Coronavirus: le diocesi invitano alla realtà

I numeri relativi all’epidemia da Coronavirus in Italia continuano a aumentare: sono risultate positive ai test due persone in Toscana e una turista di Bergamo in vacanza a Palermo.In base all’ultimo bollettino, sono 283 i casi accertati nel nostro Paese (contando anche i decessi e chi era malato ma è poi guarito): 212 nella sola Lombardia, più della metà nella cosiddetta ‘zona rossa’ del Lodigiano.

Di fronte a tale situazione, da non esasperare ulteriormente, la CEI ha invitato le diocesi a collaborare con le autorità italiane: “Come Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana avvertiamo il dovere di una piena collaborazione con le competenti Autorità dello Stato e delle Regioni per contenere il rischio  epidemico: la disponibilità, al riguardo, intende essere massima, nella ricezione delle disposizioni emanate”.

Inoltre i vescovi hanno invitato alla preghiera: “Nel contempo, come Chiesa che vive in Italia, rinnoviamo quotidianamente la preghiera elevata a Bari, nella celebrazione eucaristica presieduta dal Santo Padre a conclusione dell’incontro del Mediterraneo: preghiera di vicinanza a quanti sono colpiti dal virus e ai loro familiari; preghiera per medici e infermieri delle strutture sanitarie, chiamati ad affrontare in frontiera questa fase emergenziale; preghiera per chi ha la responsabilità di adottare misure precauzionali e restrittive”.

Infine i vescovi invitano a non perdere il senso della realtà: ”Ci impegniamo a fare la nostra parte per ridurre smarrimenti e paure, che spingerebbero a una sterile chiusura: questo è il tempo in cui ritrovare motivi di realismo, di fiducia e di speranza, che consentano di affrontare insieme questa difficile situazione”.

Di fronte a tale situazione le diocesi dell’Italia del nord hanno preso alcuni provvedimenti per far fronte all’emergenza causata dalla diffusione del coronavirus, chiedendo preghiere. Nella diocesi di Padova sono state sospese le celebrazioni pubbliche delle messe feriali e festive, incluse quelle del Mercoledì delle Ceneri, oltre a sacramenti, sacramentali, liturgie e le Via Crucis. Le disposizioni sono analoghe anche nella diocesi di Vicenza, dove mons. Beniamino Pizziol invita a “vivere questo momento di difficoltà con senso di responsabilità, senza cedere ad allarmismi e a paure ingiustificate”.

Differenti le misure disposte dalla diocesi di Cremona tra città e provincia. Nelle parrocchie della città di Cremona, sono state sospese le celebrazioni pubbliche dell’Eucaristia festiva e feriale e di tutte le iniziative comunitarie, oltre alla chiusura degli oratori. La celebrazione dei funerali è consentita invitando i familiari a circoscrivere la partecipazione ai soli parenti stretti.

Per le altre parrocchie della diocesi i parroci sono tenuti all’osservanza di tutte le disposizioni emanate dalle rispettive amministrazioni comunali, compresa l’eventuale sospensione della celebrazione pubblica della messa e delle attività negli oratori. Nelle chiese della diocesi in cui sarà possibile celebrarla, sono state disposte alcune misure igieniche di precauzione: eliminazione dell’acqua nelle acquasantiere, invito a ricevere la Comunione sulla mano, astensione dallo scambio del segno di pace.

Dalla diocesi di Cremona mons. Marco Busca ha scritto un messaggio affermando che il mercoledì delle ceneri sarà celebrato senza la presenza dei fedeli, dando disposizioni per le altre funzioni religiose fino al 1 marzo e sospensione di attività parrocchiali e restando le chiese aperte, mentre sabato celebrerà la prima domenica di Quaresima nel santuario dell’Incoronata:

“La scelta della cappella dell’Incoronata è dovuta al fatto che il popolo mantovano, nei tempi difficili e di calamità, ricorreva alla protezione della Vergine Incoronata quale Madre di misericordia. Come cristiani mantovani, compiremo questo gesto di comunione nella fede che desideriamo sia un segno per tutti gli uomini e le donne: nonostante le forti tendenze all’individualismo, i nostri destini sono tutti legati e il mondo è accomunato tanto nel soffrire quanto nel trovare le soluzioni per risollevarsi.

Impariamo l’arte di trarre il bene dal male e di trasformare l’esperienza della nostra vulnerabilità in una più forte coscienza della nostra solidarietà. A questo allude la ‘polvere’ del Mercoledì delle Ceneri. Non vivremo il gesto, ma possiamo ugualmente imparare la lezione della penitenza. La Quaresima sia per ciascuno il tempo propizio per lasciarsi toccare dalla Grazia e ‘contaminare’ il mondo con la novità del Vangelo”.

Con una lettera ai sacerdoti il vicario generale della diocesi di Novara, don Fausto Cossalter, chiede che “tutte le parrocchie sospendano fino al 1° marzo, tutte le attività del catechismo e le iniziative degli oratori”, ma non le messe. Quindi, l’invito ad assumere ‘comportamenti dettati dal buon senso’, l’astenersi dal ricevere la comunione sulla lingua, evitare di darsi il segno della pace durante le celebrazioni eucaristiche e non lasciare acqua benedetta nelle acquasantiere.

Nelle diocesi di Modena e di Carpi, mons. Erio Castellucci ha disposto la sospensione delle attività pastorali e delle celebrazioni, fino a sabato 29 febbraio. Nella diocesi di Bolzano-Bressanone con il Mercoledì delle Ceneri si rinnova nelle chiese il rito dell’imposizione delle ceneri sul capo che segna l’inizio della Quaresima, e mons. Ivo Muser presiede la celebrazione delle Ceneri  nel duomo di Bolzano.

Mentre nella diocesi di Forlì-Bertinoro mons. Livio Corazza, così come in altre diocesi, ha recepito le direttive delle autorità statali e regionali: “Il Mercoledì delle Ceneri, 26 febbraio, sono sospese tutte le celebrazioni. In sostituzione di esse i fedeli sono invitati ad un momento di preghiera e digiuno in ogni famiglia: siamo tutti uniti in preghiera!”. Si potrà seguire attraverso la tv e i social la messa che il vescovo celebrerà, alle 19.30, in cattedrale, a porte chiuse, con una rappresentanza ristretta di fedeli.

Nella diocesi di Venezia il settimanale ‘Gente Veneta’ (attraverso la sua pagina Facebook) e le emittenti televisive Antenna 3 e Rete Veneta (rispettivamente sui canali 13 e 18 del digitale terrestre) trasmetteranno in diretta le messe presiedute (in forma non pubblica) dal patriarca Francesco Moraglia in occasione del Mercoledì delle Ceneri e della prima domenica del tempo liturgico della Quaresima:

“In tal modo si intende venire incontro alle esigenze spirituali e garantire un prezioso servizio a tutti i fedeli dei territori veneti, offrendo loro l’opportunità di un tempo di preghiera e di meditazione (personale e familiare) reso comune dai mezzi televisivi e social, in considerazione del fatto che l’emergenza coronavirus attualmente in corso ha portato alla sospensione, in questi giorni, di tutte le celebrazioni pubbliche delle messe e degli altri riti normalmente previsti nel tempo liturgico che si sta vivendo”.

A Padova i frati francescani conventuali della basilica di Sant’Antonio celebreranno la santa messa delle 19 alla tomba del Santo a basilica chiusa e in diretta streaming web su santantonio.org: “La decisione è stata presa dai religiosi per continuare a dare conforto ai molti devoti e padovani che, a seguito dell’ordinanza di ministero della Salute e Regione Veneto, non potranno fino a domenica partecipare alle celebrazioni eucaristiche”.

Anche nella diocesi di Milano le celebrazioni eucaristiche, secondo le ordinanze regionali, sono state sospese, invitando a non chiudere le chiese rimangano aperte, invitando i fedeli a seguire le celebrazioni eucaristiche feriali sul portale della diocesi di Milano e, in video, su ChiesaTv (canale 195 del Digitale Terrestre).

E mons. Mario Delpini ha invocato la benedizione di Dio “su questa nostra terra e su tutte le terre del pianeta. In questo momento l’apprensione per sé e per i propri cari, forse persino il panico, si diffondono e contagiano il nostro vivere con maggior rapidità e con più gravi danni del contagio del virus.

Invoco la benedizione di Dio per tutti: la benedizione di Dio non è una assicurazione sulla vita, non è una parola magica che mette al riparo dai problemi e dai pericoli. La benedizione di Dio è una dichiarazione di alleanza: Dio è alleato del bene, è alleato di chi fa il bene. Invoco la benedizione di Dio sugli uomini di scienza e sui ricercatori”.

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