Svegliati Europa: monito dei vescovi

Nella sessione conclusiva dei lavori dell’Assemblea Plenaria che si è svolta fino a domenica 6 ottobre a Santiago de Compostela, i Presidenti delle Conferenze Episcopali d’Europa, membri del CCEE, hanno indirizzato un messaggio a tutta l’Europa per rinnovare la propria fede:

“Dalla tomba dell’Apostolo Giacomo, meta di numerosi pellegrini provenienti da ogni parte del nostro continente, anche noi, vescovi del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa, rinnoviamo la nostra professione di fede sul fondamento degli Apostoli. In questi giorni, abbiamo avuto la gioia di vedere tanti giovani, e meno giovani, raggiungere a piedi Santiago, arrivando davanti alla Porta della Gloria”.

Nei giorni di incontro i vescovi hanno riflettuto sul tema ‘Europa, tempo di risveglio? I segni della Speranza’, diventando più ‘consapevoli’ della fragile situazione della fede nei Paesi europei: “il desiderio della vita fondata sul Vangelo e allo stesso tempo la debolezza ecclesiale e umana; il desiderio di santità e allo stesso tempo la poca testimonianza di vita; -il desiderio di diritti umani universali e allo stesso tempo la perdita del rispetto della dignità umana; il desiderio di armonia nella società e con il creato, ma anche la perdita di ogni senso di verità oggettiva; il desiderio di una felicità duratura, ma anche la perdita di un senso condiviso del destino a cui l’umanità è chiamata; il desiderio di pace interiore e coerenza espressi in una ricerca spirituale, ma anche la negazione di quella ricerca in molti discorsi pubblici”.

Dinanzi a tale situazione i vescovi hanno sottolineato che la speranza cristiana è l’antidoto alla crisi, come ‘sentinelle del mattino’: “Nelle diverse storie e tradizioni, nelle sfide vecchie e nuove, ci sono elementi di speranza: tra questi, i santi e i martiri dei nostri Paesi, fiaccole ardenti che incoraggiano il presente e annunciano il futuro. Essi brillano come stelle nel cielo.

Riscopri le tue radici, Europa! Contempla i numerosi esempi di questa speranza soddisfatta, a cominciare dai nostri santi Patroni: Benedetto da Norcia, Cirillo e Metodio, Brigida di Svezia, Caterina da Siena, Teresa Benedetta della Croce, segno di un’Europa unita nella diversità. Riscopri la testimonianza di grandi figure europee più vicine a noi, come madre Giuseppina Vannini, Margarita Bays, il cardinale John Henry Newman che domenica 13 ottobre saranno proclamati santi dalla Chiesa e gli innumerevoli esempi di santità presenti lungo le strade del nostro tempo e che, spesso, incontriamo nel nostro quotidiano”.

Quindi è un invito a rallegrarsi per la fede tramandata dai santi: “Riconosci con gratitudine la loro fede in Dio e il loro esempio. Lascia che modellino questo nostro amato continente… Noi crediamo che la vera risposta a tutte le domande di senso è Gesù Cristo, volto del Padre. Proclamiamo la nostra fede nella Sua persona, unico Salvatore dell’uomo e del mondo”.

Il comunicato conclusivo riprende l’invito di apertura di papa Francesco a scoprire i segni di speranza nel continente europeo: “Cari fratelli nell’Episcopato, vi invito a vivere questi giorni come un cammino, teso a scorgere i segni di speranza che costellano l’Europa dei nostri giorni. Tanti ve ne sono, spesso nascosti, anche se sovente siamo portati a non rendercene conto. Li vediamo a cominciare dalla sollecitudine di tanti nostri fratelli verso quanti sono nella sofferenza e nel bisogno, specialmente i malati, i carcerati, i poveri, i migranti e i rifugiati; come pure nell’impegno in campo culturale, specialmente nell’educazione dei più piccoli che sono il futuro dell’Europa. La fede nel Signore risorto ha reso i cristiani intrepidi nella carità ed essa è il più grande antidoto contro le tendenze del nostro tempo, piene di lacerazioni e di contrapposizioni”.

Nell’introdurre i lavori il presidente della CCEE, card. Angelo Bagnasco, aveva lanciato un appello alla speranza, non dimenticato il lavoro del volontariato: “Da questo santuario –ricco di secoli e di fede -vorremmo dare un messaggio di speranza all’Europa in affanno; vorremmo da qui ricordare che negare le origini è premessa di smarrimento personale e sociale. Lo scorso anno, abbiamo ricordato in Polonia la testimonianza della solidarietà evangelica.

Ai 100.000.000 di volontari cattolici operanti nel Continente rinnoviamo la nostra gratitudine e li incoraggiamo a continuare per il bene di tutti. Quest’anno, dalla Spagna, vogliamo annunciare un altro frutto del Vangelo: il bene diffuso con la fantasia dell’amore, i valori alti dell’uomo e del cristiano, la santità dei santi e dei martiri che, come fili d’oro, intessono, ieri e oggi, la trama popolare, l’anima più vera e profonda delle nostre terre.

Dalla tomba dell’Apostolo Giacomo, vorremmo fare anche un appello caldo e insistente affinché, con tutti i Fratelli delle diverse Confessioni Cristiane, possiamo essere insieme lievito dell’Europa. Tutto ciò che riguarda l’uomo ci interessa! La sua vita, la famiglia, la giustizia e la pace, i poveri e i migranti, l’ambiente e il creato, lo sviluppo giusto e sostenibile, il bene dell’anima, il diritto di rimanere nella propria Patria o di partire… la vita eterna! Tutto appartiene alla fede! Su queste sfide i cristiani hanno molto da testimoniare e da dire insieme”.

Quindi tanti i segni di speranza, individuati dai vescovi, a cominciare dal più grande: l’esistenza della fede in Europa, nonostante siano cambiati, e in profondità, i paradigmi di riferimento. Tra i segni di speranza c’è anche la conquista della libertà religiosa soprattutto nei Paesi dell’Est dopo la caduta del regime sovietico; la maggiore partecipazione dei laici all’opera di evangelizzazione e la presenza crescente della donna nella Chiesa.

E’ segno di speranza anche la presenza degli immigrati in Europa, presenza che allarga l’orizzonte stesso della Chiesa ed, hanno concluso i vescovi europei, è segno di speranza anche la persona stessa di Papa Francesco che ci insegna un modo nuovo di essere pastori e sottolinea la Misericordia e la carità di Dio che tocca le piaghe della società moderna.

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