Appello di Mons. Léonard al Papa e ai vescovi affinché non si tocchi il celibato sacerdotale

L’Arcivescovo emerito di Mechelen-Brussel, Mons. André Léonard, ha reso noto tramite L’Homme Nouveau un appello fraterno rivolto a tutti i vescovi che pensano come lui di esprimere la loro ferma posizione, e naturalmente al Santo Padre in primis, affinché non si tocchi il celibato per i sacerdoti cattolici di rito latino. Mons. Léonard dà il suo pieno appoggio al libro scritto da Benedetto XVI e Cardinale Robert Sarah, intorno al quale si è accesa una fortissima polemica.
Innanzitutto, Mons, Léonard ribadisce che, come arcivescovo emerito di Mechelen-Brussel, si astiene da qualsiasi interferenza nel governo delle diocesi (Namur e Mechelen-Brussel) di cui era pastore. Afferma che come vescovo però può esprimere convinzioni dottrinali o pastorali e che anche un papa emerito può allo stesso modo collaborare legittimamente in un libro progettato da un cardinale e, in consultazione con lui, esprimere le sue convinzioni teologiche e pastorali, senza venir meno al suo dovere di discrezione. La posizione del papa emerito non ha autorità magistrale, rileva Mons. Léonard, ma la sua parola ha comunque un peso enorme.
Inoltre, Mons. Léonard sottolinea che il libro progettato dal Cardinale Sarah non è in alcun modo un “attacco” contro Papa Francesco. Benedetto XVI, proprio come il cardinale non critica il suo successore, e neanche suo appello è da intendere come un “attacco” contro il Papa. E aggiunge: “Il Papa non deve mai essere ‘attaccato’. Al contrario, bisogna sempre rispettare la sua persona e la sua missione. Ma a volte è necessario ed è sempre lecito ‘supplicare’ e chiedere ‘chiarimenti'”.
Infine, Mons. Léonard si esprime su alcune “ambiguità” recenti.

Segue l’appello di Mons. Léonard nella versione originale francese da L’Homme Nouveau, preceduta dalla traduzione italiana da Stilum Curiae.

L’appello di Mons. Léonard ai suoi fratelli vescovi:
Unitevi alla supplica del Cardinale Sarah
approvata da Benedetto XVI
L’Homme Nouveau, 17 gennaio 2020
Mons. Léonard, arcivescovo emerito di Mechelen-Brussel, “concorda pienamente con l’appello che il cardinale Sarah, in stretta consultazione con Benedetto XVI, rivolge al Sommo Pontefice”. Chiede fraternamente a tutti i vescovi che pensano come lui di esprimere con fermezza la loro posizione: che non si aprano breccia nel celibato ecclesiastico. “Abbiamo grande speranza di essere ascoltati”.


Come arcivescovo emerito di Mechelen-Brussel, mi astengo da qualsiasi interferenza nel governo delle diocesi di cui ero pastore, Namur e Brussel. Ma rimango un vescovo e, in quanto tale, posso esprimere convinzioni dottrinali o pastorali, anche se forse divergono dall’una o dall’altra posizione dei miei ex colleghi di lavoro.
Anche se la cosa è nuova e di impatto infinitamente più elevato, un papa emerito, in questo caso Benedetto XVI, può allo stesso modo collaborare legittimamente in un libro progettato da un cardinale e, in consultazione con lui, esprimere le sue convinzioni teologiche e pastorali, senza venir meno al suo dovere di discrezione. Non si esprime necessariamente più lì come successore di Pietro e la sua posizione non ha autorità magistrale. Ma la sua parola ha comunque un peso enorme.
Il suo contributo attivo al libro progettato dal Cardinale Sarah non è in alcun modo un “attacco” contro papa Francesco. Benedetto XVI, proprio come il cardinale non critica il suo successore. Gli hanno rivolto una “supplica” in uno spirito filiale, senza togliere nulla alla loro obbedienza all’attuale papa. Esattamente come quattro cardinali avevano rivolto a Papa Francesco la richiesta filiale di dissipare la loro “dubia”, i loro “dubbi”, le loro perplessità, riguardo ad alcuni ambigui aspetti del capitolo VIII dell’Esortazione “Amoris laetitia”, vale a dire quelli che toccano l’indissolubilità di un matrimonio sacramentale valido, con le sue ripercussioni sull’accesso ai sacramenti della riconciliazione e della comunione eucaristica quando ci si trova in una situazione permanente di convivenza coniugale con un partner che non è il proprio coniuge “Nel Signore”.
Altre ambiguità sono sorte in seguito. È perfettamente pertinente rispondere alla domanda di un giornalista affermando in sostanza: “Se una persona omosessuale cerca sinceramente di fare la volontà di Dio, chi sono io per giudicarlo? “. Tuttavia, poiché non è chiaro quale sia questa volontà di Dio e quali siano le conseguenze morali, l’opinione pubblica apprende erroneamente da questa ambigua risposta che le pratiche omosessuali sono ora legittimate dalla Chiesa cattolica. Ciò non è vero.
Allo stesso modo, quando firmiamo una dichiarazione congiunta, con un alto funzionario dell’Islam, che suggerisce che la diversità delle religioni corrisponde alla “volontà” di Dio, non è sufficiente correggere per via orale l’ambiguità di questa formulazione (mentre il testo pubblicato rimane invariato) dicendo che Dio semplicemente “permette” questa diversità. È anche necessario sottolineare in maniera positiva che il dialogo interreligioso non può minare l’assoluta unicità della rivelazione cristiana, in cui il Dio Unico e Trinitario ci offre il suo amore salvifico nella persona di Gesù. Questo non ci impedisce di salutare “semina Verbi” (“semi” della Parola di Dio “), e neppure” reliquia Verbi “(” resti “della Parola) in religioni diverse dal Giudeo-Cristianesimo.
Altre ambiguità sono state introdotte nel recente Sinodo sull’Amazzonia, in particolare per quanto riguarda una certa venerazione della “Pachamama”, della Madre Terra. Ma, su questo punto, dobbiamo aspettare la pubblicazione dell’Esortazione post-sinodale. Possiamo sperare che il nostro Papa Francesco dissipi le ambiguità di questo Sinodo lì.
Una di queste ambiguità riguardava proprio la questione del celibato sacerdotale nella Chiesa cattolica latina. A questo proposito, in comunione con molti altri vescovi, che invito fraternamente a esprimere anche la loro ferma posizione, concordo pienamente con l’appello che il cardinale Sarah, in stretta consultazione con Benedetto XVI, rivolge al Sovrano Pontefice. Abbiamo grande speranza di essere ascoltati, perché Papa Francesco ha chiaramente dichiarato il suo attaccamento al celibato sacerdotale nella Chiesa latina. Ma tuttavia prevedendo le eccezioni … che purtroppo, come in altre questioni, sono rapidamente universalizzate!
Il motivo espresso nel libro in questione è quindi urgentemente attuale e perfettamente legittimo. Il Papa non deve mai essere “attaccato”. Al contrario, bisogna sempre rispettare la sua persona e la sua missione. Ma a volte è necessario ed è sempre lecito “supplicare” e chiedere “chiarimenti”. Cosa che facciamo.
+ André LÉONARD, Arcivescovo emerito di Mechelen-Brussel.

L’appel de Mgr Léonard a ses frères évêques:
Rejoindre la supplique du cardinal Sarah
approuvée par Benoît XVI
L’Homme Nouveau, 17 janvier 2020
Mgr Léonard, archevêque émérite de Malines-Bruxelles, «rejoin[t] entièrement la supplique que le cardinal Sarah, en étroite concertation avec Benoît XVI, adresse au Souverain Pontife ». Il demande fraternellement à tous les évêques qui pensent comme lui d’exprimer fermement leur position : que ne soit pas ouverte de brèche dans le célibat ecclésiastique. « Notre espoir est grand d’être entendus».

En tant qu’archevêque émérite de Malines-Bruxelles, je m’abstiens de toute interférence dans le gouvernement des diocèses dont je fus le pasteur, Namur et Bruxelles. Mais je demeure évêque et peux, à ce titre, exprimer des convictions doctrinales ou pastorales, même si elles divergent éventuellement de l’une ou l’autre position de mes anciens collègues de travail.
Même si la chose est inédite et d’un impact infiniment supérieur, un Pape émérite, Benoît XVI en l’occurrence, peut semblablement collaborer légitimement à un livre projeté par un cardinal et, en concertation avec lui, émettre ses convictions théologiques et pastorales, sans manquer à son devoir de réserve. Il ne s’y exprime forcément plus en tant que successeur de Pierre et sa prise de position n’a pas d’autorité magistérielle. Mais sa parole est néanmoins d’un très grand poids.
Sa contribution active au livre projeté par le cardinal Sarah n’est en aucune manière une «attaque» contre le pape François. Benoît XVI, pas plus que le cardinal, ne critique son successeur. Ils lui adressent une «supplication» dans un esprit filial, sans rien retrancher de leur obéissance au pape actuel. Exactement comme quatre cardinaux s’étaient adressés au pape François en lui demandant filialement de dissiper leurs «dubia», leurs «doutes», leur perplexité, concernant certains aspects ambigus du chapitre VIII de l’exhortation Amoris laetitia, à savoir ceux qui touchent l’indissolubilité d’un mariage sacramentel valide, avec ses retombées concernant l’accès aux sacrements de la réconciliation et de la communion eucharistique lorsqu’on se trouve dans une situation permanente de cohabitation conjugale avec un partenaire qui n’est pas son conjoint « dans le Seigneur ».
D’autres ambiguïtés ont surgi ultérieurement. Il est parfaitement pertinent de répondre à la question d’un journaliste en déclarant en substance: «Si une personne homosexuelle cherche sincèrement à faire la volonté de Dieu, qui suis-je pour la juger?» Mais, comme on ne précise pas en quoi consiste cette volonté de Dieu et quelles sont les conséquences morales qui en découlent, l’opinion publique retient, à tort, de cette réponse ambiguë que les pratiques homosexuelles sont désormais légitimées par l’Église catholique. Ce qui n’est pas vrai.
Semblablement, quand on signe une déclaration commune, avec un haut responsable de l’islam, suggérant que la diversité des religions correspond à la «volonté» de Dieu, il ne suffit pas de corriger oralement l’ambiguïté de cette formulation (le texte publié demeurant inchangé) en disant que Dieu «permet» simplement cette diversité. Il faudrait encore souligner positivement que le dialogue interreligieux ne peut porter atteinte à l’unicité absolue de la Révélation chrétienne, en laquelle le Dieu unique et trinitaire nous offre son amour sauveur en la personne de Jésus. Ce qui n’empêche pas de saluer des «semina Verbi» (des «semences» du Verbe de Dieu), voire des «reliquia Verbi» (des «restes» du Verbe) dans d’autres religions que le judéo-christianisme.
D’autres ambiguïtés se sont introduites dans le récent synode sur l’Amazonie, notamment concernant une certaine vénération de la «Pachamama», de la Terre-Mère. Mais, sur ce point, il faut attendre la publication de l’exhortation post-synodale. On peut espérer que notre pape François y dissipera les ambiguïtés de ce synode.
Une de ces ambiguïtés concernait précisément la question du célibat sacerdotal dans l’Église catholique latine. À cet égard, en communion avec beaucoup d’autres évêques, que j’invite fraternellement à exprimer eux aussi leur ferme position, je rejoins entièrement la supplique que le cardinal Sarah, en étroite concertation avec Benoît XVI, adresse au souverain pontife. Notre espoir est grand d’être entendus, car le pape François a nettement déclaré son attachement au célibat sacerdotal dans l’Église latine. Mais en envisageant quand même des exceptions… Qui, hélas, comme en d’autres matières, sont rapidement universalisées!
La supplique exprimée dans le livre en question est donc d’une urgente actualité et parfaitement légitime. Jamais il ne faut «attaquer» le Pape. Il faut, au contraire, toujours respecter sa personne et sa mission. Mais il s’impose parfois et il est toujours permis de le «supplier» et de lui demander des «éclaircissements». Ce que nous faisons.
+ André LEONARD, archevêque émérite de Malines-Bruxelles.

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