Sars-CoV-2. Il Vescovo di Ascoli Piceno, Giovanni D’Ercole: “Chiediamo al Signore di liberarci da questo male”

Siamo in un momento molto difficile, anche per le diocesi italiane. Dopo i due articoli di ieri, sulle misure che i vescovi d’Italia, prendendo atto delle nuove disposizioni in materia di Sars-CoV-2, stanno prendendo e oggi anche il Vaticano (Le indicazioni della Diocesi di Roma nell’era di pestilenza Sars-CoV-2, Sars-CoV-2. Le chiese rimangono aperte e le Sante Messe vengono celebrate, con prudenza e OMS prepara alla pandemia: Sars-CoV-2 non si può bloccare. Prima caso di positività in Vaticano), dedico questa mattina uno spazio speciale alla lettera del 3 marzo 2020 che il Vescovo di Ascoli Piceno, nella Regione Marche, Mons. Giovanni D’Ercole ha inviato a tutti i suoi fedeli, a tutti i suoi sacerdoti a tutte le sue suore: “Chiediamo al Signore di liberarci da questo male”. Conosco bene e stimo moltissimo Don Giovanni, orionino, che è stato mio secondo Vice Direttore alla Sala Stampa della Santa Sede, per 3 anni. Il suo motto episcopale “In manus tuas” (nelle tue mani), è anche mio motto, da una vita: “Sono nelle mani del Signore, Colui che comanda la mia vita”.

Il video dell’intervista al Vescovo Giovanni D’Ercole: qui.

“Preghiamo il Signore”
Un Messaggio – più che una Lettera – quello che Mons. Giovanni D’Ercole ha inviato ai fedeli, ai sacerdoti e alle suore. Un messaggio di vicinanza, ma anche una vera e propria richiesta di preghiera: “Chiediamo al Signore che ci liberi da questo male”.
Le nuove ordinanze in Regione Marche avevano proibito ogni pubblica manifestazione a partire dal 4 marzo (prima della Presidenza del Consiglio dei ministri…) sino a domenica 8 marzo, con conseguente sospensione anche di tutte le attività parrocchiali: “Anche noi come Chiesa siamo tenuti, nelle parrocchie della Regione Marche, ad applicare queste norme. Adottiamo innanzitutto ogni possibile misura igienico-sanitaria già ampiamente consigliata anche per quanto riguarda le celebrazioni liturgiche”, ha scritte Mons. D’Ercole.
“Chiedo ai sacerdoti di lasciare le Chiese aperte”
Se da un lato c’è la sospensione delle attività parrocchiale, D’Ercole ha invitato i sacerdoti a lasciare le chiese comunque aperte: “Tutte le chiese restino comunque aperte per la preghiera personale, con l’esposizione del Santissimo Sacramento e la possibilità di distribuire la Santa Comunione. Chiedo ai sacerdoti di essere disponibili per l’ascolto individuale, per le confessioni e il ministero della consolazione”.
“Il Signore ci liberi da questo male”
In conclusione della sua Lettera, D’Ercole invita alla preghiera: “Continuiamo a pregare per tutti coloro che in ogni parte del mondo sono colpiti dal virus. Preghiamo per coloro che li assistono e chiediamo al Signore, per intercessione di Maria, che ci liberi da questo e da ogni altro male fisico, morale e spirituale”.

Giovanni D’Ercole
Vescovo di Ascoli Piceno

Ascoli Piceno, 3 marzo 2020
Prot. N̊ 17/2020

Carissimi sacerdoti, diaconi, religiosi e religiose, carissimi fedeli,
a seguito della nuova Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale, concernente il covid19 (coronavirus), che proibisce nella regione Marche ogni manifestazione pubblica dalle 00,00 del 4 marzo alle 24,00 dell’8 marzo, anche noi come Chiesa siamo tenuti, nelle parrocchie della Regione Marche, ad applicarla adottando innanzitutto ogni possibile misura igienico-sanitaria già ampiamente consigliata anche per quanto riguarda le celebrazioni liturgiche e ogni altra attività afferente alle parrocchie e agli uffici della curia diocesana.
Tutte le chiese restino comunque aperte per la preghiera personale, nelle modalità già da me indicate nella precedente comunicazione con l’esposizione del Santissimo Sacramento e la possibilità di distribuire la santa comunione, mentre chiedo ai sacerdoti di essere disponibili per l’ascolto individuale, per le confessioni e il ministero della consolazione, rendendoci conto di quanto sia importante in questo momento accompagnare la nostra gente, piuttosto spaventata da questo virus. Dobbiamo cogliere questa emergenza non come uno “stop” all’attività pastorale, bensì come un’opportunità di vivere il nostro ministero in maniera diversa, privilegiando la preghiera e il contatto individuale con le persone.
Le sante messe feriali possono essere celebrate, ma raccomando la dovuta prudenza evitando, come prescrivono le norme dell’ordinanza, i contatti ravvicinati. Per le sante messe di domenica 8 marzo vi terrò informati a seguito dell’evolversi della situazione. Ritengo tuttavia che i fedeli non debbano essere privati del sacrificio eucaristico soprattutto in queste situazioni di emergenza.
Per i funerali, quando si prevede la partecipazione di un numero consistente di fedeli, si raccomanda la celebrazione con il rito breve e con il più attento rispetto delle richieste norme igienico-sanitarie. Se possibile si celebri soltanto con i parenti stretti.
Poiché specialmente gli anziani sono invitati a restare in casa, rinnovo l’invito a cogliere questo tempo come un’opportunità per riscoprire la preghiera in famiglia con la meditazione della parola di Dio e la recita del rosario. I sacerdoti, con la prudenza del caso, assicurino la comunione in casa a chi è impedito di uscire e, ad ogni modo, facciano sentire a tutti la nostra vicinanza. Se lo ritengono opportuno sospendano le visite alle famiglie previste in questo tempo quaresimale. Nella preghiera ricordiamo le popolazioni delle Regioni più colpite dal contagio; allarghiamo il ricordo alla folla di migranti che preme sulle frontiere della Grecia, alle persone provate dalle malattie e da ogni forma di dolore e pena.
Continuiamo insomma a pregare – risorsa indispensabile per combattere non solo il coronavirus ma ogni altro virus morale e spirituale – per tutti coloro che in ogni parte del mondo sono colpiti dal virus; preghiamo per coloro che li assistono e chiediamo al Signore, per intercessione di Maria, che ci liberi da questo e da ogni altro male fisico, morale e spirituale. A questo proposito chiedo che da giovedì 5 marzo inizi in tutte le parrocchie e in ogni famiglia una speciale novena di preghiera alla Madonna delle Grazie e a Sant’Emidio, nostri Protettori. Alla fine di ogni celebrazione eucaristica, o di altri momenti di preghiera in famiglia, si recitino il Padre Nostro, l’Ave Maria e il Gloria al Padre, seguiti dalla Salve Regina e da questa preghiera a sant’Emidio:

Glorioso Sant’Emidio,
Patrono e Protettore del popolo ascolano,
ci rivolgiamo fiduciosi a Te,
che mai nelle difficoltà ci hai abbandonati
Accompagnaci nel pellegrinaggio terreno,
intercedi presso il Padre celeste
perché sicuro sia il nostro cammino
e restino liberi contrade e paesi
dalla malattia e pestilenza,
da ogni sconvolgimento fisico e spirituale.
Tu, fedele Pastore della nostra Chiesa,
aiutaci a non abbatterci nelle sofferenze
e a far viva la pace nel cuore.
Sii custode dell’armonia nelle famiglie
e dell’intesa fra le comunità.
Il tuo esempio risvegli la fede,
mantenga forte la speranza
e ci consolidi nell’amore per Dio e i fratelli.
Coraggioso Apostolo del Vangelo,
che con il sangue del martirio
hai reso immortale la tua vita,
sii sostegno della nostra fedeltà
e custode della nostra gioia.
Spronaci, ti preghiamo,
a seguire le orme di Gesù Cristo,
Figlio della Vergine Maria,
che, con il Padre vive e regna
nell’unità dello Spirito Santo
per tutti i secoli dei secoli.
Amen

Io vi sono accanto con affetto,
+ Giovanni D’Ercole

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