Papa Francesco agli studenti augura buon Natale

A sorpresa papa Francesco è arrivato nel liceo classico romano ‘Pilo Albertelli’, intitolato al professore partigiano trucidato nelle Fosse Ardeatine, a fianco alla basilica di Santa Maria Maggiore, accompagnato dal direttore de L’Osservatore Romano, Andrea Monda, e dalla preside, Antonella Monda, incontrando gli 800 studenti.

Dopoché il coro del liceo ha cantato l’Alleluja di Leonard Cohen papa Francesco ha risposto alle loro domande personali: “Prima di dormire penso a tutti voi, ai meno fortunati. Spesso però, appena poggio la testa sul letto, mi addormento di botto”. Ai ragazzi ha ribadito che la fede nasce per attrazione ed ha parlato delle migrazioni, partendo dalla situazione argentina e di come abbiano portato alla necessità di vivere insieme. 

Inoltre due domande sono state poste a sorpresa al papa, di cui una riguardava il rapporto tra maestro e discepolo prendendo punto dal recente ricordo fatto dal papa del gesuita Miguel Ángel Fiorito, la scorsa settimana, nella Curia dei gesuiti a Roma. Il papa ha risposto recitando una poesia in spagnolo che chiarisce quello che, secondo lui, è l’idea di maestro e il perché questa figura sia necessaria nella vita.

Al termine il papa è ritornato a san Pietro, come conclude il comunicato: “Suonata la campanella, il Papa ha rivolto ai ragazzi e ai presenti gli auguri di buon Natale e, prima di andare via, ha risposto a un’ultima domanda di un ragazzo sulla contraddizione dell’uso della guerra per portare pace e sicurezza. Nel citare le tragiche situazioni di alcuni paesi, ha annunciato il suo video messaggio sul tema della pace, registrato con il Segretario Generale delle Nazioni Unite al termine dell’incontro avvenuto stamattina”.

Infatti nel videomessaggio il papa aveva detto: “Non possiamo, non dobbiamo girarci dall’altra parte di fronte alle ingiustizie, alle disuguaglianze, allo scandalo della fame nel mondo, della povertà, dei bambini che muoiono perché non hanno acqua, cibo, le cure necessarie. Non possiamo girarci dall’altra parte di fronte a qualsiasi tipo di abuso nei confronti dei più piccoli. Dobbiamo tutti insieme combattere questa piaga”.

Il papa ha chiesto di non ‘chiudere gli occhi’ davanti alle tragedie: “Non dobbiamo rimanere indifferenti davanti alla dignità umana calpestata e sfruttata, agli attacchi contro la vita umana, sia quella non ancora nata sia quella di ogni persona bisognosa di cure. Non possiamo, non dobbiamo girarci dall’altra parte quando i credenti di varie fedi sono perseguitati, in diverse parti del mondo”.

Ha aggiunto che la religione non può incitare all’odio: “Ma grida vendetta al cospetto di Dio anche la corsa agli armamenti e al riarmo nucleare. Ed è immorale non soltanto l’uso ma anche il possesso di armi nucleari, le quali hanno una portata distruttiva tale, che anche il solo pericolo di un incidente rappresenta una cupa minaccia sull’umanità. Non restiamo indifferenti di fronte alle numerose guerre che si continuano a combattere e che vedono soccombere tanti innocenti”.

Ed ha chiesto un maggior dialogo: “La fiducia nel dialogo fra le persone e fra le nazioni, nel multilateralismo, nel ruolo delle organizzazioni internazionali, nella diplomazia come strumento per la comprensione e l’intesa, è indispensabile per costruire un mondo pacifico.

Riconosciamoci membri di un’unica umanità, e prendiamoci cura della nostra terra che, generazione dopo generazione, ci è stata affidata da Dio in custodia perché la coltiviamo e la lasciamo in eredità ai nostri figli. L’impegno per ridurre le emissioni inquinanti e per una ecologia integrale è urgente e necessario: facciamo qualcosa prima che sia troppo tardi!

Ascoltiamo la voce di tanti giovani che ci aiutano a prendere coscienza di quanto sta accadendo oggi nel mondo e ci chiedono di essere seminatori di pace e costruttori, insieme e non da soli, di una civiltà più umana e più giusta. Il Natale, nella sua genuina semplicità, ci ricorda che ciò che veramente conta nella vita è l’amore”.

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