Adottate alcune misure volte ad evitare la diffusione del Sars-CoV-2 alla Santa Sede e in Vaticano

Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede
N. 149, 8 marzo 2020
Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede

In coordinamento con i provvedimenti varati dalle Autorità italiane, in data odierna sono state adottate alcune misure volte ad evitare la diffusione del Covid-19 da osservarsi nei Dicasteri e negli altri Enti della Santa Sede o ad essa collegati e nel Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.
Tali misure includono la chiusura precauzionale, fino al 3 aprile 2020, dei Musei Vaticani, dell’Ufficio Scavi, del Museo delle Ville Pontificie e dei centri museali delle basiliche pontificie. Con l’occasione si ribadisce che ad oggi è stato confermato un unico caso di positività al Covid-19 di un soggetto esterno che si era recato negli ambulatori della Direzione di Sanità ed Igiene per una visita medica pre-assunzionale e che le 5 persone che avevano avuto un contatto ravvicinato con questo sono in quarantena precauzionale [*].

Rispondendo alle domande dei giornalisti, il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, ha affermato quanto segue: “In relazione alla particolare situazione dovuta al rischio di diffusione del Covid-19, il Santo Padre ha disposto che le Messe da lui celebrate in forma privata a Santa Marta nei prossimi giorni siano trasmesse in diretta, anche tramite il player di Vatican News, e distribuite da Vatican Media ai media collegati e a quelli che ne facciano richiesta, per consentire a chi lo vorrà di seguire le celebrazioni in unione di preghiera al Vescovo di Roma”.

[*] I nomi delle 5 persone in quarantena stanno rimbalzando per tutte le amministrazioni della Santa Sede, Sono tutti dipendenti della Direzione della Sanità ed Igiene,venuti in contatto con il monsignore che ha fatto gli analisi per le visite di assunzione in Segreteria di Stato. Il fatto assolutamente da sottolineare, è che il funzionario di turno della DSI ha detto a tutti i dipendenti di venire lo stesso al lavoro domattina, “e poi si vedrà il da farsi”: una mentalità imprudente e dir poco. C’è da dire che i suddetti dipendenti DSI posti in quarantena sono venuto a contatto con altri dipendenti, con assistiti Fondo Assistenza Sanitaria e con persone transitate nei locali della DSI. È assurdo che non vengano seguiti protocollo sanitari più restrittivi a tutela di tutti. Siamo allo sbando più totale. Inoltre, c’è da sottolineare, come nell’intervista rilasciata a Vatican News oggi, dal Prof. Andrea Arcangeli, Vice Direttore della Direzione di Sanità ed Igiene del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, che il monsignore risultato positivo, si e recato il giorno dopo “di sua iniziativa” presso il pronto soccorso del Gemelli, che è un comportamento assolutamente da non fare, come ha sempre detto il Ministero della sanità italiana.

Ecco cosa ha detto Prof. Arcangeli: ” Non era un residente dello Stato della Città del Vaticano né un suo dipendente ma una persona che era transitato nella nostra direzione di sanità ed igiene per essere sottoposta ad esami medici in vista di una assunzione. Il giorno successivo quando sono comparsi sintomi si è recato direttamente al Policlinico Gemelli dove ha riferito la circostanza di essere stato il giorno prima in Vaticano. Noi siamo stati informati dal Policlinico Gemelli. A seguito di queste notizia abbiamo indetto una riunione di emergenza notturna con l’obiettivo di tutelare le persone che si sono trovate a stretto contatto con lui e abbiamo deciso di sospendere l’attività sanitaria per sanificare gli ambienti con l’eccezione naturalmente dei servizi di guardia medica e pronto soccorso a disposizione dei residenti e dei lavoratori del Vaticano”.

Articolo precedente: L’emergenza Sars-CoV-2 è seria. Nella Città del Vaticano lo capiscono? – 7 marzo 2020

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La riflessione di una madre
“Da quando questa ‘tegola’ è caduta sui nostri capi, abbiamo capito molto sulla qualità interiore delle persone che ci circondano. Se una persona per delirante egoismo mette a repentaglio prima se stessa, come può avere a cuore il bene per gli altri!? Non è una calamità che crea il dramma, è la mancanza di spessore umano e culturale che trasforma ogni cosa in calamità!” (Valentina Villano).

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