Dopo il linciaggio mediatico, con feroci insulti, virulente polemiche e squallide diffamazioni, nessuno della ciurma dei pasdaran chiederà scusa

“(…) i veleni di queste settimane non si cancellano e il fango gettato soprattutto sul cardinale Sarah lascerà il segno. E si può stare certi che nessuno chiederà scusa – anzi, eviteranno anche di dare la notizia con rilievo – per quel che è accaduto. In secondo luogo, la vicenda – come abbiamo già detto – è sembrata ubbidire a una regia che aveva tutto l’interesse a creare un polverone sul nulla per poter oscurare il contenuto del libro (…)” (Riccardo Cascioli).

Dopo la pubblicazione del mio articolo di ieria seguito dell’annuncio dell’Editrice Cantagalli, che il libro “Dal profondo del nostro cuore” in italiano uscirà come previsto il 30 gennaio 2020, con solo un cambiamento (formale) nella copertina (come lo sarà per tutte le edizioni future), sostituendo “Robert Sarah-Benedetto XVI” con “Robert Sarah con Joseph Ratzinger/Benedetto XVI” – ho lette i contributi di Riccardo Cascioli su La Nuova Bussola Quotidiana (“Sarah e Benedetto XVI, il libro esce. Testi e firme confermate”) di ieri, 22 gennaio 2020 e di Marco Tosatti su Stilum Curiae (”Il libro di BXVI sul celibato esce con le due firme, anzi, tre”) di oggi, 23 gennaio 2020, che aggiungono ulteriori dettagli e informazioni di retroscena dei giorni e giorni di linciaggio mediatico, con feroci insulti, minacce e intimidazioni, virulente polemiche e squallide diffamazioni, a seguito delle anticipazioni di Le Figaro sull’uscita del libro sul sacerdozio, a difesa del celibato sacerdotale e sulla sua importanza fondamentale per la vita della Chiesa, a doppia firma del Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, il Cardinale Robert Sarah e del Papa emerito Benedetto XVI.

Rileva Cascioli: “Le polemiche sono state particolarmente virulente dai soliti settori del mondo cattolico, dai ‘guardiani della Rivoluzione’ e dagli ‘intellettuali’ catto-progressisti, che non si sono certo risparmiati negli insulti durissimi contro il cardinale Sarah e nella richiesta di mettere la museruola al Papa emerito. Si è arrivati a vette di menzogna forse mai raggiunte prima, particolarmente gravi quando si consideri che perfino il quotidiano dei vescovi italiani, Avvenire, ha messo in bocca a Benedetto XVI (15 gennaio) affermazioni che non ha mai fatto né che si potevano desumere dalle comunque infelici parole di Gänswein: ‘Benedetto: sul celibato non firmo il libro di Sarah – «Mai autorizzata l’apposizione, né condivise premessa e conclusioni»’. A riprova del comune sentire del cardinale Sarah con il papa emerito, nel comunicato Cantagalli sottolinea che: «Si tratta di un volume dall’alto valore teologico, biblico, spirituale ed umano, garantito dallo spessore degli autori e dalla loro volontà di mettere a disposizione di tutti il frutto delle loro rispettive riflessioni, manifestando il loro amore per la Chiesa, per Sua Santità Papa Francesco e per tutta l’umanità». Dunque: il libro esce anche in italiano, la verità è ristabilita. Si potrebbe dire tutto è bene quel che finisce bene. Però non è proprio così. Anzitutto perché i veleni di queste settimane non si cancellano e il fango gettato soprattutto sul cardinale Sarah lascerà il segno. E si può stare certi che nessuno chiederà scusa – anzi, eviteranno anche di dare la notizia con rilievo – per quel che è accaduto. In secondo luogo, la vicenda – come abbiamo già detto – è sembrata ubbidire a una regia che aveva tutto l’interesse a creare un polverone sul nulla per poter oscurare il contenuto del libro, certamente molto sgradito a chi sta cercando di rivoltare la dottrina della Chiesa attaccando il celibato sacerdotale. Obiettivo, purtroppo, che è in qualche modo riuscito”.

Quindi, alla fine, ieri il comunicato di Cantagalli ha confermato, che il libro esce in Italia (come anche negli altri Paesi) con la firma di entrambi gli autori: “Robert Sarah con Joseph Ratzinger/Benedetto XVI”. Scrive Cascioli: “Dunque nessun ritiro della firma, come il segretario di Benedetto, monsignor Georg Gänswein, aveva dichiarato alle agenzie di stampa dopo che erano uscite indiscrezioni sul fatto che Benedetto XVI era all’oscuro del progetto del libro. Da lì si era scatenato un vero e proprio linciaggio mediatico del cardinale Sarah ma anche la solita campagna contro il Papa emerito. (…) Dunque la verità è ristabilita, ma resta la ferita di un linciaggio mediatico ai danni del cardinale Sarah e del papa emerito, a cui nessuno – si può stare certi – chiederà scusa. E c’è anche il “giallo” di un comunicato firmato da Benedetto XVI e Sarah venerdì scorso: avrebbe dovuto essere pubblicato dalla Segreteria di Stato ma se ne sono perse le tracce. (…) L’aggiunta del nome al secolo – Joseph Ratzinger – vuole in qualche modo togliere ai nemici dichiarati di Benedetto XVI il pretestuoso argomento di un testo scritto da “anti-papa”, ma chiunque legga il contenuto di questo libro deve onestamente ammettere che lo spirito con cui è scritto è quello di un contributo alla Verità, non di una schermaglia ideologica o di potere. E l’aggiunta della preposizione “con” nella firma meglio chiarisce ciò che è spiegato nella nota dell’editore che accompagna l’edizione. Cioè il libro si compone di un saggio di Benedetto XVI, un altro del cardinale Sarah (entrambi sono già stati spiegati dalla Nuova Bussola Quotidiana, qui e qui), quindi un’introduzione e una conclusione scritte fisicamente da Sarah ma «lette e condivise» da Benedetto XVI. Esattamente ciò che era già stato spiegato fin dall’inizio, ma che è stato ignorato per dare vita a «incessanti, nauseabonde e menzognere polemiche», come le ha definite alcuni giorni fa il cardinale Sarah”.

Austen Ivereigh: “Reports on emeritus pope’s condition these past months concur: he is conscious for barely half an hour at a time. Yet he has insisted on loyalty. If he is giving views that undermine Francis it means he is being manipulated by the usual unscrupelous courtiers. #elderabuse” (Rapporti sulla condizione del papa emerito negli ultimi mesi concordano: è cosciente per appena mezz’ora alla volta. Eppure ha insistito sulla lealtà. Se sta dando opinioni che minano Francesco, significa che viene manipolato dai soliti cortigiani senza scrupoli. #elderabuse abuso di anziani).

Commenta Tosatti: “Finisce una vicenda che ha messo a nudo, se mai ce ne fosse bisogno, il livello infimo di una corte di giornalisti e faccendieri dell’informazione che circonda la corte Pontificia; che hanno fatto campagna sin dal primo istante sostenendo che Benedetto XVI era stato ingannato, gli era stata carpita la fiducia e la firma e via infamando (è d’obbligo ricordare l’hashtag #elderabuse abuso di anziani, di Austen Ivereigh; un monumento al livore e alla bassezza). Ma tutto il resto dell’armata di bravi non si è tirata indietro, con maggior o minor stile, a seconda del ruolo e del carattere; e così assistiamo oggi su twitter alla marcia indietro seccata di un fan bergoglista su un grande giornale che se la prende con l’entourage del papa emerito (leggi: Gänswein) per aver scritto che Benedetto XVI ritirava la firma. Che invece campeggia, grande come la vita, sul frontespizio del libro.
Dobbiamo dire che la fine di questa vicenda che sarebbe comica, ahimè per la Chiesa, se non fosse tragica, doppio ahimè per la Chiesa, appare quasi ridicola. Quindi il libro è stato scritto da Robert Sarah CON Joseph Ratzinger/Benedetto XVI. I fini diplomatici della Segreteria di Stato e della Corte forse non si sono resi conto che l’uso del doppio nome rafforza, non indebolisce la presenza del papa ahimè emerito.
E, in buona sostanza, costituisce una clamorosa sconfitta. Già, perché allora è vero che Benedetto XVI ha scritto un lungo documento contro l’ipotesi – imminente nell’esortazione apostolica sull’Amazzonia – di indebolire il celibato, aprendo la strada a Germania Olanda, Belgio, Francia e chi più ne ha più ne metta. È vero che Benedetto XVI ancora c’è, lucido, vivo anche se fragile, e in grado, quando la situazione a suo giudizio diventa pericolosa per la Chiesa e la Fede, di dire una parola pesante e importante. (…) questo libro, nella sua limpidezza, ha scoperto il giochino, sempre lo stesso, di un regime che non ama camminare nella luce, e cerca di contrabbandare cambiamenti epocali come eccezioni limitate nello spazio – non nel tempo…-, la punta sottile del cuneo destinato a scardinare la Chiesa. Resta la curiosità di sapere che cosa fosse scritto nel comunicato – scritto anch’esso a quattro mani – da Benedetto XVI e Robert Sarah, di cui parla Cascioli, e arenato in qualche luogo della Terza Loggia…”.

Qui stiamo di fronte ad un mistero, come rileva Cascioli, facendo la cronistoria dal 17 al 20 gennaio 2020: “Dopo giorni di feroci polemiche, venerdì 17 il cardinale Sarah si è recato alle 18 a Mater Ecclesiae, residenza di papa Benedetto XVI. È stato un incontro chiarificatore di cui ha dato notizia lo stesso Sarah con alcuni tweet: «A causa delle incessanti, nauseabonde e false controversie che non si sono mai fermate dall’inizio della settimana, riguardanti il libro Dal profondo dei nostri cuori, ho incontrato il papa emerito Benedetto XVI questa sera», ha scritto il cardinale guineano, che poi prosegue: «Con il papa emerito Benedetto XVI abbiamo potuto constatare come non ci siano fraintendimenti tra di noi. Sono uscito da questo bell’incontro molto felice, pieno di pace e di coraggio». Seguono poi i ringraziamenti all’editore francese per il lavoro svolto. L’incontro e il clima concorde che lo ha caratterizzato non sono stati smentiti da nessuno, ma l’annuncio via tweet del cardinale Sarah sembrava preannunciare qualcosa che attestasse una volta per tutte questa unità di intenti. In effetti sappiamo che da quell’incontro era uscito un comunicato congiunto, firmato da Benedetto XVI e dal cardinale Sarah, teso a confermare la doppia paternità del libro e mettere fine al linciaggio mediatico dei due. Per evitare ulteriori frizioni si era stabilito di consegnare questo comunicato alla Segreteria di Stato per la pubblicazione, che sarebbe dovuta accadere non più tardi di lunedì 20. Del comunicato però si sono perse le tracce: censurato dalla Segreteria di Stato? Rimasto nella borsa di mons. Gänswein o di qualche altro funzionario? Non è dato sapere. Però rimane la sgradevole impressione che si voglia fare di tutto per impedire che emerga con chiarezza la totale sintonia di Benedetto XVI e del cardinale Sarah in materia di sacerdozio, celibato e non solo”.

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