La preghiera: linfa per le nostre famiglie

La vita quotidiana è spesso così caotica e piena di ‘cose da fare’ che talvolta ne siamo risucchiati, tanto da non trovare il tempo di fare silenzio, di chiederci come stiamo, di dialogare con chi amiamo e con Dio. Il problema, però, a dire il vero, non è ‘fare molte cose’, ma perdere di vista il fine per cui le facciamo e smettere di farle per amore.

Così, mentre nervosi e stressati ci affanniamo per tenere tutto perfettamente in ordine o per incastrare duemila impegni in una sola giornata, Gesù ci invita, come fece con l’amica Marta (Lc 10, 38-42), a ‘fermarci’ e a stare un po’ insieme a Lui, per non perdere anche noi, come la donna del Vangelo, ‘la parte migliore’ della vita.

Nonostante gli impegni che dobbiamo portare avanti (e, anzi, a maggior ragione, per portarli avanti meglio), dovremmo trovare il tempo –ma soprattutto disporre il nostro cuore– per stare con il Signore, in modo che sia Lui a guidare le nostre scelte, dalle più ordinarie alle più importanti e da riscoprire ogni giorno che il vero scopo della vita è donarsi, non ‘collezionare cose fatte’.

Mettere Dio al di sopra e al centro delle nostre occupazioni e dare importanza alla preghiera in famiglia ci aiuta a non dimenticare che tutto ciò che facciamo ha un fine più alto di quello materiale, ci aiuta a ricordare che il nostro primo compito è vivere come figli di Dio e che, insieme ai nostri famigliari, siamo abbracciati e protetti da un amore grande e inesauribile.

Di seguito, proponiamo quattro semplici suggerimenti pratici per mettere, o rimettere, Dio al centro della nostra vita famigliare.

Chiedere aiuto a Maria: riscopriamo il rosario
La recita del rosario è molto più che la ‘ripetizione meccanica’ di alcune preghiere: è la richiesta incessante e accorata di aiuto a una Madre che sa meglio di noi quale sia il nostro bene e che meglio di noi sa parlare delle nostre necessità con Gesù.

Ogni ‘Ave Maria’ del rosario è simile alla supplica di un bambino che gettandosi tra le braccia della madre, le chiede più e più volte: ‘Mamma, aiutami! Ti prego, aiutami!’ Col rosario, possiamo contare sulla protezione della Madonna: recitare anche solo un mistero o due tutti assieme, la sera, può legarci di più in Dio e aiutarci nelle necessità che dobbiamo affrontare.

Affidarci a Dio gli uni gli altri: quando preghi per una persona cara, le fai un regalo
I miei famigliari sono prima di tutto figli di un Dio che li conosce e li ama più di quanto non possa fare io. Affidarli a Lui, metterli nelle Sue è un modo bello e fruttuoso per prenderci cura di loro. Non richiede molto tempo dire al Signore, anche più volte nell’arco di una giornata: ‘Gesù, ti affido mia moglie’, ‘Gesù, ti affido mio figlio’, ‘Gesù, ti affido i miei genitori’.

Ricordo le parole di un sacerdote, durante un’omelia: ‘Mia moglie desidera un amore infinito, mio marito desidera un amore infinito. Ma io non posso darglielo, perché non ce l’ho. Allora cosa faccio? Chiedo per lui o per lei l’amore infinito di Dio’

Chiedere aiuto, sostegno, luce a Dio nei momenti faticosi della giornata
Non necessariamente dobbiamo arrivare a vivere situazioni di estrema gravità per sentirci sopraffatti dalle fatiche della quotidianità: incomprensioni tra noi, problemi al lavoro, imprevisti economici, stanchezza, discussioni. E, spesso, ci manca la pazienza e la calma per affrontare lo stress delle nostre giornate.

Ecco, allora, che anche chiedere a Dio: ‘Aiutami tu in questa cosa’, ‘Dammi i tuoi sentimenti e i tuoi pensieri di fronte a questo’, ‘Aiutami a vivere questa situazione come la vivresti tu’, sono dei modi di pregare.

Certamente è bello e importante ricavarsi un tempo nella giornata per stare in intimità con Dio: magari la sera, prima di andare a dormire. Però è bello anche che Dio irrompa nella nostra vita quotidiana, che permei e trasformi tutte le nostre attività, specialmente quelle che ci creano più difficoltà. Basta ricordarsi, anche tante, tante volte nella stessa giornata, di ‘spostare lo sguardo dal basso verso l’alto’ (cit. Carlo Acutis).

Offrire le fatiche della giornata per delle intenzioni: far diventare il lavoro stesso una preghiera
Chiara Corbella, giovane donna romana morta nel 2012, per la quale è stato avviato il processo di canonizzazione, i primi mesi di matrimonio soffriva perché, a causa di tutti gli impegni di una donna sposata, sentiva di avere meno tempo per coltivare la vita di fede.

Ben presto, però, scoprì assieme a una sua amica, un modo nuovo di pregare: svolgere le diverse mansioni, portare a termine un lavoro (o gestire cose pratiche come fare la spesa o pagare le bollette) in offerta delle intenzioni che portiamo nel cuore.

Il lavoro può diventare preghiera, se lo offriamo a Dio. Ecco, allora, che possiamo dirgli: ‘Faccio questo, Signore, e te lo offro per…’ e ognuno può dire ciò gli sta a cuore (ad esempio ‘per la felicità dei miei figli’, ‘per la serenità di mio marito’, ‘per avere più pazienza con la suocera’).

Ovviamente, ogni famiglia, essendo un universo a sé, può trovare il suo equilibrio, il suo modo, i suoi tempi per stare alla presenza di Dio. Una cosa, però, è certa: come riserviamo tempo ed energie per tante attività, dobbiamo fare posto anche e soprattutto al Signore nella nostra vita. D’altronde, la posta in gioco è alta: con Lui avremo la certezza di ‘non perderci la parte migliore’.

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