Papa Francesco ai nunzi apostolici: difendete la Chiesa

Papa Francesco ha ricevuto i 103 rappresentanti pontifici (98 nunzi apostolici e cinque osservatori permanenti), riuniti in Vaticano per incontri con il papa e con i suoi collaboratori, che si concluderanno sabato prossimo con la messa mattutina del papa a Casa Santa Marta, con un colloquio libero e nel ricordo del nunzio in Argentina, mons. León Kalenga Badikebele.

Nel testo consegnato il papa ha evidenziato un ‘decalogo’, in cui il Nunzio è chiamato ad essere ‘uomo di Dio’: “Essere un ‘uomo di Dio’ vuol dire seguire Dio in tutto e per tutto; ubbidire ai suoi comandamenti con gioia; vivere per le cose di Dio e non per quelle del mondo; dedicargli liberamente tutte le proprie risorse accettando con animo generoso le sofferenze che sopraggiungono in conseguenza della fede in Lui.

L’uomo di Dio non raggira né froda il suo prossimo; non si lascia andare a pettegolezzi e maldicenze; conserva la mente e il cuore puri, preservando occhi e orecchie dalla sporcizia del mondo… L’uomo di Dio sa camminare umilmente con il suo Signore, sapendo di dover fare affidamento solo su di Lui per poter vivere in pienezza e perseverare sino alla fine, mantenendo il cuore aperto verso gli svantaggiati e i reietti dalla società e ascoltando i problemi delle persone senza giudicarle. L’uomo di Dio è colui che pratica la giustizia, l’amore, la clemenza, la pietà e la misericordia”.

Quindi è anche ‘uomo di Chiesa’, che non cerca di danneggiarla: “Essendo il Nunzio Rappresentante Pontificio, non rappresenta sé stesso ma la Chiesa e in particolare il Successore di Pietro… Essere uomo di Chiesa richiede anche l’umiltà di rappresentare il volto, gli insegnamenti e le posizioni della Chiesa, cioè mettere da parte le convinzioni personali.

Essere uomo di Chiesa vuol dire difendere coraggiosamente la Chiesa dinanzi alle forze del male che cercano sempre di screditarla, di diffamarla o di calunniarla. Essere uomo di Chiesa richiede di essere amico dei vescovi, dei sacerdoti, dei religiosi e dei fedeli, con confidenza e calore umano, svolgendo al loro fianco la propria missione e avendo sempre uno sguardo ecclesiale, cioè di un uomo che si sente responsabile della salvezza degli altri”.

Altra caratteristica del Nunzio è quella di essere un ‘salvatore di anime’ sullo stile di san Massimiliano Kolbe: “Il Nunzio è annunciatore della Buona Novella ed essendo un apostolo del Vangelo ha il compito di illuminare il mondo con la luce del Risorto, di portare Cristo sino ai confini della terra. E’ un uomo in cammino che semina il buon seme della fede nei cuori di chi incontra. E chi incontra il Nunzio dovrebbe sentirsi in qualche modo interrogato… Lo zelo apostolico è quella forza che ci tiene in piedi e ci protegge dal cancro della disillusione”.

La quarta caratteristica del Nunzio è quella della riconciliazione: “E’ parte importante del lavoro di ogni Nunzio essere uomo di mediazione, di comunione, di dialogo e di riconciliazione. Il Nunzio deve cercare sempre di rimanere imparziale e obbiettivo, affinché tutte le parti trovino in lui l’arbitro giusto che cerca sinceramente di difendere e tutelare solo la giustizia e la pace, senza lasciarsi mai coinvolgere negativamente…

Se un Nunzio si chiudesse nella Nunziatura ed evitasse di incontrare la gente, tradirebbe la sua missione e invece di essere fattore di comunione e di riconciliazione ne diverrebbe ostacolo ed impedimento. Non dovete dimenticare mai che voi rappresentate il volto della cattolicità e l’universalità della Chiesa presso le Chiese locali sparse in tutto il mondo e presso i Governi”.

La quinta è quella di essere un uomo del papa: “In quanto Rappresentante Pontificio il Nunzio non rappresenta sé stesso ma il Successore di Pietro e agisce per suo conto presso la Chiesa e i Governi, cioè concretizza, attua e simboleggia la presenza del Papa tra i fedeli e le popolazioni. E’ bello che in diversi Paesi la Nunziatura viene chiamata ‘Casa del Papa’…

La vostra missione, dunque, è molto impegnativa perché richiede disponibilità e flessibilità, umiltà, impeccabile professionalità, capacità di comunicazione e di negoziazione; richiede frequenti spostamenti in automobile e lunghi viaggi, cioè vivere con la valigia sempre pronta. Essendo inviato del Papa e della Chiesa, il Nunzio dev’essere predisposto per i rapporti umani, avere una naturale inclinazione per le relazioni interpersonali, cioè essere vicino ai fedeli, ai sacerdoti, ai Vescovi locali, e anche agli altri diplomatici e ai governanti.

Il servizio del Rappresentante è anche quello di visitare le comunità dove il Papa non riesce a recarsi, assicurando loro la vicinanza di Cristo e della Chiesa… E’ inconciliabile, quindi, l’essere Rappresentante Pontificio con il criticare alle spalle il Papa, avere dei blog o addirittura unirsi a gruppi ostili a Lui, alla Curia e alla Chiesa di Roma”.

Poi tre caratteristiche necessarie, quale ‘uomo di iniziativa’: “E’ necessario avere e sviluppare la capacità e l’agilità nel promuovere o adottare una condotta adeguata alle esigenze del momento senza mai cadere né nella rigidità mentale, spirituale e umana, né nella flessibilità ipocrita e camaleontica.

Non si tratta di essere opportunisti, ma di saper passare dall’ideazione all’attuazione avendo in mente il bene comune e la fedeltà al mandato… L’uomo di iniziativa è una persona positivamente curiosa, piena di dinamismo e di intraprendenza; una persona creativa e dotata di coraggio, che non si lascia vincere dal panico in situazioni non prevedibili, ma sa, con serenità, intuito e fantasia tentare di capovolgerle e gestirle positivamente”.

Queste caratteristiche si ottengono alla sequela di Gesù: “Occorre precisare che tali capacità si acquistano mettendosi alla sequela di Gesù, sul modello degli Apostoli e dei primi discepoli, che accolsero la chiamata con particolare attenzione e adesione alla condotta di Gesù Cristo”.

Poi è uomo di ‘obbedienza’: “La virtù dell’obbedienza è inscindibile dalla libertà, perché solo nella libertà noi possiamo obbedire realmente, e solo obbedendo al Vangelo si entra nella pienezza della libertà. La chiamata del cristiano e, in questo contesto, del Nunzio all’obbedienza rimane la chiamata a seguire lo stile di vita di Gesù di Nazareth. La vita di Gesù, improntata all’apertura e all’obbedienza a Dio, che Egli chiama Padre… E’ contro-testimonianza chiamare gli altri all’obbedienza e disobbedire”.

Inoltre è uomo di preghiera, indicando loro san Paolo VI: “Il Nunzio senza una vita di preghiera, rischia di venir meno a tutti i requisiti sopramenzionati. Senza la preghiera diventiamo semplici funzionari, sempre scontenti e frustrati. La vita di preghiera è quella luce che illumina tutto il resto e tutto l’operato del Nunzio e della sua missione”.

Altra caratteristica che contraddistingue il Nunzio è la carità: “L’operato del Nunzio non si deve mai limitare allo svolgimento delle pratiche, che, pur essendo importanti, non potranno mai rendere la sua missione feconda e fruttuosa; per questo il Nunzio deve spendersi nelle opere caritative, specialmente verso i poveri e gli emarginati: solo così potrà realizzare pienamente la sua missione e il suo essere padre e pastore. La carità è anche gratuità, ed ecco perché vorrei qui parlavi di un pericolo permanente, ossia il pericolo delle regalie…

Nessun regalo di qualsiasi valore deve mai renderci schiavi! Rifiutate i regali troppo costosi e spesso inutili o indirizzateli alla carità, e ricordate che ricevere un regalo costoso non giustifica mai il suo uso”. Infine è uomo di ‘umiltà’ secondo le caratteristiche elencate dal card. Rafael Merry del Val, segretario di Stato e collaboratore di San Pio X, in una preghiera che indica la via cristiana dell’umiltà e dell’amore.

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