Il Natale ortodosso: Cristo è nato

‘Rivolgo un pensiero particolare ai fratelli delle Chiese Orientali, cattoliche e ortodosse, che oggi celebrano il Natale del Signore. A tutti auguro la luce e la pace di Cristo Salvatore’: con questo tweet papa Francesco ha  inviato gli auguri agli ortodossi, che festeggiano il Natale secondo il calendario giuliano.

E nel messaggio di Natale, il patriarca di Mosca, Cirillo, ha invitato i fedeli a mettere da parte gli egoismi e le ambizioni personali: “Il Signore non è nato in un palazzo reale ma in un’umile grotta, nella povertà assoluta. Cosa può esserci di più misero di una stalla, di più umile di una mangiatoia per il bestiame? Tuttavia esiste un luogo peggiore: è il deserto del cuore umano, bruciato dal peccato, alienato da Dio, tiepido, vuoto, schiavo delle passioni”.

Il primate della Chiesa ortodossa russa ha domandato se a volte ‘non siamo come Erode’, dal cuore amaro e pieno di invidia, che trema non per il timore di Dio ma di codardia: “Riflettiamo se anche noi non siamo come lui nelle nostre azioni, se non mettiamo al primo posto il nostro benessere e comfort, se non abbiamo paura che qualcuno possa essere migliore di noi, più talentuoso, più gentile, se non gli facciamo del male nel tentativo di ferirlo o umiliarlo, di spingerlo giù dal piedistallo in modo da occupare noi il primo posto.

E chiediamoci se non ci sentiamo noi stessi la fonte della verità anziché il Signore e i suoi comandamenti, se non diventiamo motivo di scandalo per gli altri presentando come verità le nostre opinioni, se non facciamo a pezzi la tunica di Cristo con le nostre azioni ambiziose, se non seminiamo discordia e malcontento tra i nostri fratelli e sorelle nella fede”.

Di qui l’esortazione a deporre ‘tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia’, perché il Signore, prosegue il testo, “non respinge nessuno, non disprezza nessuno; al contrario, si riveste della nostra natura umana, la rinnova attraverso la sua divina incarnazione, le sue sofferenze sulla croce e la sua resurrezione vivificante, la eleva nel seno della Trinità, la santifica con la sua permanenza alla destra del trono di Dio.

Per mezzo del corpo vivificante di Cristo, del suo sangue purissimo versato per ognuno di noi, prendiamo parte al sacramento dell’Eucaristia, ci uniamo al suo corpo e condividiamo lo stesso sangue con il Salvatore e gli uni con gli altri. Tuttavia oggi purtroppo constatiamo che onde di discordia scuotono la nave della Chiesa, che una tempesta di dissidi e contraddizioni si scatena contro l’unità dei fedeli ortodossi, che alcuni, ottenebrati dal nemico e tentatore, preferiscono, alla fonte dell’acqua viva, ‘la fonte irrazionale delle eresie fangose e ributtanti’.

In questo momento difficile, dobbiamo tutti ricordare che il Signore è nato, è stato crocifisso ed è risorto dai morti per ognuno di noi, e che ha fondato sulla terra la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica. Appartenendo alla Chiesa, siamo chiamati a superare la discordia, le contraddizioni e i conflitti, a far guarire gli scismi, ad aiutare coloro che vivono gli orrori della guerra e soffrono persecuzioni e ingiustizie”.

Inoltre il metropolita d’Italia e di Malta ha sottolineato la speranza della nascita di Cristo: “La speranza nel ‘Cristo che è nato’, vale a dire l’ineffabile amore di Dio per gli uomini e oggi per i nostri tempi di indifferenza e di mancanza di rispetto, di solidarietà e di amore, è la sola speranza che può redimere e liberare l’uomo dalla schiavitù del diavolo, del peccato e della morte.

Per tale motivo il Mondo gioisce, si allieta e festeggia che ‘Cristo è nato’, poiché è la salvezza dell’uomo. E’ la sua libertà, è la sua felicità. Per tale motivo tutti gli uomini ora esultano con la speranza ‘che è apparso nella carne di Dio, salvezza delle nostre anime’.

‘Cristo è nato’, la speranza, l’ineffabile amore di Dio per gli uomini, che allieta, convince, entusiasma e afferra, alla fine quindi salva l’uomo che crede e ama il proprio prossimo, come afferma sant’Atanasio, Patriarca di Alessandria, ‘il Santissimo Figlio del Padre, immagine del Padre, è giunto tra di noi, per rinnovare l’uomo creato a propria immagine’”.

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