Il card. Sandri in Grecia: rafforzare la fede di un popolo

La mattina di sabato 16 novembre il card. Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, insieme al nunzio apostolico, mons. Savio Hon Fai, e al vescovo della diocesi, mons. Petros Stephanou, ha celebrato la messa presso la Cappella delle Suore Vincenziane di Syros, fermandosi poi a visitare la casa di riposo che accoglie circa 35 ospiti con diversi gradi di autosufficienza.

Nella breve omelia a braccio, il prefetto  ha commentato la frase del Vangelo del giorno, ‘ma il Figlio dell’uomo quando tornerà troverà la fede sulla terra?’: partendo dalla constatazione di tante difficoltà e miserie dentro il cuore di ciascuno e della stessa Chiesa, guardandosi intorno, ha risposto che case ove si vive la carità quotidiana e concreta come quella in cui ci troviamo sono la più grande e vera risposta, perchè qui la fede non è soltanto una formula professata, ma è un motore di amore e di servizio che ci consente di poter alimentare così la speranza.

In seguito è iniziato il viaggio con scalo ad Atene verso Tessalonica (Salonicco), ove la delegazione è stata accolta dall’arcivescovo di Corfù ed amministratore apostolico del vicario apostolico di Salonicco, mons. Ioannis Spiteris: il card. Sandri ha iniziato la visita fermandosi presso la locale casa delle suore della Carità di Santa Teresa di Calcutta, una comunità di sei religiose di diverse nazionalità che gestisce una ospitalità per giovani madri con figli provenienti dalla Grecia, dalla Siria, dall’Iraq, dall’Afghanistan, dal Congo Kinshasa e dal Camerun.

Poi nei locali del Vicariato, dopo aver sostato in preghiera nell’attigua chiesa, ha incontrato i sacerdoti, le religiose, i Religiosi e alcuni operatori pastorali laici: il modello di presenza quasi ‘casa per casa’ che portano avanti le suore di madre Teresa di Calcutta si presenta come promettente almeno nella fase di rianimare una comunità cristiana ampia ma disseminata su un così vasto territorio in piccolissimi nuclei in mezzo alla stragrande maggioranza ortodossa.

La dimensione caritativa è stata individuata su due direttrici: l’assistenza spirituale e materiale a circa 750 famiglie, e dall’altro il soccorso prestato alla massa di migranti che transita nella regione per tentare la cosiddetta ‘via dei Balcani’, di recente diminuita a motivo della chiusura delle frontiere a Nord.

Durante l’incontro con i religiosi ha ricordato le figure dei santi Cirillo e Metodio: “In questo senso mi riallaccio all’esperienza positiva che invece sono stati capaci di vivere due illustri figli della comunità di Tessalonica, i fratelli Cirillo e Metodio, compatroni di Europa, ed apostoli dei popoli slavi…

Possiamo dire che attraverso di loro si rinnova il miracolo che già era avvenuto qui con la predicazione dell’apostolo Paolo: il Vangelo è verità eterna, eppure ha voluto incontrare una cultura per farla fiorire dal di dentro, e non accetta di rimanere incatenato, ma è una Parola che ‘corre’, secondo una nota espressione paolina sempre rivolta alla comunità di Tessalonica.

Corre la Parola e fa correre i suoi annunciatori: i santi fratelli Cirillo e Metodio proprio nel loro cammino incontro ai popoli slavi, aiutandoli a conoscere la Scrittura nella loro lingua, sperimentano anche delle difficoltà e degli ostacoli da parte di altri missionari, questa volta provenienti dal mondo latino e germanico, che parlano male di loro mettendo in cattiva luce il loro operato e costringendoli a recarsi a Venezia e a Roma per difendere la loro causa”.

Anche domenica 17 novembre il card. Sandri ha celebrato la messa, ricordando la celebrazione della Giornata Mondiale dei poveri, in comunione con papa Francesco: “L’attesa del giorno del Signore, richiamata dalle letture appena proclamate, ci chiede di stare protesi in avanti nella ‘beata speranza’ del ritorno del Signore, come preghiamo nella liturgia latina, ma questo non deve distoglierci dalla possibilità di trasfigurare il tempo presente proprio in base alla certezza che Egli rimane fedele e cammina con noi tutti giorni, sino alla fine del mondo.

Paolo rivolge proprio alla comunità di Tessalonica un richiamo paterno a non pensare come imminente il giorno del Signore, impegnandosi tuttavia nella santità e nella lotta contro il mistero dell’iniquità che insidierà dal di dentro l’esistenza stessa delle comunità cristiane”.

Concludendo l’omelia il card. Sandri ha elogiato la comunità cristiana greca per il ‘lavoro’ al povero: “Nella visita che ho potuto compiere in questi giorni ad alcune realtà della Chiesa Cattolica in Grecia, mi sono reso conto di come l’operosità della carità verso tante persone sofferenti sia una modalità concreta con la quale ciascuno di noi desidera la vita eterna, amando però nel concreto del tempo presente il fratello nel bisogno che bussa alle nostre porte e nel quale riconosciamo la presenza stessa di Cristo, povero, umile, ammalato, carcerato. Annuncio e carità siano dunque la carta di identità del vostro essere comunità cattolica in questo Vicariato Apostolico”.

Al termine è iniziato il viaggio di ritorno a Roma, con scalo ad Atene, durante il quale ha visitato il cantiere di una nuova chiesa vicino all’aeroporto, che dovrebbe servire i numerosi fedeli di origine albanese presenti nell’area circostante.

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