Papa Francesco a Maurizio con un pensiero ai giovani in un paese in grande sviluppo

Dopo la visita in due paesi “difficili” la sosta di oggi ha il sapore della antica storia e dello sviluppo.

Maurizio infatti è uno dei paesi con il più alto tasso di sviluppo del continente e non solo perché meta di vacanza.

Il Papa si ferma poche ore in questo paradiso tropicale e fiscale che ha saputo dopo la fine del colonialismo inglese anche crescere e rivedere negli ultimo 30 anni la propria economia.

Come altre isole dell’oceano indiano la Repubblica di Maurizio è terra di missione e la prima messa del territorio è stata celebrata nel 1616 dai padri gesuiti.

Forte vento e pioggia per l’arrivo del Papa accolto con gli ombrelli colorati come le bandiera del piccolo stato basato su di un’isola vulcanica.

Il sapore dell’ Africa lascia il posto a quello dell’India come dimostra il sahari della moglie del primo ministro.

In una terra di confine in mezzo all’ Oceano Indiano chiese, moschee e templi indù, e attrazioni turistiche si intrecciano come la cultura inglese con quella francese.

La diocesi di Port Louis, l’unica del paese, e il dialogo tra le fedi non è sempre facile.

Il Papa arrivando si ferma al monumento di Maria Regina della Pace inaugurato nel 1940 per ringraziare Maria che aveva tenuto le Isole lontane dalla guerra

Lo slancio missionario ha un volto giovane e capace di ringiovanire, ricorda Papa Francesco nella messa che celebra a Port Louis alle Maurizio.

Il vento e la pioggia lasciano posto al sole, migliaia di palme salutano l’arrivo della papamobile e Francesco parla di missione ricordando Padre Laval e del ruolo dei giovani in una società in pieno sviluppo ma anche dove calano le vocazioni e dove il cristianesimo si confronta con altre religioni.

Sono i giovani dice Francesco nella omelia “a risentire maggiormente della disoccupazione che non solo provoca un futuro incerto, ma inoltre toglie ad essi la possibilità di sentirsi protagonisti della loro storia comune. Futuro incerto che li spinge fuori strada e li costringe a scrivere la loro vita ai margini, lasciandoli vulnerabili e quasi senza punti di riferimento davanti alle nuove forme di schiavitù di questo secolo XXI. Loro, i nostri giovani, sono la nostra prima missione! Dobbiamo invitarli a trovare la loro felicità in Gesù, non in maniera asettica o a distanza, ma imparando a dare loro un posto, conoscendo il loro linguaggio, ascoltando le loro storie, vivendo al loro fianco, facendo loro sentire che sono benedetti da Dio. Non lasciamoci rubare il volto giovane della Chiesa e della società! Non permettiamo ai mercanti di morte di rubare le primizie di questa terra!”.

Il monumento Maria Regina della Pace è adagiato sulle pendici di un rilievo con una statua in marmo di Carrara di Maria alta tre metri. Nel parco c’è posto per 80 mila persone. Anche Giovanni Paolo II celebrò la messa in questo luogo nel 1989.

Ad accogliere il Papa il cardinale Maurice Piat che ha ricevuto la berretta da Papa Francesco nel 2016 come ringraziamento per il suo impegno per i poveri.

In effetti a Maurizio la soglia della povertà assoluta è sotto il due per cento della popolazione, e lo sviluppo ha migliorato le condizioni di vita soprattuto dei bambini.

La diocesi di Port Louis ha una pagina dedicata ai presidi di sostegno per i poveri dell’isola e delle piccole isolette che sono parte della Repubblica.

Il Papa aggiunge: “per vivere il Vangelo, non possiamo aspettare che tutto intorno a noi sia favorevole, perché spesso le ambizioni del potere e gli interessi mondani giocano contro di noi”.

E a proposito del calo delle vocazioni il Papa aggiunge: “quando sentiamo il minaccioso pronostico “siamo sempre di meno”, dovremmo prima di tutto preoccuparci non della diminuzione di questa o quella forma di consacrazione nella Chiesa, ma piuttosto della carenza di uomini e donne che vogliono vivere la felicità facendo percorsi di santità, uomini e donne che facciano ardere il loro cuore con l’annuncio più bello e liberatore”.

Una delle sfide della Chiesa cattolica nelle Maurizio è la minaccia alla famiglia con depenalizzazione dell’aborto e politiche anti natalizie. I giovani si allontanano dalla fede e le vocazioni calano, ma i vescovi del paese sono molto impegnati per la educazione, tanto è che già Giovanni Paolo II nel 1988 aveva elevato alla dignità cardinalizia Jean Mergéot che aveva avviato il Centro Tabor per la formazione dei giovani. 

Dopo la messa il Papa si reca nella sede dell’episcopio vicino alla cattedrale per pranzare con i 5 vescovi  della Conferenza Episcopale dell’ Oceano indiano.  La conferenza è nata grazie all’impegno del cardinale Margéot. 

 Fonte: Acistampa.com 

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