“Accorgendosi quivi più le sue gherminella non aver luogo” (Boccaccio)

Scorrendo i newsfeed di Twitter e trovare entro 10’’ un tweet che parla di “gherminella”, vuol dire di aver trovato la parola del giorno di oggi e dopo andare a dormire.
Il sostantivo femminile “gherminella” forse deriva da “ghermire” nel senso figurato d’ingannare. Il Gran Vocabolario Italiano di Mantova cita l’ebraico ghuarama (astuzia), ghuaram (agire con astuzia). Altre, e con questi il Caix, pensa molto a proposito all’antico tedesco carminot, garminot, kerminot – formula magica, incantagione – che sta accanto al verbo carminon, garminon, germinon, che dicesi procedere da carminare (incantare), confrontando la voce ingiarmare, sinonimo del milanese ingermà, che sta per ingannare e trae dal francese chaermer (incantare). Quindi, in origine significava gioco di destrezza, che richiede una grande agilità di mano, consistente nel far sparire e riapparire una cordicella dentro e fuori di una bacchetta cava tenuta tra le mani.
In senso figurativo, solo oggi in uso, osserva il Treccani, significa inganno compiuto con sveltezza e astuzia. Sinonimo di frode, raggiro, truffa, baratteria, astuzia.
“Accorgendosi quivi più le sue gherminella non aver luogo”, sapeva già Boccaccio. Come alle gherminelle assistiamo giorno dopo giorno, anche se non sempre vengono eseguita con abilità, senno si potrebbe anche togliersi il cappello. Ma si sa, anche nel Òpira dî Pupi ci sono pupari bravi e scarsi, come ci sono pupi con carattere e pupi che pensano di essere furbi e astuti, ma che fanno solo ridere. E qui, anche un senso avrebbero, visto che siamo in un teatro. Anche perché, in senso attenuato, per estensione, “gherminella” è sinonimo di birichinata, birbonata, bricconata, marachella, monelleria: quel ragazzo ha certamente combinato una delle sue solite gherminelle. Ed è quello che fanno i miei gatti, Seville (apertamente) e Chanel (di nascosta).

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