Querida Amazonia: lettera d’amore di papa Francesco

“Ho ascoltato gli interventi durante il Sinodo e ho letto con interesse i contributi dei circoli minori. Con questa Esortazione desidero esprimere le risonanze che ha provocato in me questo percorso di dialogo e discernimento. Non svilupperò qui tutte le questioni abbondantemente esposte nel Documento conclusivo. Non intendo né sostituirlo né ripeterlo. Desidero solo offrire un breve quadro di riflessione che incarni nella realtà amazzonica una sintesi di alcune grandi preoccupazioni che ho già manifestato nei miei documenti precedenti, affinché possa aiutare e orientare verso un’armoniosa, creativa e fruttuosa ricezione dell’intero cammino sinodale”.

Inizia in tal modo l’esortazione apostolica post sinodale sul sinodo panamazzonico, svoltosi nello scorso ottobre, di papa Francesco, specificando che essa non è una conclusione ed offrendo quattro ‘sogni’, quasi una lettera d’amore e richiamando la responsabilità della Chiesa: “Tutto ciò che la Chiesa offre deve incarnarsi in maniera originale in ciascun luogo del mondo, così che la Sposa di Cristo assuma volti multiformi che manifestino meglio l’inesauribile ricchezza della grazia. La predicazione deve incarnarsi, la spiritualità deve incarnarsi, le strutture della Chiesa devono incarnarsi. Per questo mi permetto umilmente, in questa breve Esortazione, di formulare quattro grandi sogni che l’Amazzonia mi ispira.

Sogno un’Amazzonia che lotti per i diritti dei più poveri, dei popoli originari, degli ultimi, dove la loro voce sia ascoltata e la loro dignità sia promossa. Sogno un’Amazzonia che difenda la ricchezza culturale che la distingue, dove risplende in forme tanto varie la bellezza umana. Sogno un’Amazzonia che custodisca gelosamente l’irresistibile bellezza naturale che l’adorna, la vita traboccante che riempie i suoi fiumi e le sue foreste. Sogno comunità cristiane capaci di impegnarsi e di incarnarsi in Amazzonia, fino al punto di donare alla Chiesa nuovi volti con tratti amazzonici”.

Presentandola nella sala stampa vaticana il card. Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, ha sottolineato il valore degli interventi del papa al Sinodo: “Non sono mancati durante la fase celebrativa del Sinodo alcuni interventi di Papa Francesco, che ha offerto significative riflessioni per la discussione sinodale.

Ad esempio, nel suo discorso di apertura dei lavori sinodali il Santo Padre ha sottolineato ‘quattro dimensioni: la dimensione pastorale, la dimensione culturale, la dimensione sociale e la dimensione ecologica’, che poi si vedono in qualche modo rispecchiate nel Documento finale. Esso, infatti (dopo un capitolo iniziale destinato alla conversione integrale) sviluppa il tema dei nuovi cammini in quattro capitoli, ognuno dei quali è dedicato a un tipo di conversione: conversione pastorale, conversione culturale, conversione ecologica e conversione sinodale”.

Ed ha ribadito il valore del suo discorso conclusivo, da cui prende le sembianze l’esortazione post sinodale: “Anche nel suo discorso di chiusura del Sinodo, il Santo Padre riprendeva i contenuti emersi nell’Assemblea collocandoli in quattro diagnosi: quella culturale, che include la inculturazione e l’interculturalità nei popoli amazzonici; quella ecologica, secondo una prospettiva integrale che va incontro alla denuncia della distruzione del creato, di cui l’Amazzonia è uno dei punti più importanti; quella sociale, che implica non solo lo sfruttamento della creazione ma anche delle persone insieme alla distruzione dell’identità culturale; e infine quella pastorale, la principale, poiché l’annuncio del Vangelo è urgente, ma ciò che è importante è che esso sia udito, assimilato e compreso dalle diverse culture in terra Amazzonica”.

Il card. Michael Czerny, sotto-segretario della sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e segretario speciale del Sinodo dei Vescovi per la Regione Panamazzonica, ha ribadito l’amore del papa per l’Amazzonia: “Una persona che ama non può fare a meno di parlare con passione della persona amata. In questo caso, l’amata Amazzonia ha ovviamente colpito il Papa ‘in tutto il suo splendore, il suo dramma, il suo mistero’, ma, allo stesso tempo la grande regione è segnata da sofferenza e distruzione fino ad arrivare alla disperazione”.

Quindi un amore che produce anche denunce per le ingiustizie: “L’effetto su papa Francesco fa pensare a quello di un artista che scopre una bellezza terribile e, stimolato a contemplare e a creare, ora comunica una nuova epifania di bellezza e sofferenza, di grande promessa e di grande pericolo. Così la sua affettuosa e premurosa lettera necessariamente include una forte denuncia di ingiustizie e molti avvertimenti di pericoli come pure inviti urgenti a condividere i suoi sogni e ad accoglierli”.

Perciò l’esortazione è un documento magisteriale: “Così, a parte l’autorità magisteriale formale, la presentazione ufficiale e l’incoraggiamento conferiscono al documento conclusivo una certa autorità morale. Ignorarla sarebbe una mancanza di obbedienza alla legittima autorità del Santo Padre, mentre trovare difficili alcuni punti non sarebbe considerata una mancanza di fede.

Essendo un Sinodo ‘speciale’ che si è concentrato su di una regione del mondo, il processo sinodale, il documento conclusivo e l’Esortazione Post-Sinodale ‘Querida Amazonia’ richiederanno comprensione creativa e comprensiva per le lezioni ivi contenute da applicare oltre l’Amazzonia. Esse toccano tutta la Chiesa e tutto il mondo, anche se non in modo non uniforme”.

Inoltre in collegamento-video dall’Amazzonia mons. David Martínez de Aguirre Guinea, vescovo del vicariato di Puerto Maldonado e segretario speciale del Sinodo dei Vescovi per la Regione Panamazzonica, ha ringraziato il papa per l’incoraggiamento offerto: “Il titolo è già un riflesso dei sentimenti del Papa che dimostra un profondo amore per questo particolare territorio e per il suo popolo. L’esortazione è un poema di amore proclamato alla Chiesa universale e a tutte le persone di buona volontà. Un poema che piange per i crimini e le ingiustizie e che prova meraviglia contemplando la bellezza di queste giungle e dei suoi abitanti.

Il Papa ancora una volta ci offre un obiettivo. Vuole essere luce in un percorso che continua. L’esortazione, che è integrata dal documento postsinodale, genera processi. Incoraggia a superare le tensioni e continua a cercare nuovi modi di consenso per incontrare Cristo che ci fa sognare il suo Regno presente nel sociale, nelle culture, nell’ecologia e nella Chiesa”.

L’esortazione post sinodale si conclude con l’invocazione alla Madre di Dio, esortando tutti a ‘trasformare la realtà’: “Dopo aver condiviso alcuni sogni, esorto tutti a procedere su vie concrete che permettano di trasformare la realtà dell’Amazzonia e di liberarla dai mali che la affliggono. Ora eleviamo lo sguardo a Maria. La Madre che Cristo ci ha lasciato, pur essendo l’unica Madre di tutti, si manifesta in Amazzonia in diversi modi”.

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