Papa Francesco: Natale è l’essenza del cristiano

Nel pomeriggio di giovedì 5 dicembre, in piazza san Pietro, si è inaugurato il presepe e si è illuminato l’albero di Natale con una cerimonia presieduta dal card. Giuseppe Bertello, e da mons. Fernando Vérgez Alzaga, rispettivamente presidente e segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano.

Il presepe è stato realizzato dalla città di Scurelle, 1400 abitanti, a 47 km.i da Trento, ai piedi del monte Lagorai ed ha coinvolto tutta la comunità attraverso il comitato ‘Amici del presepe’: le famiglie hanno donato oggetti e vestiti dei 23 personaggi, che sono tutti in legno e a grandezza naturale.

Raccontando al papa il presepe i vescovi di Trento, mons. Lauro Tisi, di Padova, mons. Claudio Cipolla, e di Vittorio Veneto, mons. Corredo Pizziolo, hanno la novità della nascita di Gesù: “La Natività racconta che Dio entra nella nostra Storia in punta di piedi con grande discrezione. Nella discrezione e nella tenerezza abbiamo il codice genetico dell’amore. E’ affascinante l’umanità del nostro Dio.

In essa trova appagamento il nostro anelito alla bellezza. La gratuità che la abita non è un sordo dovere. E’ la grande opportunità che ci viene offerta di essere liberati dall’ossessione di noi stessi per respirare la gioia di vivere. Il presepio che Le doniamo è il nostro inno alla gratuità e alla scoperta della forza dirompente del ‘noi’.

Chiediamo al Bambino di Betlemme che l’intrecciarsi gioioso di tante mani che hanno costruito il presepio, ora continui nell’intrecciarsi attivo delle mani, per soccorrere i fratelli e le sorelle segnati dalla fatica della vita. Non ci accada di avere tavole imbandite, ma senza commensali.  Avere il pane, ma non avere i volti, è come non avere nulla”.

In mattinata papa Francesco aveva salutato, nell’Aula Paolo VI, i donatori del presepe e dell’albero di Natale allestiti in piazza San Pietro. Il presepe donato da Scurelle, in provincia di Trento, e l’albero di Natale, proveniente da Rotzo, sull’Altipiano di Asiago, sono legati al ricordo della tempesta che, lo scorso anno, ha devastato molte zone del Triveneto:

“Sono lieto di accogliervi nel giorno in cui vengono presentati il presepe e l’albero di Natale, allestiti in Piazza San Pietro, legati insieme dal comune ricordo della tempesta dell’autunno scorso che devastò molte zone del Triveneto”.

Il papa aveva espresso la propria gratitudine alle Autorità civili dei due comuni: “Saluto tutti voi, ad iniziare dai fratelli vescovi, che ringrazio per le loro parole. Esprimo viva riconoscenza alle Autorità civili, che hanno sostenuto il dono di questi due simboli religiosi natalizi. Essi manifestano l’affetto della gente delle provincie di Trento, di Vicenza e di Treviso, segnatamente di alcune località poste nei territori delle diocesi di Trento, Padova e Vittorio Veneto”.

Durante l’incontro aveva incoraggiato le popolazioni colpite nello scorso anno dalla ‘catastrofe, che distrusse interi boschi: “L’incontro odierno mi offre l’opportunità per rinnovare il mio incoraggiamento alle vostre popolazioni, che l’anno scorso hanno subito una devastante calamità naturale, con l’abbattimento di intere zone boschive. Si tratta di eventi che spaventano, sono segnali d’allarme che il creato ci manda, e che ci chiedono di prendere subito decisioni efficaci per la salvaguardia della nostra casa comune”.

Aveva sottolineato l’idea dei donatori di riforestare la zona: “Ho appreso con piacere che, in sostituzione delle piante rimosse verranno ripiantati 40 abeti per reintegrare i boschi gravemente danneggiati dalla tempesta del 2018. L’abete rosso che avete voluto donare rappresenta un segno di speranza specialmente per le vostre foreste, affinché possano essere al più presto ripulite e dare così inizio all’opera di riforestazione”.

Per il papa Il presepe fa comprendere la precarietà che visse il Figlio di Dio: “Il presepe, realizzato quasi interamente in legno e composto da elementi architettonici caratteristici della tradizione trentina, aiuterà i visitatori ad assaporare la ricchezza spirituale del Natale del Signore.

I tronchi di legno, provenienti dalle zone colpite dai nubifragi, che fanno da sfondo al paesaggio, sottolineano la precarietà nella quale si trovò la Sacra Famiglia in quella notte di Betlemme. Anche il presepe artistico di Conegliano, collocato nell’Aula Paolo VI, aiuterà a contemplare l’umile grotta dove nacque il Salvatore”.

Infine, ricordando la sua visita a Greccio, aveva sottolineato che il Natale non è per un uso consumistico: “Come sapete, pochi giorni fa sono stato a Greccio a visitare il luogo dove San Francesco fece il primo presepe. Da lì ho pubblicato una Lettera proprio sul presepe, che è un segno semplice e mirabile della nostra fede e non va perduto, anzi, è bello che sia tramandato, dai genitori ai figli, dai nonni ai nipoti.

E’ una maniera genuina di comunicare il Vangelo, in un mondo che a volte sembra avere paura di ricordare che cos’è veramente il Natale, e cancella i segni cristiani per mantenere solo quelli di un immaginario banale, commerciale”.

Infatti nella lettera apostolica ‘Adimirabile Signum’ papa Francesco sottolinea l’importanza del presepe nel tramandare la fede: “Non è importante come si allestisce il presepe, può essere sempre uguale o modificarsi ogni anno; ciò che conta, è che esso parli alla nostra vita. Dovunque e in qualsiasi forma, il presepe racconta l’amore di Dio, il Dio che si è fatto bambino per dirci quanto è vicino ad ogni essere umano, in qualunque condizione si trovi”.

Aveva concluso ricordando l’umile accoglienza di Maria: “La Vergine Maria, che ha accolto il Figlio di Dio nella debolezza della natura umana, ci aiuti a contemplarlo nel volto di chi soffre, e ci sostenga nell’impegno di essere solidali con le persone più fragili e più deboli”.

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