Aiuto alla Chiesa che Soffre e l’aiuto nel mondo

Nell’introduzione al rapporto di Aiuto alla Chiesa che soffre si legge: “Sin dai suoi inizi, la Chiesa ha sempre offerto aiuto alle persone nel bisogno. Oltre alla sua missione pastorale, la Chiesa è impegnata a finanziare organizzazioni che operano nel settore dell’assistenza sociale in tutto il mondo e a sostenere quelle che sono più in difficoltà in molte aree di crisi.

Ma c’è una cosa che molti non sanno: la Chiesa stessa spesso ha bisogno di un aiuto urgente, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo e in quelli colpiti dalle migrazioni di massa interne, dalla persecuzione o dai disastri naturali. I numeri parlano chiaro: attualmente, circa 200.000.000 persone in tutto il mondo non possono liberamente praticare la loro fede. Il diritto fondamentale alla libertà religiosa non è garantito, infatti, in oltre 80 Paesi.

I cristiani sono attualmente perseguitati, discriminati o oppressi in più di 40 nazioni. Qui le infrastrutture della Chiesa e la dignità umana dei fedeli non possono essere mantenute con risorse proprie e, quando questo è possibile, solo tra grandi difficoltà. In molti di questi Paesi le donazioni in denaro sono le uniche fonti di entrata per la Chiesa”.

Ed i numeri dell’associazione sono consistenti: € 111.108.825 per la Chiesa povera, oppressa e perseguitata in tutto il mondo. Tale raccolta, ottenuta grazie a donazioni private degli oltre 330.000 benefattori che ACS conta a livello internazionale, ha permesso di realizzare 5.019 progetti in 139 Paesi. Come negli ultimi anni gran parte delle offerte è stata devoluta a progetti in Africa (27%) e in Medio Oriente (25%). La regione mediorientale ha visto un importante aumento degli aiuti nel corso degli ultimi anni.

Dall’inizio delle cosiddette primavere arabe nel 2011, infatti, la Fondazione pontificia ha realizzato interventi per un totale di € 92.000.000, di cui oltre € 18.000.000 nel solo 2018. Il sostegno emergenziale alle migliaia di cristiani sfollati e rifugiati, soprattutto nell’area mediorientale, ha rappresentato più del 12% degli aiuti elargiti lo scorso anno. Ma è in particolar modo significativo sottolineare la grande opera di ricostruzione delle case cristiane, resa possibile dal sostegno di ACS in Siria e in Iraq.

Sono state infatti 1.479 le abitazioni cristiane ricostruite in Medio Oriente grazie all’intervento della Fondazione. In Medio Oriente si trova anche il Paese che nel 2018 ha più di tutti beneficiato del sostegno di ACS: si tratta della Siria, dove sono stati realizzati interventi per ben € 8.615.940, oltre € 2.860.000 in più rispetto al 2017. Nella classifica dei beneficiari, al secondo posto vi è un altro Paese mediorientale, l’Iraq, dove l’anno passato sono stati finanziati progetti per un totale di € 6.513.500. Seguono l’India (€ 5.246.706), l’Ucraina (€ 3.295.987), e la Repubblica Democratica del Congo (€ 2.880.466).

Per quanto riguarda le aree di intervento, si confermano al primo posto i progetti di costruzione e ricostruzione (31,9% degli aiuti) con oltre € 23.200.000 che hanno contribuito a costruire 2.470 tra abitazioni, cappelle, chiese, conventi, seminari e centri pastorali. Seguono le intenzioni di Sante Messe (16,4%): nel 2018 hanno beneficiato di questo particolare sostegno, fondamentale nelle aree povere in cui i sacerdoti non possono contare su nessun altra forma di sussistenza, 40.569 sacerdoti: uno ogni 10 nel mondo.

In totale, lo scorso anno, sono state celebrate 1.421.001 Sante Messe secondo le intenzioni dei benefattori di ACS, ovvero una Santa Messa ogni 22 secondi. Al terzo posto tra le tipologie di aiuti vi sono quelli emergenziali, a pari merito con gli interventi a sostegno della formazione di sacerdoti e religiosi (12,4%): nel 2018 è stata sostenuta la formazione di 11.817 seminaristi, ovvero uno ogni 10 nel mondo, e sono stati finanziati gli studi di 4.370 sacerdoti.

Estrema rilevanza è riconosciuta anche all’educazione alla fede dei laici, la quinta categoria di intervento che ha costituito l’11,2% degli aiuti. Lo scorso anno è stata finanziata la formazione di 14.164 tra catechisti e laici impegnati. La sesta categoria di intervento è relativa ai mezzi di trasporto per la pastorale (6,8%), con 907 veicoli donati tra cui 370 automobili, 189 motociclette, 342 biciclette, 2 camion, 2 pullman e 2 barche. Segue il sostegno ai media cristiani e alla pubblicazione di Bibbie e altri testi religiosi (4,6%). Tra testi sacri e pubblicazioni proprie, nel 2018 la Fondazione ha permesso la pubblicazione e la diffusione di 1.103.480 volumi.

Le cifre mostrano una realtà fondamentale di sostegno alla Chiesa di tutto il mondo. Un sostegno che si attua anche e soprattutto con la vicinanza alla Chiesa oppressa e perseguitata e tramite la capacità di reagire concretamente agli attacchi che sempre più nel mondo vedono vittime le comunità cristiane.

In occasione di tragici attentati, quali le recenti stragi avvenute in Sri Lanka nel giorno di Pasqua, Aiuto alla Chiesa che Soffre ha sempre e tempestivamente reagito permettendo alle comunità ferite di rialzarsi e di rafforzare la propria presenza, finanche in Paesi dove i cristiani rappresentano una piccola minoranza oppressa. Attraverso la ricostruzione delle chiese distrutte, sostenendo le famiglie delle vittime, permettendo ai sacerdoti, alle religiose e ai religiosi di continuare la loro opera.

In questo quadro è stato estremamente rilevante il sostegno dei benefattori italiani: nel 2018 ACS-Italia ha visto un incremento del 22,1% della raccolta, che ha raggiunto quota € 4.493.660 rispetto ad € 3.679.035 del 2017. Un altro dato significativo è il rilevante aumento del numero dei benefattori italiani, dai 13.012 del 2017 ai 17.230 dello scorso anno, con un aumento del 32,5%. Molti dei progetti concretizzatisi grazie al contributo italiano sono stati realizzati in Siria e in Iraq.

In Siria le donazioni (€ 531.200) hanno permesso di acquistare latte per i bambini e cibo per gli adulti di Aleppo, medicine per i malati di Homs, pasti per i numerosi cristiani rifugiati. In Iraq, invece, € 486.300 sono stati impiegati principalmente per agevolare il rientro delle famiglie cristiane, dei sacerdoti e dei religiosi nella Piana di Ninive aggredita dall’ISIS. Aiuti considerevoli sono stati offerti anche in Venezuela, dove € 345.377 hanno consentito ai sacerdoti di dedicarsi ai poveri attraverso le pentole solidali. Tra le nazioni sostenute anche Nigeria (€ 257.209), Pakistan (€ 234.616), India (€ 209.910) ed Egitto (€ 44.500).

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