Palermo ricorda Donna Franca Florio

La Delegazione della Sicilia Occidentale del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio è stata invitata da Donna Agata Orlando Riva Sanseverino, Superiora della Congregazione di Maria Santissima dell’Aspettazione al Parto, sotto il titolo delle Signore Dame del Giardinello al Ponticello, a partecipare alla Solenne Santa Messa che verrà celebrata in memoria della Consorella Donna Franca Florio, grande esempio legato alle sue attività in favore dei poveri ed in particolare delle donne palermitane in difficoltà.

La solenne funzione religiosa si è svolta sabato 9 novembre presso l’Oratorio delle Dame del Giardinello in via del Ponticello 39 a Palermo e parteciperanno i cavalieri, dame e postulanti della Sacra Milizia. Sarà presente Donna Costanza Afan de Rivera, nipote di Franca Florio.

Lo storico Gioacchino di Marzo in “Opere storiche inedite sulla città di Palermo” del 1837 denomina la comunità della Cappella delle Dame, semplicemente “Giardinello” e così la descrive: “Congregazione secreta di dame, con oratorio in essa, che è sotto il titolo: Espettazione del Parto della Vergine”. Sta nella contrada del Ponticello nella strada detta di Casa Professa, e dal 1595 deriva la sua fondazione.

La nobil forma e fervore di congregazione che vi osserva oggigiorno la nobile consororità, la riconosce dallo zelo e gloriosa opera della fu Serva di Dio Lionora Ruffo ed Oneto, Principessa di San Lorenzo, nel 1733… Fiorisce con molta frequenza di dame, che vi si uniscono una volta al mese per meditarvi la buona morte, non chè in quaresima per gli esercizi spirituali, e nella novena di Natale”.

La fondazione della Nobile Congregazione risale secondo quanto riporta il Mongitore nella sua opera intitolata “Palermo divota di Maria” al 1608. Alcuni secoli dopo, nel 1733, fu riformata da Donna Eleonora Ruffo e Oneto, Principessa di San Lorenzo. Facevano parte di essa nobildonne della migliore aristocrazia palermitana dell’epoca, che si riunivano ogni venerdì per le pratiche di culto, sotto l’assistenza di un ecclesiastico (tradizionalmente un Gesuita).

La Congregazione sorse con lo scopo lodevole di assistere le partorienti di umili condizioni del quartiere Albergheria. La Congregazione era retta da una Preside o Superiora eletta ogni anno tra le consorelle, ed era coadiuvata da due congiunte; una detta di “man destra” e l’altra di “man sinistra”.

Quando la corte borbonica di Napoli per sfuggire alle truppe napoleoniche si rifugia a Palermo il titolo di Preside viene assegnato addirittura alla Regina Maria Carolina: da allora fino alla fine della monarchia saranno le regnanti in carica ad avvicendarsi nella prestigiosa carica, tra cui la Regina Maria Adelaide D’Asburgo-Lorena, la Regina Margherita di Savoia e la Regina Elena Petrovich del Montenegro.

Oltre ai venerdì le Dame si riunivano una volta al mese per meditarvi la ‘buona morte’, per pregare per le partorienti e per le consorelle defunte, non che in Quaresima per gli esercizi spirituali, e nella novena di Natale. Oggi la Congregazione, sempre formata da sole donne, continua nelle opere di beneficienza e di assistenza sociale prestando un aiuto tangibile agli indigenti del quartiere, in modo particolare alle giovani donne e neo mamme in situazioni di disagio sociale ed economico: e non solo italiane, ma anche donne immigrate da paesi extra-comunitari.

Costruito tra il 1595 e il 1608 in prossimità della chiesa di Santa Maria delle Grazie al Ponticello – oggi santuario di Nostra Signora di Lourdes – l’oratorio nasce contemporaneamente alla Congregazione costituita dalle nobili dame del tempo per assistere in preghiera e per contribuire materialmente le partorienti disagiate dell’Albergheria.

L’etimologia Ponticello deriva dal fatto che esisteva un manufatto atto a scavalcare il corso del fiume Kemonia, detto ponte consentiva il passaggio tra una sponda e l’altra durante i periodi di piene invernali. Il pregevole sito è stato dichiarato monumento nazionale.

Inoltre domenica 17 novembre il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha partecipato alla liturgia in memoria di mons. Domenico Narni Mancinelli, morto in odore di santità, arcivescovo di Cosenza e arcivescovo-Vescovo di Caserta, confessore e direttore spirituale di vari Regnanti delle Due Sicilie, e di santa Giovanna Antida Thouret, celebrata dal vescovo di Nola, mons. Francesco Marino.

Nel 1818 fu nominato arcivescovo di Cosenza da papa Pio VII. Nel 1832 diventò vescovo di Caserta, ben voluto e accolto dal re Ferdinando II. A Caserta si distinse per il restauro della cattedrale, l’acquisizione e il recupero della caserma dei soldati di Falciano, riutilizzata come seminario.

Come già avvenuto alla cattedrale di Cosenza, anche a quella di Caserta donò preziosi arredi e anche una preziosa tela raffigurante la Madonna della Purezza, fondando poi la Congregazione missionaria per l’evangelizzazione delle parrocchie di campagna.

Legò il proprio mandato apostolico alla figura di Giovanna Antida Thouret, che all’età di 22 anni prese i voti a Napoli. Ne divenne il confessore e ‘direttore di coscienza’, intrattenendo anche una corrispondenza epistolare.

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