Il Forum di Etica civile propone un ‘Patto tra le generazioni’

Si è conclusa con la firma del ‘Patto tra le generazioni’ da parte di tutti i 20 soggetti promotori la terza edizione del Forum di Etica civile svoltosi a Firenze, sabato 16 e domenica 17 novembre, di fronte a quasi 200 partecipanti giunti da tutta Italia: ‘Verso un patto tra generazioni: un presente giusto per tutti’ era il titolo della due-giorni fiorentina che ha messo a tema le questioni legate al rapporto intergenerazionale, nelle sue implicazioni sociali, economiche e politiche.

Dopo i saluti delle autorità e l’introduzione di Simone Morandini, coordinatore del Forum, sono intervenuti il prof. Alessandro Rosina, Benedetta Tobagi e mons. Erio Castellucci. Il primo, docente di Demografia alla Università Cattolica di Milano, ha evidenziato la rapidità con cui cambiano, da una generazione all’altra, le mappe per orientarsi e ha sottolineato che “avere sempre meno giovani, più demotivati e messi ai margini, come succede nel nostro Paese, significa inevitabilmente condannarsi ad avere meno crescita e meno coesione sociale”.

Benedetta Tobagi, giornalista e scrittrice, ha riflettuto su che cosa significa dover gestire, a livello personale e sociale, l’eredità di un’ingiustizia: “Come ci rapportiamo con le ferite del passato? Che cosa facciamo delle macerie? Come ci rapportiamo al male fuori e dentro di noi? Spesso si tratta di eredità pesanti e irrisolte, ma da accogliere camminando sulle orme di chi ci ha preceduto con coraggio e responsabilità. Purtroppo oggi sono sempre meno i soggetti capaci di porre questioni radicali in modo non violento”.

Infine mons. Erio Castellucci, arcivescovo-abate di Modena-Nonantola, ha offerto una riflessione sul rapporto tra le generazioni in ottica teologica: “L’etica civile è generativa e gravida di futuro. Le nuove generazioni portano esempi di maturazione di un’etica di questo tipo: il rispetto per le abilità differenti, la creatività artistica, l’attrazione per la promessa di relazioni autentiche”.

Le tre relazioni hanno offerto spunti ai 10 gruppi di discussione incaricati di preparare il ‘Patto’ sulla base di alcune premesse elaborate prima del Forum. Nella giornata conclusiva, prima di una tavola rotonda in cui sono state presentate alcune buone pratiche sul tema del rapporto tra le generazioni, sono intervenuti Enrico Giovannini, portavoce di ASVIS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile), e Marco Tarquinio, direttore di Avvenire.

Oltre a ribadire la richiesta, già avanzata da ASVIS, che nella Costituzione italiana venga inserito un impegno per la tutela dell’ambiente, della biodiversità e dello sviluppo sostenibile, ‘che sono chiaramente valori etici di giustizia intergenerazionale’, Enrico Giovannini ha anche lanciato un appello al presidente del Consiglio dei ministri:

“Chiedo a Conte un atto di coraggio e di intervenire domani in Parlamento quando si voterà un emendamento al decreto clima. Come ASVIS abbiamo proposto di cambiare nome al CIPE, un organismo da cui passano tutti gli investimenti pubblici e che si chiama così perché viene da un’idea di programmazione del futuro puramente economica, senza considerare gli aspetti sociali e ambientali.

Se ne parla da tempo ma la resistenza dei funzionari e dei partiti deriva dalla consapevolezza che se cambia il nome deve cambiare anche il modo di pensare alle politiche. Non è una questione formale, è una questione di giustizia intergenerazionale. Non vogliamo più ILVA nel nostro futuro e nel futuro dei giovani”.

Dal canto suo, Marco Tarquinio ha denunciato “la costruzione di un sistema di isolamento delle persone. Si rompono le reti che costruiscono solidarietà. Siamo dentro a un progetto che costruisce solitudini, che spesso mette gli uni contro gli altri.

Persi i valori, sono rimasti gli interessi. E anche la delicata questione migratoria c’entra anche con il rapporto tra le generazioni. Il nostro Paese continua a invecchiare e lo fa con un mix di nostalgia e di paura, anziché guardare al futuro. Un futuro che ci raccontano anche i giovani che arrivano da altri Paesi”.

Nelle conclusioni il Coordinamento di Etica civile ha sottolineato come il Forum ha rappresentato un momento di superamento della solitudine civica che molte realtà sperimentano nel loro agire quotidiano, un’occasione di incontro che ha consentito di superare reciproci stereotipi tra le generazioni, con l’auspicio che dal Forum nascano inedite collaborazioni tra i soggetti promotori e i molti partecipanti che lo hanno animato.

Infatti nelle premesse le associazioni aderenti al Forum (Cattolica giovani, Aggiornamenti Sociali, Centro ‘Bruno Longo’, Istituto di Diritto Internazionale della pace ‘Giuseppe Toniolo’, Centro Internazionale Studenti ‘Giorgio La Pira’, Associazione ‘Cercasi un Fine’, Fondazione Lanza, Fondazione Finanza Etica, Focsiv, Fuci, Il Regno, Associazione Incontri, Istituto di Formazione Politica ‘Pedro Arrupe’, Lega Missionaria Studenti, MEIC, Movimento dei Focolari, Movimento Eucaristico Giovanile, Progetto Umbertata, Opera per la gioventù ‘Giorgio La Pira’) avevano sottolineato il compito di ‘accompagnamento’ per tessere un rinnovato ethos civile:

“A questo compito intendiamo apportare un contributo insieme al gruppo dei soggetti promotori del Forum di Etica civile, la cui terza edizione ha per tema proprio il confronto fra le diverse generazioni. L’intento che ci anima è di lavorare insieme, giovani e adulti, per mostrare che un dialogo concreto e costruttivo tra generazioni è possibile e può costituire un fattore fondamentale per ridare slancio e forza all’Italia. Si tratta di spendersi per ripristinare i luoghi in cui persone di età diversa possono ritrovarsi per confrontarsi e collaborare in vista di obiettivi condivisi”.

E le documento conclusivo le associazioni hanno sottoscritto un documento per promuovere processi di “costruzione di un’etica civile, che con lessico rinnovato, superando il linguaggio d’odio, ritessa il legame sociale, a partire da quello intergenerazionale, in nuove forme di comunità, in nuove relazioni inclusive e animate dalla fraternità, in nuove reti, in nuove regole d’azione, in una cittadinanza planetaria, nella formazione ad una cultura della reciproca fiducia e della responsabilità;

impegno per una politica nel senso alto del termine: un servizio alla comunità animato dalla passione per il bene comune e per la giustizia ed eguaglianza sociale e di genere e dal riconoscimento del diritto universale ad una cittadinanza planetaria; un servizio che sia capace di attivare efficaci dinamiche istituzionali per una governance lungimirante dei cambiamenti, per una progettualità ed una competenza efficiente, per il contrasto all’evasione e all’elusione fiscale;

 promozione di una sostenibilità economica, sociale, ambientale intesa come reale capacità di ‘rispondere alle necessità delle generazioni attuali includendo tutti, senza compromettere le generazioni future’ (Laudato Si’ 54), orientando in tale direzione (che esige un deciso contrasto al cambiamento climatico) anche il mondo del lavoro, della finanza, della previdenza, della fiscalità, dell’educazione, delle professioni;

rigenerazione dei luoghi educativi e formativi (scuola, università, associazioni…), perché siano palestre di umanità in cui la condivisione di esperienze e conoscenze tra generazioni diverse avvenga nel segno della ricerca condivisa, di un’impegnativa relazione educativa, della promozione di soggettività, dell’apertura di spazi e possibilità;

impegno deciso per una integrazione politica europea, in un’Europa che costruisca pace nella giustizia e nella solidarietà, integrando le diverse prospettive in un orizzonte sovranazionale di incontro tra popoli e culture, tra diverse tradizioni religiose e filosofiche, aperto all’intera famiglia umana; coltivazione di una solidarietà costruttiva, accogliente nei confronti della diversità e delle tante forme di marginalità e vulnerabilità che interessano tutte le generazioni, a partire da quelle di chi cerca spazi di vita fuggendo da condizioni inaccettabili”.

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