Le violente polemiche. Cinque risposte. La firma in futuro: “Cardinale Sarah con il contributo di Benedetto XVI”. Il libro non è un falso

L’edizione online di Le Figaro – il giornale francese, che ha pubblicato in esclusiva le anticipazioni del libro in uscita oggi con Fayard – è ritornato alle ore 21.02 di ieri sera, 13 gennaio 2020 alla violenta polemica, incentrata sulle circostanze della realizzazione del libro sul celibato sacerdotale, scritto dal Papa emerito Benedetto XVI e dal Cardinale Robert Sarah.
Jean-Marie Guénois [*] ha esaminato cinque domande e formulato delle risposte, dopo la verifica con l’Arcivescovo Georg Gänswein, il Segretario particolare del Papa emerito e Prefetto della Casa Pontificia. “Contrariamente a quanto è stato scritto, Mons. Gänswein ha confermato che Benedetto XVI sapeva che l’insieme sarebbe stato pubblicato in forma di libro, perché il Papa emerito ne ha letto le bozze”. Per la seconda edizione e per le edizioni straniere la copertina riporterà: “Cardinale Sarah con il contributo di Benedetto XVI”.
Quindi, Mons. Gänswein smentisce che il nome di Benedetto XVI è stato “ritirato” dalla copertina e che il libro sarebbe un falso. Inoltre, l’introduzione e la conclusione nelle future edizioni dell’opera non saranno più “co-firmate” come nella prima edizione, ma avranno recheranno la precisazione: “Scritto dal Cardinale Sarah, letto e approvato da Benedetto XVI”.

Segue la traduzione italiana (di lavoro) e il testo originale in francese dell’articolo su Le Figaro

Prima domanda: Come è nata la controversia?
Nella serata di lunedì, un giornalista inglese che scrive da Roma per il magazine dei gesuiti America, lancia la notizia sul suo account Twitter: “Benedetto XVI non è il co-autore del libro sul sacerdozio e il celibato con il cardinale Sarah”. Annuncia la rapida pubblicazione di un articolo e spiega un ora più tardi che la sua redazione gli ha chiesto di completare le sue informazioni e che quindi non avrebbe pubblicato nell’immediato. Afferma tuttavia che la sua fonte è “vicino” al Papa emerito. In realtà, l’informazione così come è formulata non è esatta, ma la bomba era stata lanciata. Molto presto circola un’altra informazione inesatta: Benedetto XVI avrebbe scritto solo un piccolo testo di “sette pagine” e non un libro. Fatta la verifica, questo breve testo del papa emerito è esistito. Era un progetto di “introduzione metodologica” che l’interessato alla fine preferì abbandonare a favore della prefazione pubblicata.

Seconda domanda: Questo libro è un falso?
Le Figaro ha potuto verificare con il Segretario particolare e uomo di fiducia di Papa Benedetto XVI, Mons. Georg Gänswein l’autenticità del manoscritto: “Abbiamo verificato la traduzione del testo originale in tedesco, non una virgola è stata modificata, il testo è al 100% di Benedetto XVI”, ci ha detto. Il libro è effettivamente composto da un’introduzione, un testo di Benedetto XVI, un testo del cardinale Sarah e una conclusione. Contrariamente a quanto è stato scritto, Mons. Gänswein ha confermato che Benedetto XVI sapeva che l’insieme sarebbe stato pubblicato in forma di libro, perché il Papa emerito ne ha letto le bozze.

Terza domanda: C’è un problema di fondo?
L’annuncio della sua pubblicazione ha avuto l’effetto di una bomba a Roma. La violenza dello sfogo registrato contro Benedetto XVI lunedi ne è la prova. Per due motivi: il Papa emerito è uscito dal silenzio che aveva promesso; ha preso la difesa di un argomento estremamente sensibile, il celibato sacerdotale, due mesi dopo un Sinodo sull’Amazzonia che aveva votato una mozione che metteva in discussione questa disciplina. Tuttavia, Papa Francesco non era stato informato di questa iniziativa. Alcuni ne hanno quindi voluto vedere una guerra tra due papi. Questo non è lo scopo, teologica ed ecclesiale, del libro, inteso come un contributo al dibattito. Inoltre, è nello spirito di “obbedienza filiale”a Francesco. Data l’entità e lo shock mondiali ci sono state delle pressioni in Vaticano. E in questo mondo clericale, l’obbedienza è una virtù primaria.

Quarta domanda: Quali le conseguenze?
L’edizione francese, già stampata, uscirà così come è questo mercoledì. Ma il Segretario particolare di Papa Benedetto XVI, Mons. Georg Gänswein, ha confermato a Le Figaro che due elementi dovranno essere modificati per la seconda edizione e per le edizioni straniere. La copertina non dovrà più mettere i due autori sullo stesso piano, ma deve riportare: “Cardinale Sarah con il contributo di Benedetto XVI”. A questo proposito, martedì sono state diffuse anche informazioni false, sostenendo che il nome di Benedetto XVI sarebbe stato “ritirato” dalla copertina. Ciò che l’Arcivescovo Gänswein ha smentito, per iscritto, martedì pomeriggio a Le Figaro. Seconda modifica: l’introduzione e la conclusione dell’opera non possono essere co-firmate come nella prima edizione, ma apparirà questa precisazione: “Scritto dal Cardinale Sarah, letto e approvato da Benedetto XVI”. “È per non far pensare, ha precisato Mons. Gänswein a Le Figaro, che si tratterebbe di un libro a quattro mani, mentre Benedetto XVI ha dato il suo semplice contributo”.

Quinta domanda: Cosa ritenere?
Che i testi principali di questo libro non siano messi in discussione. Che la forza e l’ascolto delle analisi di Benedetto XVI siano intatti proprio come sono intatti le forze ecclesiali che le contrastano. Che Benedetto XVI come il Cardinale Sarah, piuttosto teologi e spirituali, non hanno misurato la portata “politico” ecclesiale di questa iniziativa e che si è dovuto marcia indietro su questo terreno, per non entrare in una specie di magistero parallelo. Nella nuova presentazione, il coinvolgimento di Benedetto XVI è quindi minore ma rimane. E che il dibattito sul celibato sacerdotale dovrebbe cristallizzarsi duramente nei prossimi mesi.

Benoît XVI: cinq questions autour d’un livre et d’une violente polémique
La publication ce mercredi d’un ouvrage sur le célibat sacerdotal, écrit par Benoît XVI et le cardinal Sarah, a déclenché une controverse sur les circonstances de sa réalisation.
par Jean-Marie Guénois
Lefigaro.fr, 14 gennaio 2020


Comment la polémique est-elle née?
Dans la soirée de lundi, un journaliste anglais qui écrit depuis Rome pour la revue jésuite America alerte sur son compte Twitter: « Benoît XVI n’est pas le coauteur du livre sur la prêtrise et le célibat avec le cardinal Sarah.» Il annonce la publication rapide d’un article et explique une heure plus tard que sa rédaction lui demande de compléter ses informations et qu’il ne publiera donc pas dans l’immédiat. Il affirme néanmoins que sa source est «proche» du pape émérite. De fait, l’information telle qu’elle est exprimée n’est pas exacte mais le coup est lancé. Une autre information inexacte circule très vite: Benoît XVI n’aurait écrit qu’un petit texte de «sept pages» et non un livre. Vérification faite, ce court texte du pape émérite a existé. C’était un projet d’«introduction méthodologique» que l’intéressé a finalement préféré abandonner au profit de la préface publiée.

Ce livre est-il un faux?
Le Figaro, qui a publié en exclusivité les bonnes feuilles de ce livre à paraître ce mercredi chez Fayard, a pu vérifier auprès du secrétaire particulier et homme de confiance du pape Benoît XVI, Mgr Georg Gänswein, l’authenticité du manuscrit: «Nous avons vérifié la traduction du texte original allemand, pas une virgule n’a été modifiée, son texte est à 100 % de Benoît XVI», nous a-t-il affirmé. Le livre est effectivement composé d’une introduction, d’un texte de Benoît XVI, d’un texte du cardinal Sarah et d’une conclusion. Contrairement à ce qui a été écrit, Mgr Gänswein confirme que Benoît XVI savait que l’ensemble serait publié sous forme de livre puisque le pape émérite en a lu les épreuves.

Y a-t-il un problème de fond?
L’annonce de sa publication a eu l’effet d’une bombe à Rome. La violence du déchaînement enregistrée contre Benoît XVI lundi l’a prouvé. Pour deux raisons: le pape émérite sortait de sa promesse de silence ; il prenait la défense d’un sujet ultrasensible, le célibat sacerdotal, deux mois après un synode sur l’Amazonie qui a voté une motion remettant cette discipline en cause. Le pape François n’a toutefois pas été informé de cette initiative. Certains ont donc voulu y voir une guerre entre deux papes. Ce qui n’est pas le propos, théologique et ecclésial, de l’ouvrage, envisagé comme une contribution au débat. Qui plus est, en esprit d’«obéissance filiale» à François. Devant l’ampleur et le choc mondial les pressions se sont donc exprimées au sein du Vatican. Or, dans ce monde clérical, l’obéissance est une vertu première.

Quelles conséquences?
L’édition française, déjà imprimée, sortira telle quelle ce mercredi. Mais le secrétaire particulier du pape Benoît XVI, Mgr Georg Gänswein, a confirmé au Figaro que deux éléments devront être modifiés pour la seconde édition et pour les éditions étrangères. La couverture ne devra plus mettre sur le même plan les deux auteurs mais stipulera: «Cardinal Sarah avec la contribution de Benoît XVI». À ce sujet, des informations fausses ont également circulé mardi, affirmant que le nom de Benoît XVI serait «retiré» de la couverture. Ce que Mgr Gänswein a démenti, par écrit, mardi après-midi au Figaro. Deuxième modification: l’introduction et la conclusion de l’ouvrage ne pourront pas être cosignées comme dans la première édition mais figurera cette précision: «Rédigé par le cardinal Sarah, lu et approuvé par Benoît XVI». « C’est pour ne pas laisser penser, a précisé Mgr Gänswein au Figaro, qu’il s’agirait d’un livre écrit à quatre mains alors que Benoît XVI a apporté sa simple contribution.»

Que retenir?
Que les textes principaux de ce livre ne sont pas mis en cause. Que la puissance et l’audience des analyses de Benoît XVI sont intactes tout comme sont intactes les forces ecclésiales qui s’y opposent. Que Benoît XVI comme le cardinal Sarah, plutôt théologiens et spirituels, n’ont pas mesuré la portée «politique» ecclésiale de cette initiative et qu’il a fallu faire machine arrière sur ce terrain, pour ne pas entrer dans une sorte de magistère parallèle. Dans la nouvelle présentation, l’implication de Benoît XVI est ainsi minorée mais elle subsiste. Et que le débat sur le célibat sacerdotal devrait se cristalliser durement dans les mois qui viennent.

[*] Il vaticanista Jean-Marie Guénois è stato capo del servizio religioso presso il quotidiano della Conferenza episcopale francese La Croix per 10 anni. Ha animato il programma “Midi moins 7”, poi “C’est aussi de l’info pour Le Jour du Seigneur”. Ha anche collaborato alla rivista 30Giorni, specializzata in questioni religiose internazionali. Ha fondato a Roma l’agenzia stampa I.Média, quando resiedeva a Roma dal 1989 al 1998. L’agenzia oggi è di proprietà del gruppo Média-Participations. È stato corrispondente in Vaticano e attualmente redattore capo aggiunto responsabile dell’informazioni religiose per Le Figaro. È consulente per RTL e giornalista a “L’Esprit des lettres” sulla televisione cattolica KTO.

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