“Dalle profondità di nostri cuori”. Il giallo della “querelle” intorno al libro a doppia firma, con smentite e contro-smentite

In questi giorni sono stato in viaggio. Domenica ho guidato per 6 ore, lunedì non avevo connessione e oggi, martedì ho di nuovo guidato per 6 ore. Tornato a casa nel pomeriggio di oggi, ho trovato una marea di notizie e messaggi privati in riferimento al giallo creato dal chiacchiericcio di una certa stampa sul libro a doppio firma Benedetto XVI-Cardinale Robert Sarah “Des profondeurs de nos cœurs” (tradotto letteralmente: Dalle profondità di nostri cuori) e la successiva “querelle” tra il segretario particolare del primo firmatario e il secondo.
Sollecitato da alcuni amici, ho provato a capire qualcosa di questo strano caso, mettendo alcuni fatti in riga, senza la pretesa di essere esaustivo.

Le Figarò domenica 12 gennaio 2019 aveva anticipato alcuni passaggi dell’opera, che verrà pubblicata domani, 15 gennaio dalla casa editrice francese Fayard, che annuncia: “Un livre événement. Benoît XVI et le cardinal Sarah défendent le célibat des prêtres” (Un libero evento. Benedetto XVI e il Cardinale Sarah difendono il celibato dei sacerdoti). Dalle anticipazioni del giornale francese si apprende che gli autori – che si definiscono due vescovi in “filiale obbedienza a Papa Francesco”, che “cercano la verità”, in uno “spirito di amore per l’unità della Chiesa” (come ha sottolineato Andrea Tornielli su Vatican News) – in 175 pagine, con due testi (uno del Papa emerito e l’altro del Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti), preceduti da un’introduzione e seguiti da una conclusione, firmate da entrambi, prendono posizione contro l’ordinazione sacerdotale di uomini sposati, difendendo la disciplina del celibato sacerdotale e adducendo le motivazioni che consiglierebbero di non cambiarla. Spiegano di aver iniziato una corrispondenza (poi divenuta il libro), mentre risuonava ancora lo “chiasso” provocato dai media in occasione della controversa Assemblea Speciale sull’Amazzonia del Sinodo dei Vescovi, in cui era stata formulata la proposta di permettere l’ordinazione sacerdotale degli uomini non sposati in aree remote e poco popolate.

“Non posso tacere”, motiva Benedetto XVI il suo contributo, ritenendo che la scelta di non sposarsi è per un sacerdote “indispensabile”: “Credo che il celibato dei sacerdoti abbia un grande significato ed è indispensabile perché il nostro cammino verso Dio possa restare il fondamento della nostra vita”. Spiega che “dalla celebrazione quotidiana dell’eucaristia, che implica un servizio permanente a Dio, nacque spontaneamente l’impossibilita’ di un legame matrimoniale. Si può dire che l’astinenza sessuale, che era funzionale, si è trasformata in una astinenza ontologica”, che non è “possibile realizzare simultaneamente le due vocazioni” (sacerdotale e matrimoniale) e, quindi, occorre “rinunciare a tutti i compromessi”.
Il Cardinale Sarah spiega che “il celibato se a volte è una prova, è però anche una liberazione”, “una gioia” e privare di questo le comunità e i sacerdoti “non è un’opera di misericordia”. E aggiunge: “Non possiamo proporre dei sacerdoti di seconda classe tanto più in una Chiesa giovane che ha più bisogne di incontrare la radicalità del Vangelo”. Respinge anche la tesi che potrebbe trattarsi di “una eccezione”. “Una bugia -sottolinea – diventerebbe uno stato permanente, una ferita nella coerenza del sacerdozio”. E lancia un appello accorato ai confratelli cardinali, ai vescovi e ai sacerdoti: “Non dobbiamo lasciarci impressionare dalle mode”, chiamando l’eventuale possibilità di ordinare uomini sposati “una catastrofe pastorale, una confusione ecclesiologica e un oscuramento della comprensione del sacerdozio.
Va senz’altro ricordato che ieri, 13 gennaio alle ore 12.35, Andrea Tornielli ha pubblicato su Vatican News una nota – per niente polemica – dal titolo: “Un contributo sul celibato sacerdotale in filiale obbedienza al Papa” e con l’introduzione: “Il Pontefice emerito e il cardinale Prefetto della Congregazione del Culto divino affrontano in un libro un tema sul qual Papa Francesco si è espresso più volte. Il direttore della Sala Stampa vaticana [correttamente: della Santa Sede], Matteo Bruni sottolinea una affermazione di Francesco: ‘Personalmente penso che il celibato sia un dono per la Chiesa’”. Poi annuncia: “Esce un libro sul sacerdozio che porta la firma del Papa emerito Joseph Ratzinger e del cardinale Robert Sarah, Prefetto della Congregazione del Culto divino [correttamente: Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti], sarà pubblicato in Francia il 15 gennaio”.
Nella sua nota il Direttore editoriale del Dicastero della Comunicazione della Santa Sede scrive: “Il celibato sacerdotale non è e non è mai stato un dogma. Si tratta di una disciplina ecclesiastica della Chiesa latina che rappresenta un dono prezioso, definito in questo modo da tutti gli ultimi Pontefici. La Chiesa cattolica di rito orientale prevede la possibilità di ordinare sacerdoti uomini sposati ed eccezioni sono state ammesse anche per la Chiesa latina proprio da Benedetto XVI nella Costituzione apostolica ‘Anglicanorum coetibus’ dedicata agli anglicani che chiedono la comunione con la Chiesa cattolica, dove si prevede «di ammettere caso per caso all’Ordine Sacro del presbiterato anche uomini coniugati, secondo i criteri oggettivi approvati dalla Santa Sede». Vale la pena di ricordare che sull’argomento si è espresso più volte anche Papa Francesco, che ancora cardinale, nel libro conversazione con il rabbino Abraham Skorka, aveva spiegato di essere favorevole al mantenimento del celibato «con tutti i pro e i contro che comporta, perché sono dieci secoli di esperienze positive più che di errori. La tradizione ha un peso e una validità»”.
Poi, arriva “la notizia bomba”, attraverso le parole del suo Segretario particolare, che il Papa emerito chiede di togliere la sua firma dal libro. “Posso confermare che questa mattina su indicazione del Papa emerito ho chiesto al Cardinale Robert Sarah di contattare gli editori del libro pregandoli di togliere il nome di Benedetto XVI come coautore del libro stesso e di togliere anche la sua firma dall’introduzione e dalle conclusioni”, ha dichiarato l’Arcivescovo Georg Gänswein, che oltre Segretario particolare del Papa emerito è anche Prefetto della Casa Pontificia. Inoltre, ha aggiunto, che “il Papa emerito sapeva che il cardinale stava preparando un libro e aveva inviato un suo testo sul sacerdozio autorizzandolo a farne l’uso che voleva. Ma non aveva approvato alcun progetto per un libro a doppia firma né aveva visto e autorizzato la copertina. Si è trattato di un malinteso senza mettere in dubbio la buona fede del cardinale Sarah. Il testo che Benedetto ha mandato al cardinale è un testo suo che rimane e lui l’autore e non degli altri testi”.
Non ritarda il Cardinale Robert Sarah a respingere con fermezza – attraverso il suo account Twitter ufficiale – le accuse di aver manipolato le parole del Papa emerito. Inoltre, respinge immediatamente le ipotesi circolate su alcuni media (“Ieri sera, dal monastero Mater Ecclesiae, l’entourage di Ratzinger ha fatto sapere che il Papa emerito non sapeva nulla del libro a doppia firma con Sarah e che dietro il tutto ci sarebbe una ‘evidente operazione mediatica, dalla quale Benedetto si chiama fuori ed è totalmente estraneo’”), che Benedetto XVI fosse all’oscuro del fatto che alcuni sui appunti sul celibato dei sacerdoti, affidati a lui, sarebbero stati pubblicati in un libro, fornendo una ricostruzione pienamente plausibile, anche con le prove che erano d’accordo sul testo
“J’affirme solennellement que Benoît XVI savait que notre projet prendrait la forme d’un livre. Je peux dire que nous avons échangé plusieurs épreuves pour établir les corrections. Je publierai ce matin un communiqué plus détaillé pour rétablir la vérité. +RS (Affermo solennemente che Benedetto XVI sapeva che il nostro progetto avrebbe preso la forma di un libro. Posso dire che abbiamo scambiato più bozze per stabilire le correzioni. Pubblicherò questa mattina un comunicato dettagliato per ristabilire la verità).

“Je confirme que j’ai pu parler ce matin avec Mgr Georg Gänswein. Ce communiqué reste ma seule et unique version du déroulement des faits. J’ai également eu une conversation avec la direction de Fayard pour mettre en place les demandes spécifiques de Mgr Gänswein. +RS (Confermo che ho potuto parlare questa mattina con Mons. Georg Gänswein. Questo comunicato stampa rimane la mia sola e unica versione dello svolgimento dei fatti. Ho anche avuto una conversazione con la direzione di Fayard per mettere in atto le richieste specifiche di Mons. Gänswein).
Nel lungo comunicato, il Cardinale Sarah scrive: “Il 3 dicembre sono andato al monastero Mater Ecclesiae per ringraziare ancora una volta il Papa emerito per avermi dato tanta fiducia. Gli ho spiegato che il nostro libro sarebbe stato stampato durante le vacanze di Natale, che sarebbe apparso mercoledì 15 gennaio e che, quindi, sarei venuto a portargli il libro all’inizio di gennaio al ritorno da un viaggio nel mio paese natale. La controversia che è stata mirata per diverse ore a sporcarmi insinuando che Benedetto XVI non è stato informato della pubblicazione del libro Dal profondo dei nostri cuori, è profondamente abietta. Perdono sinceramente tutti coloro che mi calunniano o che mi vogliono opporre a Papa Francesco. Il mio attaccamento a Benedetto XVI rimane intatto e la mia obbedienza filiale a Papa Francesco assoluta”.

“Des attaques semblent insinuer un mensonge de ma part. Ces diffamations sont d’une gravité exceptionnelle. Je donne dès ce soir les premières preuves de ma proche collaboration avec Benoît XVI pour écrire ce texte en faveur du célibat. Je m’exprimerai demain si nécessaire. +RS” (Degli attacchi sembrano insinuare una menzogna da parte mia. Queste diffamazioni sono di una gravità eccezionale. Darò da questa sera le prime prove della mia stretta collaborazione con Benedetto XVI per scrivere questo testo in favore del celibato. Mi esprimerò domani se necessario).

L’enigma rimane, per cui occorre essere molto devoto, ma con una speciale devozione alla lente (e attendiamo eventuali ulteriori informazioni da parte del Cardinale Sarah): perché questo strano carosello dei tre giorni di smentite e contro-smentite? Tutto per arrivare al rientro – sembra – della “querelle”: “Tuttavia, il testo completo resta assolutamente immutato”:
“Considérant les polémiques qu’a provoqué la parution de l’ouvrage Des profondeurs de nos cœurs, il est décidé que l’auteur du livre sera pour les publications à venir: Card Sarah, avec la contribution de Benoît XVI. En revanche, le texte complet demeure absolument inchangé. +RS” (Considerando le polemiche che ha provocato la pubblicazione del libro Dalle profondità dei nostri cuori, è stato deciso che l’autore del libro per le pubblicazioni future sarà Card. Sarah, con il contributo di Benedetto XVI. Tuttavia, il testo completo resta assolutamente immutato).

Osserva Mauro Visigalli sul suo diario Facebook: “C’è qualcosa di assolutamente meschino e demoniaco in questa Chiesa, che goffamente si svilisce mettendo alla gogna un Cardinale che scrive un libro e alla berlina un Papa che prima offre il suo contributo e poi chiede di ritirare la propria firma. Una volta si sarebbe semplicemente glissato sul contenuto e sulla diffusione del testo, prendendo dal fumoso pensiero di Francesco ciò che serviva e lasciando abbaiare alla luna gli esagitati che vogliono rendere l’imbelle Benedetto l’alabarda della loro riscossa, tuttavia i cortigiani non sono mai intelligenti ed ogni volta che si muovono fanno danni”. Successivamente, Mauro Visigalli ha spiegato il senso di questo suo commento: “Non intendevo (non potrei comunque farlo) millantare una sapienza che non posseggo ma solo evidenziare lo sconforto di tanti semplici fedeli come me che assistono a queste diatribe curiali. Il guaio è che, quando sorgono fazioni, gli uni cercano in ogni modo di rendere autorevole, anche assoldando ignari, la propria opposizione, gli altri mordono preventivamente per evitare che chiunque si avvicini al loro padrone. In mezzo sta la Chiesa, impoverita e ingoffita da nani mazziatori, e in mezzo stanno Francesco e Benedetto, ognuno con il suo modo di intendere il Pontificato che, per l’uno e per l’altro, va ascoltato e meditato senza accecante animosità”.

I
n un messaggio privato un amico mi scrive: “Posso solo immaginare le pressioni su Benedetto a seguito della polemica sul libro. Ma mi chiedo che senso abbia togliere la firma a un libro nel quale c’è un contributo di cui sei l’autore… siamo alla farsa. La gestione di questo aspetto non è stata intelligente”.

“Queste polemiche di carta abbiano fatto sì che si spostasse l’attenzione dai contenuti alla copertina”
Il commento di Marco Tosatti «Il libro di Benedetto XVI e Sarah. Ecco i retroscena del giallo» su Stilum Curiae, 14 gennaio 2020, che cercando di fare luce sulla polemica per l’uscita del libro “Des profondeurs des nos coeurs” di Benedetto XVI e il Cardinale Robert Sarah, ha raccolto da fonti estremamente affidabili tutta una serie di elementi: “A quanto sembra nessuno nel monastero Mater Ecclesiae aveva visto la copertina del libro; e questo è stato uno dei problemi principali. (…) Benedetto XVI ha corretto tutte le bozze del libro, ovviamente per la sua parte, ma leggendo anche quanto scritto dal cardinale Robert Sarah. Inoltre ha detto, e scritto, a Sarah, di approvare sia l’introduzione che la conclusione del libro. George Gänswein non ha letto il libro, e questo ha costituito certamente un problema. Tutta l’operazione è rimasta nelle mani oltre che di Benedetto e di Sarah, dell’editore, Nicolas Diat, che ovviamente ha fatto il suo mestiere il suo interesse, vedendo l’occasione di fare di questo libro il libro ‘importante’ di Benedetto XVI e di Sarah; tutto a sua gloria e merito. Perciò quando ieri mattina è esplosa la bomba (che aveva già cominciato a esplodere nella notte, perché in America si svegliavano), e gente come Faggioli ecc. cominciavano a sparare, con un’intenzione molto chiara. Si concentravano sulla copertina, che Diat aveva pubblicato, dicendo che qui si voleva fare un’operazione anti papa, contro papa Francesco. Obiettivo loro era di evitare che si discutesse del contenuto. Al monastero Mater Ecclesiae non si sono resi conto, ieri mattina, bene, della portata della polemica, nonostante fossero stati avvisati. Gänswein alla fine si è messo in contatto con Tornielli, che ha scritto un articolo per l’Osservatore Romano e Vatican News, riferendo le idee di papa Bergoglio sull’importanza del celibato, e cercando in buona sostanza di gettare olio sulle acque che la canea varia stava agitando, sostenendo fra l’altro che Benedetto XVI e Sarah non avevano scritto il libro insieme. L’ultimo sviluppo, sinceramente piuttosto incomprensibile, lo abbiamo dalle dichiarazioni di Georg Gänswein, che ha detto a un giornalista tedesco che bisogna cambiare il titolo e la copertina. Perché non si sa. Forse per difendere la sua posizione, che è certamente complicata, essendo lui la persona più vicina a Benedetto, e nello stesso tempo essendo vicino a papa Bergoglio come Prefetto della Casa Pontificia. En passant, possiamo notare che fra i guaiti e latrati della stampa filo-regime nelle prime ore si parlava di una manipolazione dell’”entourage” di papa Benedetto. Che invece, consistendo l’entourage in Gaenswein, era all’oscuro di tutto… Ma l’impressione che Gänswein cerchi di evitare di restare schiacciato fra i vasi di ferro è forte; fino a far credere che se una qualche spinta è stata data a Benedetto, beh, è avvenuta adesso, e non prima. Indubbiamente Gänswein con le sue dichiarazioni di oggi mette in difficoltà Sarah che non c’entra niente, e che si è comportato in maniera estremamente lineare. Tutto questo lavoro però, è cominciato prima del Sinodo, in settembre. Benedetto aveva già scritto in settembre, sulla base delle polemiche pre-sinodali sul celibato sacerdotale e sulla questione dei viri probati, quindici cartelle sul tema del celibato. Che sono confluite poi nel libro. Da notare che il percorso sembra molto simile a quello compiuto in occasione del Vertice sugli abusi sessuali. Benedetto aveva preparato una sua riflessione, probabilmente con l’intenzione di offrire un contributo ai vescovi del vertice, inviandola al Pontefice e alla Segreteria di Stato. Lì era rimasta, ed era stata pubblicata qualche mese più tardi su un giornale tedesco dedicato al clero. E, ancora una volta, ci sembra interessante ribadire come queste polemiche di carta abbiano fatto sì che si spostasse l’attenzione dai contenuti alla copertina!».

Il commento di Miguel Cuartero Samperi «“Taccia l’Emerito! Taccia per sempre!” Ironia e menzogne contro il cardinale Sarah e Benedetto XVI. La censura e le offese dei vaticanisti della misericordia e della tenerezza» su Oltre il giardino – Il blog di Sabino Paciolla, 14 gennaio, 2020.

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