La Chiesa italiana guarda alla realtà

A Roma si sono conclusi i lavori del Consiglio episcopale permanente, aperti lunedì dalla prolusione del card. Gualtiero Bassetti, presidente della CEI, in cui è stato ribadito l’adesione della Chiesa italiana alla ‘Domenica della Parola di Dio’, che si celebra domenica 26 gennaio.

In conferenza stampa mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei, ha sottolineato la preoccupazione dei vescovi per l’Italia: “Non possiamo vivere in un costante clima di campagna elettorale… Serve una cultura della responsabilità, come presidio di libertà e di attenzione ai principi fondamentali della nostra Costituzione. Pensare al bene comune significa pensare a come ridurre il clima di conflittualità che dura ormai da troppi anni”.

Per quanto riguarda invece la ‘protezione dei minori’ l’arcivescovo di Ravenna-Cervia, mons. Lorenzo Ghizzoni, presidente del Servizio nazionale per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili nella Chiesa, ha fatto il punto sul primo anno di lavoro del Servizio: “A metà del 2019 abbiamo pubblicato le linee guida approvate dall’Assemblea dei vescovi. E da quel momento tutte le 16 regioni ecclesiastiche italiane hanno scelto un vescovo incaricato e un coordinatore regionale (questi ultimi sono 11 sacerdoti e cinque donne) che faranno crescere quelli che abbiamo chiamato i referenti diocesi.

Negli ultimi sei mesi tutte le diocesi hanno nominato un proprio referente che svolgeranno un compito soprattutto di prevenzione, di educazione e di informazione su un reato che per noi è anche un peccato gravissimo sul quale c’è bisogno di far conoscere alla gente, ai nostri educatori, agli operatori pastorali la gravità delle ferite che vengono provocate da questi comportamenti. E poi si occuperanno di tutte le misure di prevenzione, di messa in sicurezza degli ambienti, di scelta dei collaboratori, dei volontari”.

Nel documento finale i vescovi hanno sottolineato il valore del documento di base della catechesi: “Questo è il tempo della speranza. Su un terreno fertile il nuovo deve ancora compiersi, a volte a fatica, ma, pur nelle sue criticità, questo è senz’altro il tempo della speranza. A partire da questa certezza i membri del Consiglio Permanente hanno ripreso e approfondito l’Introduzione proposta dal Cardinale Presidente in apertura dei lavori.

E’ stato condiviso, innanzitutto, il richiamo a riscoprire ‘la centralità della Parola’ e ‘l’appartenenza alla Parola’: è il fulcro del Documento di base (‘Il rinnovamento della catechesi’) pubblicato 50 anni fa (il 2 febbraio 1970) sotto la spinta del Concilio Vaticano II.

Proprio come allora, anche oggi bisogna osare e scommettere sul rinnovamento, non restando imprigionati in quella che papa Francesco denuncia come la logica velenosa del ‘si è sempre fatto così’. Rinnovarsi è anche far sentire partecipe la nostra gente di tale processo. La sinodalità, che può assumere varie declinazioni e modalità attuative, è la strada da percorrere. L’invito, allora, è a rileggere il Documento di base alla luce della sinodalità e della missionarietà cui chiama il Santo Padre”.

I lavori del Consiglio Permanente si sono concentrati sull’esame della bozza degli Orientamenti pastorali per il quinquennio 2020-2025: “A fare da sfondo al testo è l’Esortazione apostolica ‘Evangelii gaudium’ di papa Francesco: accogliere e condividere la gioia del Vangelo è il dono e la missione da vivere nella comunione della Chiesa.

Per valorizzare meglio le sfide a cui sono chiamati gli italiani i vescovi vogliono ‘collaborare’ al bene della Nazione: “L’incontro con il Vangelo, infatti, arricchisce reciprocamente e vede i credenti portare il loro contributo nell’ambito della cultura e della cittadinanza, sostenuti da quell’impegno educativo (al centro di questo decennio) tutt’altro che finito”.

Inoltre i vescovi hanno sottolineato anche il cammino compiuto dalla Chiesa in Italia dal dopo-Concilio ad oggi: “Gli Orientamenti ruotino attorno ad alcune scelte prioritarie, con sinteticità e incisività. Soprattutto, è decisivo l’uso di un linguaggio narrativo, che tenga conto dei destinatari del documento. E’ necessario poi trovare strumenti e metodi per ‘graffiare’ la realtà, coinvolgere maggiormente laici e religiosi e offrire prospettive comuni che sostengano il cammino delle Diocesi, con l’offerta di proposte e percorsi pastorali”. 

In questo senso la Chiesa italiana La Chiesa italiana è al lavoro in vista di importanti appuntamenti, quali l’Incontro del Mediterraneo a Bari, dal 19 al 23 febbraio 2020, alle Settimane Sociali a Taranto dal 4 al 7 febbraio 2021 fino al Congresso Eucaristico a Matera dal 16 al 19 settembre 2021 con uno sguardo di preparazione al Giubileo del 2025.

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