A Tolentino DiVento festival

Nel prossimo fine settimana a Tolentino un festival dedicato al vento grazie al ‘diVento festival’, promosso dal circolo culturale ‘Tullio Colsalvatico’, con il patrocinio del Comune di Tolentino ed il sostegno della Fondazione Claudi, della Banca Popolare di Spoleto, della ITICI e di Systematica, che si conclude nel mattino di domenica 2 giugno con un laboratorio per insegnare ai bambini a costruire il proprio aquilone che poi loro stessi faranno volare, animato dal gruppo ‘Ritagli di cielo’.

Nei giorni scorsi l’associazione ha presentato il programma, che prende avvio venerdì 31 maggio con l’attrice Beatrice Fazi, protagonista della piece teatrale ‘Cinque donne del sud’, scritto da Francesca Zanni al teatro ‘Don Bosco’ della città, raccontato con un tono sempre in bilico tra il brillante e la commozione e uno sguardo fortemente ironico su chi siamo stati e chi diventeremo: la coppia, il rapporto tra madri e figli, l’emancipazione femminile.

Dal 1887 al 2018, le cinque donne portano per mano lo spettatore attraverso i cambiamenti epocali, le abitudini e le superstizioni, le leggende e il folclore, viaggiando dal Sud Italia al Nuovo Mondo, attraversando grandi rivoluzioni, delusioni e speranze, passando dalla vita contadina a quella iperconnessa, avanzando verso un futuro che cambia e che le cambia. I

Il festival prosegue sabato 1 giugno alle ore 10 all’Abbadia di Fiastra con un workshop di poesia ed arti, in uno spettacolo itinerante aperto a tutti, con il poeta e critico letterario Gianfranco Lauretano; il pomeriggio e la sera gli incontri si svolgeranno a Caldarola dalle ore 17, con la mostra fotografica ‘Nostoi’ di Fiorella Sampaolo, l’intervento di Davide Rondoni (poeta ed animatore in tutta Italia del bicentenario dell’Infinito di Giacomo Leopardi) che presenterà il suo volume ‘E come il vento, lo strano bacio del poeta al mondo’, sullo sfondo delle illustrazioni di Giorgia Abate.

Domenica mattina i partecipanti potranno rivedere ciò che è stato restituito del Cappellone di S. Nicola e del Santuario, dopo il terremoto. E nel pomeriggio il festival terminerà con una visita speciale nella città di Recanati sulle tracce del poeta Giacomo Leopardi nel bicentenario de ‘L’infinito’ leopardiano.

Ad una delle protagoniste, Fiorella Sampaolo, nonché anche organizzatrice del festival, abbiamo chiesto di raccontarci la sua mostra fotografica, intitolata ‘Nostoi’: “Il termine ‘Nostoi’ viene dal greco e significa ‘ritorni’, era il titolo di uno dei poemi greci che componevano il ciclo troiano dove veniva raccontato il ritorno degli eroi Greci in patria. Ecco in questa mostra io racconto un viaggio che ho fatto a fine estate scorsa, precisamente a Peschici, in un momento particolare della vita che ho vissuto.

Come scrivo ‘si parte e non si sa mai come si torna’, parti con uno stato d’animo e torni con una consapevolezza in più. E’ un percorso in cui incontri luoghi, persone, sapori, e nel percorrere fai memoria anche del passato, del perché sei partito, del desiderio che serbi nel cuore, le aspettative, per poi realizzarsi in un ritorno, che è anche un ritorno a casa, alla routine di tutti i giorni spesso, ma per me è stato un ri-cominciare in maniera differente.

Il ritorno è influenzato dal percorso, una ‘commistione’ di luoghi, volti, dialoghi, e capita, come è capitato a me, che un qualcosa di significativo accade durante il viaggio. Torni a casa scoprendo qualcosa di più Vero per te, e allora puoi dare un significato, un giudizio a quello che hai vissuto”.

In quale modo raccontare il vento con la fotografia?
“Non è facile, perché il vento non si vede, è impalpabile, lo percepisci solo dai movimenti e dalle reazioni che provoca. Però forse è proprio così che lo puoi raccontare e fotografare. Per me fotografare è un istante che capita, un qualcosa di inaspettato che vedo e che mi colpisce e che ho bisogno di immortalare, spesso è una situazione umana, l’umanità che si muove in una circostanza, ma anche un raggio di luce che ti fa vedere meglio un particolare.

Comunque un movimento, così come quello del vento, che ti allarga la vista, ma io direi anche il cuore. In ‘Nostoi’ racconto appunto il concetto del partire e del tornare, come il vento che fa il suo giro. Quasi un moto circolare che non finisce, ma continua incessantemente, e’ un ri-cominciare ogni volta, ma non come prima. Avete in mente i mulinelli di vento? partono, poi si fermano poi ripartono, e ognuno contiene qualcosa di diverso…”.

Perchè un festival sul vento?
“Il vento è un concetto che ultimamente mi ha molto stimolato-e non solo a me- dovrei raccontare tanti aneddoti dove il vento continuamente era il protagonista. Il vento capita nella vita, inaspettatamente, può essere elemento fastidioso, come invece qualcosa che ti desta e ti fa ripartire, lo possiamo paragonare a molte circostanze, un problema, una delusione, una malattia, un fallimento, un terremoto, ma anche una gioia… Però ti costringe a muoverti ed in base a come ti muovi riscopri di più te stesso.

Il vento è una metafora da sempre utilizzata dall’uomo per esprimere vari concetti: dinamicità, leggerezza, libertà, imprevedibilità, spazialità, spirito. Noi lo vorremmo raccontare a partire dall’arte nelle sue varie espressioni, ma anche e sopratutto come novità nell’approccio, perché quello che ci interessa è anche e sopratutto la relazione con l’altro, che sia artista affermato, o talento emergente.

Le relazioni umane sono molto importanti, sopratutto ora, in questo periodo che stiamo attraversando, spesso o quasi sempre generano situazioni ed opere che durano nel tempo. Il ‘diVento Festival’ vuole essere questo, quindi momenti di teatro, poesia, musica, ma anche itinerari per rivalutare il nostro territorio ed incontro. Questa prima edizione è un po’ una sfida per noi, ma speriamo che sia compresa e l’inizio di una lunga serie”.

“Come si può raccontare la bellezza?
“Ma siamo sicuri che si può raccontare la Bellezza? (Ripropongo la domanda) Non come se fosse una formula… Io direi anche che la Bellezza accade, accade quando un cuore incontra un altro cuore, certo se prendiamo come riferimento l’arte, ci sono opere talmente belle che non si possa dire altrimenti, non c’è dubbio; così come quando guardi un tramonto, o una vita appena nata.

Ma la Bellezza c’è comunque, come dice una canzone di Niccolò Fabi ‘è un’amante fedele, la Bellezza’, c’è chi è molto bravo nel trasmetterla e quindi a raccontarla e questo è un dono. Ma vorrei concludere con una domanda: Noi la cerchiamo la Bellezza?”

(Foto: Fiorella Sampaolo)

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