Papa: le fiere possono mostrare la bellezza delle culture

Papa Francesco ha incontrato in Vaticano i partecipanti al Summit dell’Unione delle fiere internazionali, in programma fino a domani a Roma, il più importante incontro per l’industria fieristica a livello mondiale. A questo evento partecipano amministratori delegati e presidenti dei più importanti enti organizzatori di fiere ed eventi del mondo. Secondo recenti stime, oltre 4.500.000 aziende hanno preso parte a fiere nel 2018. I visitatori sono stati almeno 303.000.000, generando un impatto economico pari ad € 275.000.000.000 ed hanno contribuito per € 167.200.000.000 sul Pil mondiale.

Nel saluto iniziale il papa ha sottolineato il significato di sviluppo integrale: “Voi potete essere giustamente orgogliosi delle vostre iniziative quando generano una più solida consapevolezza al servizio del bene comune e dello sviluppo integrale. Nel nostro mondo sempre più ‘ravvicinato’, diventiamo via via più consapevoli che i diversi aspetti della nostra vita e delle nostre attività (compresi quelli sociali, culturali ed ecologici) sono tra loro strettamente correlati”.

Ed ha richiamato l’attenzione all’aspetto ecologico delle fiere: “Questa interconnessione ha ispirato, in ambito aziendale, l’istituzione di assetti ambientali, sociali e di governance che possano guidare e valutare l’impatto complessivo delle attività economiche e commerciali. Nel caso del vostro campo professionale, si è riscontrato che fiere ed esposizioni non solo hanno effetti positivi sulle economie regionali e sui mercati del lavoro, ma offrono anche opportunità significative per mostrare al mondo intero la ricca diversità e bellezza delle culture e degli ecosistemi locali”.

Per il papa le fiere contribuiscono aa arricchire l’incontro tra civiltà ed all’inclusione: “In modo particolare, le esposizioni internazionali contribuiscono alla crescita di una cultura dell’incontro, che rafforza i legami di solidarietà e favorisce l’arricchimento reciproco tra i membri della famiglia umana. Il vostro lavoro ha quindi una dimensione che lo trascende.

Come servizio al bene comune, dovrebbe promuovere l’inclusione, la cura della casa comune e lo sviluppo integrale di individui e popoli. Queste preoccupazioni etiche non sono secondarie, ma essenziali per costruire un’economia in cui i rendimenti finanziari non rappresentano l’unica variabile per misurare il successo”.

Ed ha sottolineato il bisogno di cooperazione per sostenere l’economia locale: “L’esperienza vi ha insegnato che, nella preparazione e realizzazione delle fiere, tutti gli elementi costitutivi devono concorrere in modo armonico, dagli attori umani ai materiali di costruzione e all’illuminazione, agli impianti e alla gestione dei rifiuti.

Quanto maggiore è la cooperazione a livello locale e internazionale, tanto più crescono le possibilità di successo, sia sul piano economico sia su quello umano. Le fiere che sostengono l’economia del territorio, coinvolgono la sua forza-lavoro, danno valore e rilevanza alla sua cultura e rispettano scrupolosamente la sua ecologia umana e ambientale, alla fine avranno più successo e rinomanza. Avranno un impatto positivo e un’attrattiva sia localmente che globalmente”.

Ed ha concluso l’incontro invitando i partecipanti a creare buone relazioni umane: “Per la natura stessa di un’esposizione su larga scala, è necessaria una complessa rete di operatori, che attinga a una vasta gamma di organizzatori, autorità locali, operai, industrie commerciali, enti civili, e così via.

Nonostante le molte difficoltà che possono sorgere nel corso della preparazione e realizzazione delle fiere e delle esposizioni che rientrano nella vostra competenza specifica, questi eventi sono in grado di creare una rete di buone relazioni umane, capaci di durare ben oltre l’evento stesso. Voi potete essere giustamente orgogliosi delle vostre iniziative, quando generano una più solida consapevolezza al servizio del bene comune e dello sviluppo integrale”.

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