Mons. Mosciatti nuovo vescovo di Imola

La diocesi di Imola ha festeggiato il suo nuovo vescovo proveniente dalla diocesi di Fabriano e Matelica, mons. Giovanni Mosciatti, sabato 13 luglio con una grande festa di musica. Al termine della messa, celebrata nella cattedrale di san Cassiano, il neo vescovo ha salutato i fedeli con una strofa di ‘Romagna Mia’:

“Sono molto contento di venire in questa terra di Romagna, che è la terra della passione e dell’amore schietto e generoso, come ricorda una strofa del bell’inno Romagna mia: ‘tu sei la stella, tu sei l’amore… lontan da te non si può star’. Dilettissimi fratelli e sorelle, sento il calore del vostro affetto e con tutto il cuore lo ricambio. Permettetemi di farlo con le mie prime parole nel vostro, anzi nel nostro, bel dialetto romagnolo: ‘Av vòi bela che bè’ (Vi voglio già bene)”.

Nella concelebrazione eucaristica insieme a mons. Tommaso Ghirelli, vescovo emerito della diocesi, e mons. Stefano Russo, amministratore apostolico della diocesi di Fabriano-Matelica e segretario generale della Cei, l’arcivescovo metropolita di Bologna, mons. Matteo Maria Zuppi ha parlato della gioia della Chiesa romagnola:

“E’ tutta grazia, abbondante, tanto più grande del nostro peccato e della mediocrità della nostra vita. Come tutti i doni diventano nostri se li doniamo, se vinciamo l’istintivo senso di possesso che ci fa credere che c’è più gioia nel ricevere che nel dare. La tua gioia, Giovanni, è davvero la nostra, dei tuoi e di quei ‘tuoi’, tanti e cari, che Dio ti ha fatto incontrare in questi anni, carovana affidabile del tuo cammino.

La tua gioia più vera è vedere tanti contenti con te e per te e potere contemplare insieme la nostra madre Chiesa esultare perché l’umiltà viene innalzata e Cristo reso vivo in mezzo a noi. La tua gioia è tanta comunione, vecchia e nuova, dono che dobbiamo fare crescere, anche tra Chiese sorelle”.

Poi lo ha invitato ad essere tra la gente: “Non avere paura di essere entusiasta dinanzi agli uomini poveri di amore, tu continua a cantare la vita, il tuo amore di cristo. La tua vita sia come una banda che faccia sentire tutti graditi e accettati: tu mettiti lì in mezzo come un fratello per donare e ricevere amore. Oltre alla preghiera, ciò che fa stare in piedi un vescovo è la sua gente: il prossimo, anche quello lontano, lo troviamo amandolo così com’è, non classificandolo o cercando di cambiarlo”.

Riferendosi al motto scelto dal nuovo vescovo, mons. Zuppi lo ha invitato ad essere sempre pieno di gioia: “Cammina come fece Gesù da Gerusalemme a Gerico, ma anche nei corridoi delle scuole, che tu in questi anni hai percorso molte volte. Sii sempre felice di seguire Gesù, il buon umore non ti manca: non lo perdere!

La simpatia è il primo modo per partecipare l’amore di Dio, per avvicinare le persone a Gesù. ‘Sosteniamoci nella lode di Cristo’ è il tuo motto, caro don Giovanni. La vergine del Piratello ti aiuti ad avere una gioia che non finisce”.

Ricordando un episodio riferito da papa Francesco l’arcivescovo di Bologna lo ha invitato a valorizzare la ricchezza umana del popolo romagnolo: “Fatti aiutare e valorizza con amabilità la tanta santità che è nei cuori dei cristiani e di tanti. Sii sempre, come ti ha detto la bambina, contento di servire Gesù. E’ il vero onore che abbiamo e se lo vivi tanti saranno aiutati a scoprirlo e si sentiranno amati”.

Prima dell’inizio della celebrazione, sul sagrato della cattedrale, la sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, ha accolto il nuovo vescovo, ricordando l’opera di mons. Ghirelli: “La comunità imolese ha sempre ritenuto la voce del Vescovo un prezioso ed essenziale contributo nell’opera di comprensione del senso del proprio cammino.

Un percorso contraddistinto dal marcato attivismo, dall’intelligenza, dallo spirito di sacrificio e dalla generosità di uomini e donne impegnati quotidianamente nella costante opera di affinamento e miglioria delle proprie risorse. Un popolo, quello romagnolo, solidale, tenace e pugnace, con posizioni politiche, sociali, religiose e ideali diverse, variegate, spesso tra loro contrapposte, ma accomunate dall’amore per la propria terra e le proprie radici”.

Il vescovo ha ringraziato la sindaca ed ha ribadito il suo compito: “…è con profonda gratitudine e trepidazione che accolgo l’indirizzo di saluto che mi è stato ora rivolto e che mi rende sempre più consapevole del compito importante che il vescovo è chiamato a compiere, anche guardando e ringraziando il mio grande predecessore, mons. Tommaso Ghirelli, a cui va tutta la mia stima e l’affetto di un figlio che vuole seguire ed imparare dal padre, ed insieme a lui voglio ricordare il venerato vescovo emerito mons. Giuseppe Fabiani, recentemente scomparso. Mi colpisce molto la sua affermazione che la comunità imolese ha sempre ritenuto la voce del vescovo un prezioso ed essenziale contributo nell’opera di comprensione del senso del proprio cammino”.

Al termine dell’ordinazione episcopale i festeggiamenti sono proseguiti alla Rocca Sforzesca dove il neo vescovo ha suonato con la sua band, i ‘Turno di guardia’, spiegando la scelta dello stemma: “Nello stemma che ho scelto ho voluto che fosse inserita una tromba. Nelle Sacre Scritture rappresenta l’annuncio della Parola e della volontà di Dio. E anche la mia passione per la musica…

Chiedo al Signore che mi aiuti a vivere questa circostanza della mia vita nel modo più vero, obbedendo sempre alla sua volontà. Ho scelto come motto ‘Sosteniamoci nella lode di Cristo’. E’ un inno d’Avvento di sant’Ambrogio. Insieme possiamo andare più lontano e sostenendoci riusciremo ad essere veri cristiani in questo tempo particolare. Correggiamoci, quindi, per l’amore di Cristo”.

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