San Vincenzo de Paoli: dal carcere un riconoscimento dell’umanità

Matera, capitale europea della Cultura 2019, Patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO, ha ospitato la cerimonia conclusiva del XII Premio ‘Carlo Castelli per la solidarietà’, concorso letterario destinato ai detenuti delle carceri italiane promosso dalla Società di San Vincenzo De Paoli con il patrocinio di Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Ministero della Giustizia, Università Europea di Roma, Fondazione ‘Matera Basilicata 2019’ e con il riconoscimento di una speciale medaglia del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sul tema ‘Riconoscere l’Umanità in sé e negli altri per una nuova convivenza’.

Infatti scrivere libera la mente, aiuta a riflettere sui propri errori ed è un’occasione per aiutare ‘chi sta fuori’ a non ripeterli, ha osservato Antonio Gianfico, Presidente della Federazione nazionale Società di San Vincenzo De Paoli: “Ogni anno riceviamo centinaia di testi dai reclusi di tutte le carceri italiane. Il mondo carcerario è un condominio fatto di spazi angusti, di regole rigide, di relazioni forzate, di privazioni e di sofferenza.

C’è quindi la necessità e la convenienza di condividere al meglio quel poco che si ha materialmente a disposizione, ma, soprattutto, di attingere a quelle risorse interiori che possono veramente segnare una svolta nella propria vita. Dagli scritti pervenuti emerge un’umanità soffocata dalla sofferenza, un’umanità che si confronta con quella del vicino, cercando di abbattere il muro del pregiudizio, di comprendere e valorizzare le differenze. Una convivenza di prossimità”.

Inoltre imparando dagli errori del passato si può aprire un nuovo capitolo della propria esistenza e si può davvero fare qualcosa di buono ed utile non solo per se stessi, ma anche per gli altri, come ha dichiarato Claudio Messina, delegato carceri della Società di San Vincenzo De Paoli ed anima ed organizzatore del Premio ‘Carlo Castelli’:

“Ed è per questo che, anche nel premiare le opere scelte, abbiamo pensato di dare (una libertà in più) al candidato che, oltre a ricevere un riconoscimento per sé, sceglierà una buona causa nel sociale a cui destinare un’altra parte del premio in denaro. Ecco una buona possibilità, per chi ha sbagliato nella vita, di riscattarsi offrendo un contributo alla società”.

La cerimonia di premiazione ed il convegno ‘In carcere con umanità. Nell’incontro la scoperta dei valori comuni’ si è svolta venerdì 11 ottobre nella Casa circondariale di Matera con Luigi Accattoli, Guido Traversa, Rita Barbera, don Raffaele Sarno, Gabriella Feraboli, Carmelo Cantone. Ai tre vincitori dell’edizione sono stati consegnati rispettivamente 1.000, 800 e 600 euro, con il merito di finanziare anche un progetto di solidarietà.

In aggiunta ai premi, a nome di ciascuno dei tre vincitori sono stati devoluti anche: 1.000 euro per finanziare la costruzione di un’aula scolastica a Lurhala (Congo); 1.000 euro per un progetto formativo e di reinserimento sociale di un giovane dell’Istituto Penale Minorile di Bari; 800 euro per l’adozione a distanza di un bambino della Bolivia per 5 anni. Queste le opere premiate: 1°) Per chi muore, per chi rimane – Carmelo Gallico (C.C. Tolmezzo – UD); 2°) Riscoprire i rapporti di buon vicinato – Alessandro Cozzi (C.R. Milano – Opera); 3°) Un padre – Alessandro Crisafulli (C.R. Milano – Opera).

Accanto a questi racconti la Giuria del Premio ‘Carlo Castelli’ ha segnalato altre 10 opere meritevoli, che sono state raccolte, insieme ai testi dei primi tre classificati, nell’antologia: ‘Il bisogno di Umanità’: Eroi – Mario Musardo (C.R. Tempio Pausania – OT); Muri paralleli – Massimiliano Avesani (C.R. Tempio Pausania – OT); La strada ritrovata – Lucian Tarara (C.R. Volterra); Il regalo di un sorriso – Antonino Scarpulla (C.C. Palermo Pagliarelli); Il castigo del diavolo – Angelo Meneghetti (C.R. Padova) L’invisibile – ‘Il cavagliere’ (C.C. Roma Rebibbia N.C.); Gli altri siamo noi – Roberto Cavicchia (C.C. Genova Marassi); Umanità – Simone Borgese (C.C. Rieti); Misero et cordis – Francesco Lori (C.C. Rieti); Il viaggio predestinato – Domenico Auteritano (C.C. Roma Rebibbia N.C.).

Il volume, oltre ai racconti scelti dalla giuria del premio letterario, contiene testi e esperienze sulla vita carceraria e delle realtà che ruotano attorno a questo mondo, con saggi tra gli altri di Luigi Accattoli (giornalista, scrittore e presidente della giuria), Rita Barbera (già direttore del carcere dell’Ucciardone di Palermo), Carmelo Cantone (Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria per le regioni Lazio – Abruzzo e Molise), Michele Ferrandina (direttore Casa Circondariale di Matera), Guido Traversa (docente di Filosofia morale presso l’Università Europea di Roma).

Nell’introduzione alla raccolta dei saggi il presidente della giuria, Luigi Accattoli, ha scritto: “Il riconoscimento d’umanità talora sorprende, affiorando nelle situazioni anche meno propizie, come potrebbe sembrare quella del carcere; e può capitare che sia proprio la prova del carcere a favorire quel riconoscimento: l’attestano molti tra i lavori che abbiamo ricevuto per questa edizione del premio…

Come Giuria abbiamo ancora una volta ammirato la capacità di coinvolgimento soggettivo dei concorrenti in elaborati che sono anche revisioni di vita. Presi nel loro insieme i lavori che abbiamo letto costituiscono un’affermazione corale, si direbbe una protesta, che ‘l’umanità ha bisogno di prossimità’, come si esprime uno dei concorrenti. E’ significativa questa protesta che ci arriva da chi è ostacolato in ogni esperienza di prossimità.

A tutti i concorrenti che si sono messi in gioco vorremmo dire il nostro grazie, che indirizziamo innanzitutto a quanti hanno attestato che prossimità inaspettate e inattesi recuperi d’umanità possono maturare anche nell’universo carcerario”.

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