L’innovazione del volontariato parte dal Sud Italia

Si è tenuto ad Agrigento, sabato 9 e domenica 10 novembre, uno dei Convegni più partecipati della Società di San Vincenzo De Paoli. L’Associazione pronta a mettersi in discussione e rinnovarsi profondamente per rispondere ancora meglio ai bisogni delle persone in difficoltà in un mondo che cambia.

Formazione, corsi di progettazione sociale, piattaforme di e-learning, banca del tempo, un concorso scolastico interattivo per coinvolgere giovani, studenti e tutti i membri dell’Associazione, sono queste solo alcune delle innovazioni che sono state presentate dal Presidente nazionale della Società di San Vincenzo De Paoli, Antonio Gianfico e dalla Responsabile della Progettazione sociale e Referente giovani, Monica Galdo.

Non solo nuovi strumenti, ma anche l’invito a pensare in modo nuovo, a ragionare da una prospettiva chiara e aperta, a liberarsi dalla zavorra del “si è sempre fatto così”. E questa volta l’invito a cambiare parte dalla Sicilia, terra che ha partecipato attivamente ai progetti TRA (Tessitori di Relazioni www.travincenziani.it) e Solidarity PASS (La Prossimità per l’Autonomia dei Soggetti Svantaggiati www.bdtsanvincenzo.it) promossi e pensati dalla Società di San Vincenzo De Paoli, appositamente per le regioni del Sud.

Progetti che hanno permesso all’Associazione di sperimentare metodi più efficaci per farsi ancora più vicina alle persone che vivono in difficoltà e più soffrono. Proposte che verranno ulteriormente migliorate ed allargate a tutta Italia.

Ma non solo. La Società di San Vincenzo De Paoli ha mostrato di volersi mettere profondamente in discussione con una indagine commissionata all’Università di Pisa: “Si tratta – ha spiegato il Presidente Antonio Gianfico – di una ricerca sull’identità organizzativa della Società di San Vincenzo De Paoli per raccogliere le sfide che stanno attraversando l’Associazione e tutti gli altri enti del Terzo Settore. Conoscersi più a fondo per migliorarsi ed essere pronti a dare risposte adeguate a quei bisogni sociali che stanno cambiando quantitativamente e qualitativamente”.

“Non dobbiamo pensare che la progettazione sociale sia uno strumento che serve solo per farci accedere a un finanziamento; progettare significa dare un’organizzazione alle nostre azioni”: sono invece le parole di Monica Galdo, che attraverso la progettazione sociale contribuisce a promuovere l’innovazione dentro la Società di San Vincenzo De Paoli.

Tra le tante novità presentate da Monica Galdo un’altra idea che nasce dal Sud, questa volta da Napoli, dove è stata introdotta la figura del ‘family coach’, una “persona di prossimità: un amico, un vicino di casa, un vincenziano, che guida la famiglia, l’accompagna e va a creare delle reti con altre realtà associative e le istituzioni”.

Davvero molte le domande e le provocazioni giunte dagli oltre 200 soci venuti da tutte le province della Sicilia. E’ stato proprio il pubblico ad essere protagonista “un po’ come il nuovo modello di formazione che – come ha osservato il Presidente Gianfico – non è fatta di lezioni frontali, ma di molteplici occasioni di coinvolgimento e di confronto”.

Una statistica Istat riporta che sta crescendo il numero di giovani che desidera fare esperienze di volontariato: “Dove sono i nostri giovani? – ha chiesto la Referente Monica Galdo – Occorre essere capaci di lasciare loro spazio! Non possiamo pensare che i giovani di oggi, travolti da una vita frenetica e mille impegni, frequentino con assiduità l’Associazione.

Dobbiamo prevedere occasioni diverse, momenti in cui possano partecipare. E perché no, anche essere disposti a cambiare gli orari delle nostre riunioni per permettere a chi lavora di potervi presenziare. Inventarsi campi regionali, coinvolgerli in feste ed occasioni più estemporanee”.

Ricche di spunti anche le testimonianze delle Conferenze di Agrigento e Porto Empedocle che, come ha osservato il Coordinatore regionale Camillo Biondo: “ci hanno fatto riflettere su quanto sia importante non soltanto fornire aiuti economici, ma soprattutto mostrare vicinanza ed amicizia alle persone che affianchiamo”.

Dal Convegno è emersa una spinta all’innovazione che si appoggia a radici e che non dimentica la tradizione, richiamata da Maria Teresa Bentivegna, conoscitrice del pensiero del beato Federico Ozanam: “La rivoluzione di Ozanam – ha concluso il Presidente nazionale Antonio Gianfico – è stata proprio il dare un ruolo e una responsabilità ai laici. Un riconoscimento sociale e giuridico che prima mancava. Un impegno che dobbiamo sempre portare avanti senza mai perdere di vista la differenza tra il proteggere il povero ed autorealizzarsi aiutando il povero”.

Impeccabile l’organizzazione curata dalla Presidente del Consiglio Centrale di Agrigento della Società di San Vincenzo De Paoli Cettina Novara, da Rosario Marchica e tutti i volontari.

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