Vescovo di Caltanissetta a Presidente Mattarella: ’Sbloccare i lavori della SS 640 e ridare vita al territorio’

“Signor Presidente, con cuore di pastore mi rivolgo a Lei”: con queste parole il Vescovo di Caltanissetta, mons. Mario Russotto, inizia la breve, ma toccante lettera, datata 29 maggio, ma pubblicata in questi giorni, per sollecitare una pronta soluzione al gravissimo stop dei cantieri per l’ammodernamento della SS 640, che collega Agrigento a Caltanissetta.

Nonostante le ripetute promesse, i colloqui con le autorità dello Stato, la navetta legislativa per il decreto Sblocca-cantieri, tutto è drammaticamente fermo. I fatti sono a conoscenza di tutti: tra eccessi burocratici, contenziosi, fallimenti, l’impresa appaltatrice – la CMC di Ravenna – ha trascinato verso la crisi le aziende consorziate, che vantano crediti per decine di milioni di euro. Il tutto con innegabili risvolti in tema di disoccupazione e sfiducia nei confronti di uno Stato che ‘mette mano all’aratro e poi si volge indietro’, deludendo sempre più le attese dei cittadini per lo sviluppo del territorio.

Un territorio segnato dalle infiltrazioni mafiose e dal degrado, privo di infrastrutture che possano definirsi tali, senza collegamenti che favoriscano il commercio; un territorio, in fin dei conti, votato alla crisi. La giustizia impone che a ciascuno sia riconosciuta l’equa remunerazione per il lavoro svolto, ma, anche prescindendo da qualsiasi discorso valoriale, la pura valutazione dell’utilità richiede che si proceda immediatamente a pagare le imprese.

Chi vorrà mai partecipare più a gare d’appalto, se non c’è la certezza, almeno, di far fronte alle spese? Quale cittadino potrà più sperare in un lavoro di qualità, se la logica del sottocosto e dell’indifferenza domina lo scenario politico e amministrativo? Come si potrà pretendere che si contribuisca alle spese pubbliche, se il principio assoluto è quello dell’irrazionale sperpero delle risorse?

Che valore avranno più i capitolati d’appalto e le previsioni di spesa se, come un’enorme bolla, i costi sono destinati a lievitare in modo esponenziale? Nel silenzio assordante della politica, l’unica speranza è da riporre nella Chiesa, che esce dalle sagrestie per farsi prossima alle istanze della popolazione.

Non è solo una questione economica, è in gioco la dignità dei lavoratori. Ora, attendiamo una risposta: non un’ulteriore vana promessa, ma una presa di coscienza e un impegno serio perché Caltanissetta non diventi sempre più un’isola infelice nella disgraziata Isola di Sicilia.

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