Il card. Bassetti invita i vescovi a stare vicino al popolo

“Sappiamo per esperienza che, quando le persone, in particolare i giovani, incontrano la Parola, ne ricavano una ricchezza inenarrabile, che conduce a scelte di vita donata nelle forme più diverse. Nasce da questa convinzione la nostra adesione alla scelta del Santo Padre di istituire la Domenica della Parola di Dio: la celebreremo per la prima volta domenica prossima, 26 gennaio”.

Il presidente della  Cei, card. Gualtiero Bassetti, introducendo la sessione invernale del Consiglio permanente della Cei, ha ripreso una delle frasi chiave del discorso del Papa alla Curia Romana del 21 dicembre scorso, per sviluppare un ampio approfondimento sulla crisi di fede dell’Occidente. E ha fatto appello a riprendere in mano la Scrittura e ‘riscoprirne la centralità’ come ‘condizione per dirsi e diventare cristiani’, dichiarando la piena adesione della Cei alla Giornata della Parola che si celebrerà per la prima volta domenica 26 gennaio prossimo.

Alla luce di queste notazioni ha sottolineato la necessità di essere nella storia: “In un tale contesto  pluralistico, che spesso finisce per considerare irrilevante la fede, sorgono le posizioni più diverse: ecco le reazioni esasperate di chi fatica ad accettare questa stagione ed ha quasi bisogno di prenderne le distanze, invocando un impossibile ritorno indietro delle lancette della storia; ci sono,   poi, le scorciatoie di quanti considerano ineluttabile la secolarizzazione della società: anche fra quanti si riconoscono cattolici, prevale spesso una religiosità debole, per cui del magistero ecclesiale si accetta solo ciò che è in sintonia con il proprio stile di vita.

Mentre si riduce lo spazio d’incidenza delle istituzioni, tra cui la Chiesa,viene avanti anche una solitudine diffusa, che accompagna tante persone, le quali si sentono prive di riferimenti culturali e  di alleanze educative su cui contare”.

Quindi ha fatto riferimento anche ad alcuni temi di attualità sociale, invitando alla responsabilità: “Non possiamo né vogliamo rigettare la responsabilità di lasciarci interpellare da queste situazioni,  che richiedono innanzitutto fra noi un profondo cambiamento di mentalità. Intendiamo assumere questo impegno anche con gli Orientamenti  pastorali che nei prossimi mesi metteremo a punto insieme.

In continuità ideale  con il cammino educativo che ha attraversato il decennio, vogliamo farci missionari, portatori appassionati della proposta cristiana, convinti come siamo che l’incontro con il Signore Gesù rimane la risposta alle attese e alle domande di vita che albergano nel cuore; un incontro che diventa pieno quando suscita l’esperienza liberante della fraternità”.

Alla luce della Parola di Dio si rinnova la pastorale, secondo le indicazioni dell’esortazione pastorale ‘Evangelii Gaudium’: “Non rinnoveremo la nostra pastorale se non  richiamandoci alla Parola… E’ questa la condizione per esserne a propria volta annunciatori, capaci di viverla nel quotidiano e di testimoniarla con gioia.

Nessuno, del resto, aprirà la porta del proprio cuore ad ‘evangelizzatori tristi e scoraggiati, impazienti e ansiosi’: la gente è già carica di tante preoccupazioni quotidiane: figli che non nascono, figli che stentano a trovare un lavoro dignitoso, figli che prendono la strada dell’estero; e, ancora, le tante preoccupazioni e difficoltà che, in un modo o nell’altro, segnano ogni famiglia, negli affetti coniugali,  nelle  relazioni  tra  generazioni,  nella  cura  prestata  ad  anziani,  disabili  e  non autosufficienti; una cura tanto più impegnativa laddove si misura con la penuria di servizi socio-sanitari sul territorio”.

Quindi il card. Bassetti ha invitato i vescovi a stare nel popolo, chiedendo al governo politiche economiche per la famiglia: “E’ a questa gente che vogliamo tornare a rivolgerci con disponibilità, in spirito di semplicità e di condivisione.

Da questa prospettiva, guardiamo con attenzione all’istituzione, con la Legge di bilancio, di un Fondo relativo all’assegno universale e ai servizi alla famiglia: vi riconosciamo una visione circa il valore sociale assicurato dalla famiglia, un passo rispetto alla libertà di scelta dei genitori sull’educazione dei figli, un percorso che incentiva i giovani nell’avvio di un’attività professionale e un tentativo di armonizzare l’esperienza delle genitorialità  con  quella lavorativa.

Il sostegno alla famiglia richiede politiche affidabili e continuative, che finalmente introducano sgravi fiscali proporzionati al numero dei figli. Per il bene di tutti, chiediamo che le forze politiche, insieme alle parti sociali, sappiano davvero investire sulla famiglia, riportandola nello spazio pubblico, quale luogo decisivo da cui far ripartire il Paese”.

Infine un richiamo al prossimo incontro sul Mediterraneo, che si svolgerà a Bari: “Vuol essere l’occasione per dare risonanza, dalle diverse sponde del Mare, a quanto accade e poter avviare un  processo di visioni condivise e collaborazioni fattive… La guerra, in più punti del Mediterraneo, è l’esito di scelte miopi e interessate, dalle quali non sono estranee nuove logiche coloniali, avanzate  dalle grandi potenze”. 

Concludendo la prolusione ha ringraziato i catechisti per il lavoro di evangelizzazione che svolgono: “Educano a uno sguardo evangelico e a un’esperienza ecclesiale, che integra la vita; lo fanno valorizzando le Sacre Scritture, la Tradizione viva, la bellezza della liturgia e quella del creato. A 50 anni esatti dalla pubblicazione del Documento di base(era il 2 febbraio 1970) proprio la fedeltà alle intuizioni e alle indicazioni che ci ha offerto, esige oggi scelte pastorali e itinerari formativi nuovi”.

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