A Crema beatificato p. Alfredo Cremonesi

‘Vi incoraggio a portare la luce del Vangelo ai nostri contemporanei. Possiate essere testimoni di libertà e di misericordia, facendo prevalere la fraternità e il dialogo sulle divisioni’: il tweet di papa Francesco ha scandito la vigilia della Giornata Missionaria, in cui è stato beatificato nella cattedrale di Crema il missionario in Birmania, p. Alfredo Cremonesi, dal card. Angelo Becciu, prefetto della Congregazione delle cause dei santi.

Nell’omelia il card. Becciu ha ricordato il ‘coraggio’ evangelico del nuovo beato: “Con coraggio, lasciò la sua terra per servire la causa del Vangelo in terra di missione, offrendo il proprio contributo, fino all’effusione del sangue, perché la Buona Novella giungesse nella lontana terra di Birmania”.

Per questo annuncio non gli mancò le sofferenze: “Nelle sue sofferenze e nella sua eroica morte, egli ha reso la suprema testimonianza a Cristo portando a compimento l’imitazione del divino Maestro. In questa solenne assemblea liturgica, alla vigilia della Giornata missionaria mondiale e nella medesima data in cui padre Cremonesi celebrò la sua prima messa in terra cremasca, la Chiesa ne proclama la santità e lo venera come martire per aver donato la sua vita a motivo della sua opera di evangelizzazione”.

Riprendendo una frase di papa Francesco il prefetto della congregazione dei santi ha ricordato che anche oggi la sua testimonianza è valida: “Con la testimonianza della sua vita generosamente offerta per amore di Cristo, il beato Alfredo parla oggi a questa diocesi di Crema e la stimola nella sua testimonianza al Vangelo della carità; parla ai missionari che, sollecitati dal mandato di Cristo, sono andati per le strade del mondo per annunciare la buona novella della salvezza a tutti gli uomini, in special modo ai più bisognosi; parla a tutta la Chiesa ricordando che morire per la fede è un dono concesso solo ad alcuni, ma vivere la fede è una chiamata diretta a tutti”.

E’ questo il significato scritto da papa Francesco nel messaggio per la giornata missionaria: “Proprio come ci esorta il tema di questa Giornata missionaria mondiale: Battezzati e inviati. Ogni battezzato è chiamato a ravvivare la propria coscienza missionaria, come afferma il concilio Vaticano II: ‘Tutti i cristiani, ovunque vivano, sono tenuti a manifestare con l’esempio della propria vita e la testimonianza della parola, l’uomo nuovo di cui si sono rivestiti attraverso il battesimo’. Ogni battezzato deve sentirsi, inoltre, sollecitato dalla propria vocazione alla santità. In ciò il beato Cremonesi è un modello da perseguire per l’esemplarità di una donazione senza limiti nei confronti della chiamata di Dio”.

Da una lettera scritta alla madre il card. Becciu ha tratteggiato le sue doti: “Padre Alfredo fu uomo di profonda fede; un’intensa vita di preghiera animava le sue giornate e il suo cammino, nel quale, oltre all’Eucaristia e al culto per Gesù Crocifisso e morto in croce, si trovava una tenera devozione alla Madonna. Lo caratterizzava anche la carità verso il prossimo, ispirata alla carità di Cristo.

Con un buon temperamento cordiale ed entusiasta, era zelante nell’aiutare il prossimo, poveri, ragazzi giovani, contadini… Fu proprio la sua carità a portarlo a offrire infine la vita per difendere la sua gente. Seppure ben consapevole del pericolo che correva stette con il suo gregge sino alla fine. Avrebbe avuto la possibilità di fuggire e nascondersi, ma non lo fece, pensando che la sua presenza poteva essere di aiuto alla gente e portare calma nella tensione esistente”.

Ed ha proposto la sua figura ai credenti: “Il beato Alfredo Cremonesi è una bella figura di vita sacerdotale e religiosa, un missionario che ha consumato la sua esistenza nel dono della propria vita. Interamente dedito a Dio e alla missione evangelizzatrice, era del tutto distaccato da se stesso: la sua esistenza era donata alla sua gente, della quale aveva voluto condividere la condizione di povertà, rinunciando a ogni pur minimo privilegio. La sua santità si può riassumere in tre elementi fondamentali: la fede, la carità e la povertà”.

Infine la canonizzazione è uno sprone per i fedeli del Myanmar ed anche dell’Italia: “Il beato Alfredo Cremonesi, figlio di questa terra lombarda, si presenta a noi, oggi, come fulgida testimonianza di una vita consacrata interamente al servizio del Vangelo e degli ultimi.

Tale straordinario esempio di dedizione alla propria vocazione e missione è di notevole importanza per tutto il popolo di Dio, in particolare per quanti dedicano la vita al ministero dell’annuncio della Parola; è stimolo per i giovani a riflettere sulla bellezza della vocazione missionaria, vissuta con entusiasmo e totale impegno, senza paure o reticenze. Egli ricorda a tutti noi che il futuro delle nostre comunità e delle Nazioni non sarà di chi diffonde odio e violenza, ma di chi semina fraternità, accoglienza e condivisione”.

Nel diario, prima di partire missionario, scriveva: “Noi missionari non siamo davvero nulla. Il nostro è il più misterioso e meraviglioso lavoro. Vedere anime che si convertono: un miracolo più grande di ogni miracolo”.

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