiera mariana Papa Francesco ha detto:
«Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
È un po’ strana questa preghiera dell’Angelus di oggi, con il Papa “ingabbiato” nella biblioteca, ma io vi vedo, vi sono vicino. E vorrei incominciare anche ringraziando quel gruppo [presente in Piazza] che manifesta e lotta “Per i dimenticati di Idlib”. Grazie! Grazie per quello che fate. Ma questo modo di oggi di pregare l’Angelus lo facciamo per compiere le disposizioni preventive, così da evitare piccoli affollamenti di gente, che possono favorire la trasmissione delvirus».

Il Santo Padre ha concluso i saluti dopo la recita dell’Angelus Domini con le seguenti parole, in riferimento alla Siria e il Sars-CoV-19:
«Saluto le Associazioni e i gruppi che si impegnano in solidarietà con il popolo siriano e specialmente con gli abitanti della città di Idlib e del nord-ovest della Siria – vi sto vedendo qui – costretti a fuggire dai recenti sviluppi della guerra. Cari fratelli e sorelle, rinnovo la mia grande apprensione, il mio dolore per questa situazione disumana di queste persone inermi, tra cui tanti bambini, che stanno rischiando la vita. Non si deve distogliere lo sguardo di fronte a questa crisi umanitaria, ma darle priorità rispetto ad ogni altro interesse. Preghiamo per questa gente, questi fratelli e sorelle nostri, che soffrono tanto al nord-ovest della Siria, nella città di Idlib.
Sono vicino con la preghiera alle persone che soffrono per l’attuale epidemia di coronavirus e a tutti coloro che se ne prendono cura. Mi unisco ai miei fratelli Vescovi nell’incoraggiare i fedeli a vivere questo momento difficile con la forza della fede, la certezza della speranza e il fervore della carità. Il tempo di Quaresima ci aiuti a dare tutti un senso evangelico anche a questo momento di prova e di dolore.
Vi auguro buona domenica! E per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Adesso mi affaccerò, per vedervi un po’ in tempo reale. Buon pranzo e arrivederci!».

Si è trattato di un fatto senza precedenti: è la prima volta che il Papa – mentre è in sede – non recita l’Angelus Domini dalla finestra dello Studio privato del Palazzo apostolico. La finestra rimane chiusa in occasione delle recite dell’Angelus Domini feriali, solo durante la Sede Vacante e quando il Papa è fuori sede (in occasione di Visite pastorali in Italia o Viaggi apostolici fuori dell’Italia, quando comunque viene tramesso in diretta televisiva).
Invece, non è la prima volta che viene trasmesso un messaggio registrato: è successo il 17 e 24 maggio 1981, quando Papa Giovanni Paolo II era ricoverato al Policlinico Gemelli, dopo l’attentato e la finestra rimase chiusa (quindi, mentre era fuori sede).
Oggi, il Santo Padre si è comunque affacciato, per un breve momento, visto che è in sede (e costretto a letto).

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