Da Verona il rilancio di una ‘polifonia sociale’

‘Il Festival della Dottrina Sociale ha una sua continuità. Il prossimo anno sarà organizzato in 10 città’: ad annunciarlo è mons. Adriano Vincenzi, coordinatore del festival, che si è concluso all’auditorium di san Fermo Maggiore dopo le tre giornate che si sono svolte al Cattolica Center di Verona, con la sottoscrizione ufficiale e solenne della ‘Carta dei Valori per un impegno per la propria città’.

Il capoluogo veneto è l’esperimento pilota per una proposta nazionale che vede al centro la condivisione e la collaborazione costruttiva da parte di imprenditori, amministratori, lavoratori, esponenti della Chiesa, artisti. Un segnale importante per la classe politica e per una nuova Italia.

Dal 21 al 24 la IX edizione del Festival della Dottrina Sociale, apertasi con il videomessaggio di papa Francesco e la lettera del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è stata teatro di centinaia di testimonianze dell’impegno concreto dei cattolici in Italia e nel mondo. Sono intervenuti dalla Ministra alle Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti al sottosegretario all’Economia e le Finanze, Pier Paolo Baretta; da mons. Giuseppe Zenti, vescovo della città, al vescovo di Aleppo (Siria), mons. Antoine Audo; al card. Laurent Monsengwo Pasinya, arcivescovo nella Repubblica Democratica del Congo.

Un fitto programma di incontri e di tavole pensanti su come si può cambiare l’Italia conciliando economia, solidarietà e ed ambiente. Sono intervenuti anche nomi eccellenti del mondo dell’impresa, sindacale, universitario e del giornalismo. Tra gli altri, il prefetto Mario Morcone, direttore del Centro italiano rifugiati; il presidente del Forum delle Associazioni familiari, Luigi De Palo, e l’attore Pino Ammendola.

Il tema scelto per questa edizione è stato ‘Essere presenti: Polifonia Sociale’. Tante, infatti, le voci, in linea con la ‘polifonia’ del titolo, che hanno disegnato una rete di eccellenze e di esperienze positive. Una vera e propria ‘Assemblea costituente sociale’ per far ripartire l’Italia. Questa è stata la risposta dei cristiani a 360 gradi: dall’economia circolare alla famiglia, dalla scuola all’integrazione sostenibile, alla corretta gestione amministrativa del bene comune.

Con un occhio alla geopolitica internazionale, ai conflitti mediorientali e al rischio di neocolonialismo nel continente africano. Sono stati affrontati anche temi molto concreti, come quelli di un’economia sostenibile, che riesca a conciliare il sano bilancio aziendale con i valori cristiani, gli interessi della collettività, il welfare.

A Verona quindi il cambio di passo: la dottrina sociale dalla teoria ai fatti concreti. Ricette e proposte per la classe politica del futuro. Questa è stata la mission, andata a buon fine, del Festival, organizzato dalla Fondazione Segni Nuovi, che ha lo scopo di costruire una unità di pensiero e di azione tra i cattolici, mantenendo come riferimento la dottrina sociale della Chiesa.

La scuola e la famiglia sono stati i temi portanti del Festival della Dottrina Sociale, perché “l’Italia è fanalino di coda per la libertà di scelta educativa: la famiglia non può decidere il percorso di istruzione per i propri figli, a meno di non pagare di tasca propria, oltre alle tasse che paga allo Stato”, come ha prospettato Virginia Kaladich, presidente nazionale della Fidae, Federazione degli istituti di attività educative, durante il convegno ‘Libertà di scelta educativa: uno sguardo all’Europa’.

In particolare si è soffermata ad il illustrare il sistema scolastico: “Il sistema pubblico integrato è fatto di scuole statali e scuole paritarie, che vengono chiamate erroneamente ‘scuole private’ e che danno un contributo fondamentale di cui l’opinione pubblica spesso non è consapevole.

Le scuole paritarie hanno gli stessi obblighi delle scuole statali, com’è giusto che sia, ma non hanno lo stesso riconoscimento a livello economico. All’estero, la situazione è molto diversa. In Ungheria, dove siamo stati di recente e abbiamo incontrato il ministro dell’Istruzione, lo Stato si fa carico degli stipendi dei docenti.

La libertà che noi rivendichiamo non deve riguardare solo i cattolici ma tutti. Ed è per questo che abbiamo raccolto l’adesione di diversi partiti. Ma ci aspettiamo che il sostegno a questa richiesta sia trasversale e che nasca dall’opinione pubblica. Perché garantire a ogni famiglia la libertà educativa è un segno di grande rispetto degli individui”.

Alla presidente di Fidae ha fatto eco Luigi De Palo, presidente del Forum delle associazioni familiari: “La famiglia è un incredibile ammortizzatore sociale e si dovrebbe investire adeguatamente. Tanto più che non si tratta di trovare nuove risorse ma di utilizzare quelle che già adesso vengono frammentate tra i vari bonus, agevolazioni dell’Inps e così via”.

Molto concreta la proposta avanzata da De Palo: un assegno unico per ogni figlio da destinare alle famiglie, spiegando che il futuro sono i figli: “La politica ha sempre inteso il concetto di bene comune come una somma di interessi di singole categorie, mentre invece bisogna considerarlo come qualcosa che procura vantaggi a tutta la collettività.

Pensiamo ai figli. Per i genitori sono una gioia e tanti problemi, ma per il Paese sono soprattutto una risorsa. Perché senza figli non c’è futuro e chi decide di fare dei figli deve avere il massimo del sostegno dalla comunità nella quale vive”.

Riprendendo tali tematiche Gianluca Galletti, presidente dell’Ucid (Unione cristiana degli imprenditori e dirigenti) dell’Emilia Romagna ha affrontato la difficoltà di conciliare i valori prosaici dell’economia con l’etica e i principi di solidarietà sociale: “Le imprese vincenti sono e saranno quelle in grado di coniugare etica, economia e territorio. Perché è la qualità stessa del lavoro, e quindi dei prodotti che si realizzano, a crescere quando si pensa al vantaggio di tutti.

Non si tratta di teorie astratte ma di casi concreti: gli imprenditori che sono intervenuti oggi al convegno hanno parlato dei propri dipendenti chiamandoli per nome. E’ un segnale preciso del clima e dei rapporti che si instaurano in quei contesti lavorativi”.

Il festival era stato aperto dal messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che aveva sottolineato la necessità di una società inclusiva, fondata sulla Carta costituzionale: “In un tempo di cambiamenti profondi è necessario l’impegno per guidarli nella fedeltà ai valori della nostra Carta costituzionale.

Un impegno, singolo e di gruppo, che deve saper puntare alla condivisione nell’aspirazione verso una società inclusiva, equa, tesa al raggiungimento del bene comune e dell’affermazione del principio della dignità di ogni persona”.

Anche nel video messaggio papa Francesco aveva offerto una risposta al tema del titolo scelto, declinando la presenza cristiana nella società: “Il cambiamento duraturo parte sempre dal basso. Non abbiamo bisogno di uomini forti ma, uniti nell’impegno, tutti costruttori di fraternità e tutti importanti: operai, imprenditori, professionisti, cittadini, umili e dotti”.

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