Da La Civiltà Cattolica un libro sulla Fratellanza

Un anno fa, il 4 febbraio 2019, papa Francesco e il Grande imam di al-Azhar, Ahmed al-Tayyeb, hanno firmato il ‘Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune’ ed in vista dell’anniversario di quell’evento, La Civiltà Cattolica ha preparato un nuovo volume della collana monografica digitale ‘Accènti’.

La Prefazione del libro è firmata dal card. Miguel Ángel Ayuso Guixot, presidente del Pontificio consiglio per il Dialogo interreligioso e presidente dell’ ‘Alto Comitato per la Fratellanza umana’, composto da leader religiosi, studiosi dell’educazione e figure del campo della cultura che si ispirano al Documento e si dedicano a condividere il suo messaggio di comprensione reciproca e di pace.

I contributi del volume sono suddivisi in 5 sezioni: nella prima si presenta il tema dal punto di vista biblico; la seconda sezione raccoglie le cronache di tre ‘viaggi della fratellanza’ compiuti da papa Francesco a avallo della firma del Documento di Abu Dhabi; nella terza sezione si raccoglie alcuni saggi capaci di offrire interpretazioni e sviluppi di quel testo da più punti di vista; la quarta sezione, oltre al testo del Documento di Abu Dhabi, offre poi anche altri documenti a esso strettamente legati, a cui seguono testimonianze e risonanze al testo da parte ebraica, islamica, buddhista, induista e sikh.

Il volume include i contributi di Ahmed al-Tayyeb, Laurent Basanese, Saverio Corradino, Pino Di Luccio, Diego Fares, Miguel Ángel Ayuso Guixot, Svamini Hamsananda Ghiri, Damian Howard, Felix Körner, Ronald S. Lauder, Adnane Mokrani, José Luis Narvaja, Papa Francesco, Francisco Ramírez Fueyo, Elena Seishin Viviani, Harvinder Singh.

Il direttore de ‘La Civiltà Cattolica’, p. Antonio Spadaro, ha curato la Presentazione del volume: “Il testo rappresenta un passo molto importante e irrituale nel dialogo tra cristiani e musulmani, e simbolicamente, tra tutte le religioni. Di fronte a un’umanità ferita e divisa, i due leader religiosi firmatari mostrano che non è un’utopia promuovere la cultura dell’incontro e il rispetto reciproco al fine di sbarrare la strada a quanti soffiano sul fuoco dello scontro di civiltà”.

Nella prefazione il card. Miguel Ángel Ayuso Guixot, presidente del Pontificio consiglio per il Dialogo interreligioso, inserisce il Documento sulla Fratellanza nel cammino delle relazioni interreligiose della Chiesa cattolica, che ha trovato espressione ufficiale nel Concilio Vaticano II:

“Fin dall’inizio del Suo pontificato papa Francesco ha parlato della necessità di improntare il dialogo al rispetto e all’amicizia. Un tema che si è reso ancora più visibile e concreto nel Documento di Abu Dhabi che non è altro che una nuova finestra aperta per dare orizzonti più approfonditi al cammino di dialogo fra persone di diverse religioni, uomini e donne di buona volontà e così proseguire sulla strada della fratellanza, della pace e della convivenza comune”.

Nell’articolo il card. Guixot rileva che i documenti conciliari hanno permesso il dialogo con le altre religioni: “Con il Concilio l’argine si è progressivamente incrinato e poi si è rotto: il fiume del dialogo è dilagato con le dichiarazioni conciliari ‘Nostra aetate’ sul rapporto tra la Chiesa e i credenti delle altre religioni e ‘Dignitatis humanae’ sulla libertà religiosa, temi e documenti che sono strettamente legati l’uno all’altro, e hanno permesso a san Giovanni Paolo II di dare vita a incontri come la Giornata mondiale di preghiera per la pace ad Assisi il 27 ottobre 1986 e a papa Benedetto XVI, 25 anni dopo, di farci vivere nella città di san Francesco la Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo Pellegrini della verità, pellegrini della pace. Pertanto l’impegno della Chiesa cattolica per il dialogo interreligioso che apre le vie della pace e della fraternità, fa parte della sua missione originaria e affonda le sue radici nell’avvenimento conciliare.

In tutto il Documento di Abu Dhabi traspare la convinzione che tutti insieme si possa e si debba ancora lavorare con coraggio e fede per recuperare la speranza in un nuovo futuro per l’umanità. E’ indubbiamente un Documento impegnativo, direi un punto di non ritorno, che richiede riflessione, studio e che ci impegna nella sua diffusione. Il Documento in sé pur essendo nato, come ha ben spiegato il Santo Padre, da una lunga e attenta riflessione comune in ambito musulmano e cattolico, non ha nulla che non possa essere condiviso da altri. Si tratta di un invito concreto alla fratellanza universale che riguarda ogni uomo e ogni donna”.

A seguire il tema della fratellanza è trattato dal punto di vista biblico: Antico e Nuovo Testamento. I due saggi di Saverio Corradino mostrano come in molti i passi della Scrittura venga sviluppato il tema della fratellanza. Nel Nuovo Testamento il tema dei fratelli, presente anche negli altri evangelisti, è trattato a fondo da Luca e risalta in diversi racconti propri del suo Vangelo, come la parabola del Padre misericordioso, l’episodio di Marta e Maria, la parabola del fariseo e del pubblicano, e nella fratellanza ideale dei due malfattori in croce.

La seconda sezione raccoglie le cronache di tre ‘viaggi della fratellanza’ compiuti da papa Francesco a cavallo della firma del Documento di Abu Dhabi, tre viaggi sulla frontiera tra culture e religioni, tra il Mediterraneo e il Medio Oriente: “Il primo, in Egitto, un viaggio brevissimo ma drammatico, terapeutico e profetico, è nato in risposta all’invito fatto dai protagonisti della vita politica e religiosa del Paese, a volte in tensione tra loro…

Poi, troviamo proprio la cronaca del viaggio apostolico di papa Francesco negli Emirati Arabi Uniti, ad Abu Dhabi… Infine, il viaggio apostolico di papa Francesco in Marocco. Nelle parole di accoglienza del re del Marocco, Mohammed VI, nel quale egli ha sottolineato ‘la fraternità imparata dai figli di Abramo’, c’è la conferma che il seme gettato ad Abu Dhabi già germogliava”.

Poi due articoli inediti: Laurent Basanese sottolinea due elementi importanti del Documento: “Innanzitutto, si tratta di un’esortazione da mettere in pratica, in forma di leggi e riforme reali, in particolare dei sistemi educativi a livello mondiale. In secondo luogo, non siamo di fronte a un’ennesima ‘dichiarazione islamo-cristiana’: essa è indirizzata a tutti, ben oltre le appartenenze religiose.

Eppure, al contempo, il Documento invita a rinnovare in modo concreto il discorso e lo stile degli incontri interreligiosi. E qui Damian Howard si inserisce proponendo alcune osservazioni che scaturiscono dall’esperienza ‘sul campo’ dello specifico dialogo islamo-cristiano: su ciò che in esso, nella pratica, potrebbe costituire un aiuto efficace per migliorare il dialogo in corso, sulle sfide che affronta e sugli ostacoli che si frappongono”.

Diego Fares descrive, su quattro diversi livelli di riflessione (familiare, evangelico, filosofico ed economico-sociale) in quale senso nell’itinerario di papa Francesco la fratellanza, l’essere fratelli, sia un valore trascendentale e programmatico.

Il volume offre il Documento di Abu Dhabi, ma anche altri documenti a esso strettamente legati. Il primo è il discorso di papa Francesco alla Conferenza internazionale per la pace del Cairo il 28 aprile 2017 durante il suo viaggio apostolico in Egitto. A seguire i due discorsi del Papa e del Grande imam che hanno preceduto la firma del Documento il 4 febbraio 2019:

“Presentiamo, infine, il discorso che Francesco ha tenuto davanti alle autorità a Rabat il 30 marzo 2019, durante il suo viaggio apostolico in Marocco. Ma abbiamo deciso di inserire anche un extra: il radiomessaggio di san Paolo VI del 22 dicembre 1964 sulla fratellanza umana che abbiamo citato all’inizio di questa presentazione”.

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