San Silvestro in Piazza San Pietro: donna cinese afferra il Papa, molto decisa a lanciare un messaggio

Aggiunti aggiornamenti il 2, 3 e 4 gennaio 2020

Dopo il Te Deum in San Pietro il 31 dicembre 2019, mentre Papa Francesco salutava come consuetudine i fedeli riuniti dietro le transenne intorno all’albero e al presepe in piazza San Pietro, donati dalla Regione Autonoma del Trentino, una donna gli ha afferrato con particolare forza la mano, tirandolo a sé con il braccio. La donna, probabilmente cinese, sembrava molto decisa a lanciare un messaggio, a dire la sua al Papa con coraggio e determinazione, fino al gesto di trattenerlo.
Nel brevissimo filmato, scattato con uno smartphone, si vede il Santo Padre fare una smorfia di dolore, probabilmente per la forte presa della signora, continuando intanto a parlargli, stringerlo e tirarlo. Innervosito dal gesto della donna, il Papa s’infuria e reagisce, dando colpetti sulla mano della donna per liberarsi. I dieci secondi di filmato sono divenuti subito virale sui social network e finiti nella home page di siti come CNN, The Guardian e BBC, accompagnato anche da analisi a forma di moviola.
Mentre non c’è stato nessun commento da parte della Santa Sede su quanto avvenuto la sera di San Silvestro in Piazza San Pietro, ieri il Papa stesso, in occasione della Preghiera dell’Angelus di mezzogiorno si è scusato per aver perso la pazienza con la fedele che avevo trattenuto la sua mano: “La pazienza dell’amore: l’amore ci fa pazienti. Tante volte perdiamo la pazienza; anch’io, e chiedo scusa per il cattivo esempio di ieri”.
“Una reazione istintiva”, accompagnata da un’”espressione corrucciata”, ha osservato Vatican Insider, “suscitata anche dal dolore che la stretta gli aveva probabilmente provocato. Senza dimenticare che ad un uomo di 83 anni, che cammina peraltro a fatica a causa della sciatalgia e da problemi all’anca, un gesto del genere avrebbe potuto provocare anche una brutta caduta”.
Si sa che Papa Francesco non ama la sicurezza ravvicinata dei suoi “angeli custodi” (gendarmi vaticani, guardie svizzeri, polizia di stato in Italia e i servizi di sicurezza fuori dell’Italia; al riguardo da leggere il commento della vaticanista del Messaggero Franca Giansoldato [*]). Non vuole filtri tra se stessa e la gente. Su questo incidente che ha coinvolto il Papa, AGI oggi ha pubblicato un’intervista di Paolo Borrometi al Comandante Alfa. Il “carabiniere senza volto” che ha addestrato le forze speciali e il personale di scorta dell’Italia per diversi decenni, tanto da essere chiamato a insegnare le tecniche di sicurezza alle polizie di mezzo mondo, tra cui anche in Vaticano, ha dichiarato: “La sicurezza del Papa deve chiedere scusa, non il Santo Padre. La sicurezza di Papa Francesco ieri sera ha sbagliato tutto, forse per rilassatezza, forse per routine, ma hanno sbagliato completamente i movimenti. (…) La sicurezza deve stare in linea, sia in verticale che in orizzontale, così da impedire una cosa del genere. Ieri sera la signora non lasciava la mano al Papa e lui è stato costretto a dare un piccolo schiaffettino sulla mano per divincolarsi, ma a quel punto non ci si doveva proprio arrivare. (…) va fatta una premessa: garantire la sicurezza a Papa Francesco è molto difficile, perché lui stesso non vuole gli uomini attorno, quindi ci sta anche che sia successo per questo. Ma in un momento simile, in una serata come quella di ieri, la sicurezza deve fare la sicurezza e non ha attenuanti, al di là del volere del Papa. In situazioni come ieri sera, bisogna stare fra le transenne e il Papa, creando uno spazio, invece il Santo Padre stava troppo accanto alle transenne. Indipendentemente da quello che dice il tutelato, anche se è il Papa, non lo si può lasciare così. (…) Anche le persone nel nostro Paese devono comprendere che la vita sotto scorta non è un privilegio e devono rispettare sia il tutelato che le persone che lo tutelano” [nella foto in evidenza, scattata poche istanti prima dell’incidente, si nota che il Comandante della Guardia Svizzera, il Tenente Colonnello Christoph Graff è vicinissimo alla donna, accanto al Papa].
Un mio amico giornalista, in privato mi ha chiesto e osservato: “Non è che qui stiamo tutti a parlare degli schiaffi di Bergoglio, del suo carattere, delle sue malattie, delle sue scuse, della sicurezza che ha fatto buco, facendo ironia o peggio, scomodando addirittura la magia [**], vivendo solo sulla reazione, portando un giudizio o una posizione per reagire agli eventi, e non abbiamo compreso la vera notizia che potrebbe essere stata una vibrata protesta di una donna di Hong Kong fatta al Papa e lui non se la fila? Cosa che in altri tempi avrebbe riempito i media mondiali e non con delle ridicoli analisi da moviola. Insomma l’aspetto politico della cosa pare evidente”.
Guardando oltre il gesto per cui il Papa si è scusato, la domanda di evidente interesse giornalistica da porre sarebbe: “Cosa ha detto quella signora al Papa con tanta insistenza? Era cinese?”. Invece, nessuno dei media se ne è preoccupato di saperlo. Si sta cercando di buttarla con il Papa umano di fronte alla pazzoide di turno [**].
Un mio contatto cinese pensa (sulla base di altre registrazioni), che parlasse inglese con un accento molto forte (cantonese? cioè, il cinese parlato a Hong Kong) e dubita piuttosto che l’abbia capita.
Inoltre, alla video che sta circolando in rete alla velocità della luce mancano dei secondi iniziali, i quali rivelano un particolare molto interessante. Nel filmato di Vatican Media [ https://youtu.be/s1EO6jgjSEA ] si può vedere che quando il Papa si sta avvicinando, la donna si fa il segno della Croce (ed è l’unica a farlo tra le persone inquadrate ed il suo gesto rivela subito una profondità di fede autentica, diversa da quella dei tanti che in queste occasioni sembrano essere sul posto per poter dire, io c’ero, io ho visto il tal cantante/attore/sportivo, su su fino al N.1 delle “celebrità”, il Papa). Quindi, la donna, che – particolare non da poco – che potrebbe essere cinese, si segna con la croce per rispetto verso la figura del Papa ed il suo gesto è quasi una supplica. Per quanto riguarda le parole pronunciate dalla donna e della traduzione, circolano delle versioni in rete, ma non ho ancora ottenuto una conferma da fonte inglese/cinese sicuro. Invece, è chiaro che la donna volesse tirare il Papa a sé con determinazione e non volesse che scappasse via, per domandare qualcosa di importante e/o preghiere o per fare un appello o altro. Non lo sappiamo.
Che la donna fosse cinese non è un dettaglio irrilevante, ma centrale, per capire la singolare scena, scrive Infovatican.com. Non solo per quanto avesse voluto dire o chiedere al Papa (non lo sappiamo ancora), ma perché gli orientali evitano il contatto fisico, considerato come un’invasione dello spazio personale. Ecco perché è doppiamente curioso vedere nel video che la donna non solo afferra il Papa con una veemenza che rasenta la violenza, ma che fosse verosimilmente orientale, una cultura nella quale un tale atteggiamento è particolarmente insolito e riprovevole.
Quindi, qualsiasi motivo la donna potesse aver avuto, la sua azione era inaccettabile a prescindere, dal punto di visto della sua cultura, e oltre che scortese e irrispettosa per la nostra, inopportuna, inconsulta e pericolosissima per l’incolumità del Papa.


Aggiornamento a seguito dei commenti alla condivisione sul mio diario Facebook, 2 gennaio 2020

Ore 09.15 – Considerato che non si sa niente sulla donna (si suppone che è cinese, a vista) e sulle sue motivazioni, non si capisce cosa ha voluto dire (e cosa ha detto al Santo Padre. Quindi, è improbabile che lui stesso possa aver capito ed essersi irritato per questo (ed è verosimile che la sua reazione sia stata provocata da un fastidio “fisico”, non “politico”) e visto che non c’è stata una spiegazione istituzionale da parte della Santa Sede sull’accaduto (a parte delle scuse pubbliche del Papa stesso), dobbiamo osservare l’accaduto non soltanto con molta devozione, ma con la speciale devozione alla lente dobbiamo guardare l’intera sequenza del filmato.
Significa non fermarsi allo spezzone di alcuni secondi, che è andato virale nei social ed è stato rilanciato con la moviola dai colossi mediatici mondiali.
Inizialmente ero deciso a non postare nulla sulla questione, però talvolta, in presenza di ipotesi e illazioni (e altro), non è giustificato rimanere in silenzio. Quindi, ho provato a fornire una sintesi dell’accaduto, per favorire come di consueto la metacognizione. Perciò, ho aggiunto al mio post anche il link della sequenza video integrale, diffusa da Vatican Media. Osservandola con la speciale devozione alla lente (non offuscata), nel linguaggio non verbale del Santo Padre non c’è assolutamente nulla che possa indurci a pensare che lui sapesse, ecc. ecc. ecc.; è semplicemente infastidito per il gesto tra l’altro giunto a sorpresa, tanto è che guardava dalla parte opposta i pellegrini che lo salutavano.
Purtroppo, mancano le parole esatte della donna, restando fermo la valutazione complessiva sul suo gesto, che ho aggiunto in conclusione al mio post.
Inoltre, ribadisco ancora una volta, che è inaccettabile (specialmente per un cattolico) l’uso di questo episodio – che può capitare (e capita) ad ogni di noi… chi è senza peccato lancia la prima pietra – per approfittare di gettare fango sul Santo Padre e di insultarlo. E commenti di questo genere verranno cancellati.

Ore 10.00 – Inoltre, per quanto riguarda il dettaglio della lingua parlata dalla signora – decisamente utile per capire l’intera faccenda – ho già focalizzato la lente e aggiungo: persone di origine cinese che vivono qui e di origine italiana che vivono a Hong Kong – e che non sono riusciti a comprendere le poche parole che si riesce a sentire (e non parlo delle trascrizioni-interpretazioni non autorevoli, per di più di origine latinoamericano) – confermano che l’inglese che parla a signora è un inglese parlato male da una cinese. Sto aspettando se si riesce a capire da cinesi di Hong Kong che conoscono bene l’inglese e le due lingue cinesi (il cantonese e il mandarino), e che sono pratici di questa commistione di linguaggio parlata lì (e probabilmente anche dalla donna), il chinglish. Certamente il Santo Padre non parla inglese e tanto meno possa aver capito le poche parole della donna (e meno ancora quello che abbia voluto comunicare). Quindi, rimanendo con i due piedi a terra e non cedendo alle supposizioni, fantasie, ipotesi, illazioni (o come si volesse definirlo), la realtà rimane che ci sono gli elementi per confermare o per smentire che si trattasse di o che volesse lanciare un appello politico. Perciò, rispetto a questo “dettaglio”, le domande iniziali sono rimaste senza risposta: cosa abbia detto la donna e cosa volesse dal Santo Padre? Cosa le indusse a comportarsi in quel modo, inconsueto e sconveniente per una cinese (giudicando solo dai tratti somatici)?

[*] Per quanto riguarda le accuse mosse al Servizio di sicurezza vaticano, da leggere il commento della vaticanista Franca Giansoldato del Messaggero, su Ilgazzettino.it del 3 gennaio 2019: “L’episodio del giorno di San Silvestro a San Pietro – in cui si vede il Papa assestare due schiaffi (a Roma si direbbe due ‘pizze’) sul dorso della mano di una signora decisamente esaltata e molesta – ha di nuovo messo in evidenza i rischi che il pontefice corre ogni volta che si trova in mezzo alla gente senza avere alcun filtro. Già, perché a non volere accanto a sé un cordone di protezione e di guardie del corpo è lui stesso, allergico alle strette misure di sicurezza. Sin dal primo momento del pontificato Francesco si è lamentato per l’ossessione ai dispositivi previsti a difesa della sua persona.
A lui piace più godere della libertà nei movimenti e avere un contatto diretto con le persone. Anche se questo a volte è difficile da gestire. L’emozione e l’entusiasmo dei fedeli gioca brutti scherzi. Durante le udienze generali o in mezzo alle folle sterminate e scomposte dei viaggi esteri, la moderazione o l’educazione della gente che entra in contatto con il Papa, esattamente come è accaduto alla signora asiatica che ha strattonato violentemente Francesco, va a farsi benedire. Il Papa lo sa ma tira dritto. In Vaticano però ormai nessuno osa contrastarlo su questo terreno e i suoi collaboratori hanno imparato a conoscere bene il carattere impetuoso e spontaneo di Bergoglio.
Preso dalle circostanze a volte si lascia andare a gesti fuori dal protocollo. Gli è capitato, per esempio, di fermarsi a raccogliere galantemente la borsetta caduta ad una anziana signora (è successo nell’Aula Paolo VI) o ad assistere una poliziotta caduta da cavallo, facendo bloccare improvvisamente l’intero corteo papale durante il viaggio in Cile. Poi però al tempo stesso il Papa si è visto che si sottraeva spazientito al baciamano (previsto dal protocollo) nella basilica di Loreto.
Stavolta la mancanza di pazienza lo ha portato a difendersi come poteva dall’irruenza fastidiosa della pellegrina asiatica. A Napoli gli era, invece, toccato tenere a bada l’assalto molesto di un gruppo di suore carmelitane. Per fortuna quella volta stava seduto su uno scranno e non ha perso l’equilibrio mentre, invece, l’altro giorno a San Pietro poteva davvero essere trascinato in terra. La sua reazione è stata umana. Quasi spaventata. Certamente una debolezza, come lui stesso ha ammesso pubblicamente. Ma del resto capitava anche a Papa Wojtyla – ora San Giovanni Paolo II – quando perdeva le staffe con i suoi aiutanti e non era difficile sentire la sua voce baritonale alzarsi di qualche decibel nell’appartamento pontificio.
Esporsi alla folla senza avere sufficienti paracaduti resta però uno dei rischi maggiori per il Papa anche se da questo orecchio non ci sente. La scorta è stata da tempo ridotta all’osso e se fosse per lui la ridurrebbe ancora. Ai giornalisti in diverse occasioni, tornando dai voli papali, ha spiegato di non avere paura di subire attentati e nemmeno il gesto di qualche folle. Il suo timore non è tanto per la sua vita ma per quella degli altri.
Ieri il sito Vatican News minimizzava sull’accaduto mettendo in evidenza che la confessione del Papa all’Angelus è stato un fatto «bello» perché ha avuto «il coraggio di ammettere la propria debolezza, chiedendo scusa davanti al mondo per il gesto d’impazienza che ha avuto durante la visita al presepe in Piazza San Pietro».
Ci sarebbe, invece, da chiedersi se la confessione non sia stata studiata a tavolino per tamponare l’evidente distanza, quasi una contraddizione, tra il gesto impulsivo del giorno prima – avere alzato le mani stizzito su una donna invadente e petulante – e la bellissima omelia di Capodanno a San Pietro contro tutte le forme di violenza sulle donne.

[**] “‘Anche questa volta la signora ha afferrato la mano del Papa strattonandolo pur di averlo per sé, e senza mollare la presa anche quando lo aveva visto perdere l’equilibrio. Sono atteggiamenti che non hanno la qualità dell’ affetto e che sembrano avere il valore di un gesto quasi «magico». Il Papa davvero rifiuta questo approccio alla sua persona’.
Quando le spiegazioni degli amici sono peggio di quelle dei critici: il giudizio sulla motivazione della donna è davvero senza misericordia. A furia di ‘desacralizzare’ la figura del Pontefice, di farlo diventare il ‘parroco del mondo’, ‘uno di noi’, ecc. finisce che qualche donnetta particolarmente audace prenda il Papa per uno da strattonare perché le badi. La reazione è molto ‘umana’ e poco ‘papale’, in linea con la percezione del ruolo che i più ne hanno” (Annarosa Rossetto).

“Sarebbe bello che si rintracciasse la donna che ha tirato a se Sua Santità per chiederle qual era il messaggio che voleva portare, e che lo stesso Santo Papa la invitasse al Vaticano per un udienza privata! Ma forse sono solo un sognatore!” (Vincenzo Dalli Cardillo).

“The woman was not immediately identified. She, like others in the crowd, was separated by a white barrier from the pontiff, who was proceeding through the square along with a team of security and lieutenants. The woman had crossed herself as the pope moved slowly in her direction. As she pulled the pope toward her, she also said something to Francis that was not easily decipherable” (The Washington Post).

“La cosa più triste e preoccupante di questo episodio è che conferma il fatto che viviamo in una civiltà dell’immagine nella quale il sistema informativo non ha interesse ad andare oltre l’immagine, oltre la dimensione sensazionalistica dell’episodio. Il sospetto, come ha rilevato Claudio Otto Menghini, è che la cosa sia intenzionale: si teme di trovare ciò che farebbe crollare una narrazione di persone e fatti insistita quanto fasulla” (Antonio Caragliu).

“Eppure tutti hanno visto, la realtà è più grande di qualsiasi narrazione e solo chi antepone una idea ai fatti mistifica quel che è accaduto. E’ di una evidenza lampante, forse se ne occuperà la storia incapaci come siamo di affrontare la verità delle cose visibili per non essere “disturbati” più di tanto da quelle invisibili. Mi chiedo ancora questa sera come è possibile che nessun media cattolico o di news internazionale si sia interessato a quel che ha affermato, in modo accorato quanto maldestro, la donna asiatica protagonista di questo surreale ed indicibile episodio (la reazione del Papa, di un Papa se è fuori dall’ambito che ci indica Don Fortunato di Noto non è comprensibile ed il cuore e la ragione fan fatica ad accettarla così, nella sua drammatica e cruda realtà). Quale sorta di tabù è calato sul Pontefice e sulla Chiesa tanto da destinare all’oblio un fatto che in altri anni sarebbe stato giudicato dirompente, un gesto di protesta “contro” il Papa cattolico! Sarebbe stato assunto a gesto rivoluzionario, a monito del progresso, della libertà di pensiero!” (Hermann Sta).

“Ha semplicemente avuto paura di cadere o che potesse essere ferito. Ricordiamoci che molti segreti a noi non sono dato di conoscere… è un segno… tutto è già scritto… e come uomo ha avuto paura. Quanto male ha subito Sua Santità Giovanni Paolo? Era tra la folla tra le persone che lo amavano e un pazzo gli sparò. Perché non concediamo a papà Francesco la stessa carità? Ha semplicemente avuto paura. Stop. Che Dio abbia pietà dei nostri scandali” (Pina Cuomo).

“Mi domando perché non sia la signora stessa a lasciare qualche dichiarazione rivelatoria, ormai il suo volto è in mondovisione” (Valentina Vilano).

“Me lo chiedo anche io. Ma forse quello che vuole dire al Papa non può farlo pubblicamente. Forse aveva già provato a contattare il Papa per i normali canali diplomatici ed è stata respinta. Se fosse la madre o la moglie di qualcuno che in questo momento rischia la vita, in Cina o dintorni, si spiegherebbero tante cose. Ma attualmente questa è solo un’ipotesi” (Claudio Otto Menghini).

“Secondo me la fedele non ha volutamente arrecare danno al Santo Padre, non lo vedo come un atto ostile. Questo mio pensiero è corroborato dal fatto che alcuni secondi prima del passaggio di Sua Santità la signora si è fatta il segno della Croce, ciò può spiegare l’enfasi ed il trasporto, probabilmente attraverso il segno della Croce a affidato il suo (per lei importante) manifesto a Dio, lei sentiva che quel che aveva da dire era una preghiera per una questione importante ma è stata troppo incauta. Da quel che mi risulta la Gendarmeria Vaticana sa cosa la donna volesse dire, perché la donna ha parlato con gli uomini intervenuti a difesa del Santo Padre” (Vincenzo Dalli Cardillo).

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