Quale posto per le famiglie in Europa?

In vista delle prossime elezioni europee la Federazione delle associazioni familiari cattoliche della Ue ha fissato i 10 punti indispensabili per le aprire la strada a politiche coerenti per genitori e figli. Prima che la campagna elettorale per le Europee entri nel ‘vivo’ è stato diffuso il Manifesto della Federazione delle associazioni familiari cattoliche europee (Fafce) a cui aderisce il Forum delle associazioni familiari.

Vincenzo Bassi, responsabile giuridico del Forum delle famiglie e vicepresidente della Federazione delle associazioni europee, ha affermato: “E’ importante fare riferimento a questo testo perché è quello redatto e condiviso congiuntamente dalle 24 associazioni europee Fafce e tradotte in tutte le lingue, perché sulla famiglia si è trovato un comune denominatore. In una realtà di divisione e di contrasti, abbiamo fatto in modo che la famiglia sia motivo di unità.

Il nostro obiettivo è che in questo manifesto si possano riconoscere politici di ogni schieramento, dalla destra alla sinistra, perché quanto espresso in questi dieci punti riassume efficacemente i valori cristiani senza sottolineature confessionali, con l’obiettivo principale di rilanciare la denatalità che, con variazioni diverse, è la grande emergenza dell’Europa. Abbiamo dimostrato che si possono dire le cose positive, chiare, profonde senza per forza schierarsi contro qualcuno”.

Ecco il Manifesto che il candidato è chiamato a sottoscrivere: “L’inverno demografico è un’emergenza silenziosa che riguarda tutti i Paesi europei. L’Europa ha bisogno di una primavera demografica. I nostri figli sono il nostro bene comune. Mi impegno ad aumentare la consapevolezza in merito al declino demografico europeo, proponendo misure e strumenti concreti per cambiare gli attuali orientamenti. La famiglia è la pietra angolare della società. L’Unione europea deve tenere conto delle famiglie europee in tutte le sue decisioni, nel rispetto del principio di sussidiarietà.

Mi impegno a promuovere il concetto di ‘impatto familiare’ per ogni politica settoriale. Le associazioni familiari sono la voce delle famiglie, articolandone autenticamente i loro bisogni e aumentando l’impegno civico. Mi impegno a far riconoscere il contributo e il ruolo delle associazioni familiari nella definizione e nello sviluppo dei programmi europei. Le famiglie sono la fonte di resilienza per le società e aiutano ad alleviare le difficoltà delle finanze pubbliche.

Mi impegno a sostenere politiche pubbliche che riconoscano la dignità della famiglia e il suo ruolo economico fondamentale per il bene comune, lavorando a favore della giustizia fiscale e promuovendo buone pratiche, come la ‘Carta europea della famiglia’. La famiglia è un naturale attore-chiave per promuovere l’inclusione sociale.

Mi impegno a lavorare per politiche che considerano il mercato del lavoro non solo in termini di economia e finanza, ma si focalizzino principalmente sulla persona e sui suoi talenti, come attiva modalità di partecipazione al bene comune e come strumento per prevenire la povertà.

Inoltre mi impegno anche a riconoscere il valore del volontariato e del lavoro domestico svolto delle madri e dai padri di famiglia, come fondamentali contributi di coesione sociale. La famiglia dovrebbe essere il punto di partenza da cui partire per la definizione delle condizioni lavorative, per offrire modi di vita e condivisione del tempo tali da garantire il mantenimento di condizioni di vita così da garantire il mantenimento di dinamiche demografiche positive e contribuire così alla coesione sociale.

Mi impegno a promuovere una migliore articolazione dell’equilibrio tra vita familiare e vita professionale a beneficio della famiglia, includendo la domenica come giorno di riposo settimanale per tutti. La famiglia è motore primario di generatività per tutta la società. Mi impegno a riconoscere la complementarità tra uomo e donna, rifiutando qualsiasi tentativo di cancellare le differenze sessuali attraverso politiche pubbliche.

Vincoli familiari più forti migliorano il benessere delle persone. L’Unione europea e gli Stati membri sono tenuti a rispettare l’istituzione del matrimonio e a promuovere le migliori pratiche per prevenire i fallimenti matrimoniali. Alla luce del principio di sussidiarietà, mi opporrò a qualsiasi interferenza dell’Unione europea nella definizione giuridica del matrimonio. La famiglia è il luogo naturale in cui ogni vita è benvenuta.

Mi impegno a rispettare la dignità di ogni vita umana, in tutte le sue fasi, dal concepimento alla morte naturale. Incoraggerò tutte le buone pratiche e le politiche volte al prendersi cura di tutti i bambini, prima e dopo la nascita, e delle loro madri nonché delle famiglie affidatarie e adottive. Le famiglie hanno sempre favorito una prospettiva di più lungo termine, preparando un futuro più sostenibile.

Mi impegno affinché l’Unione europea, in tutti i programmi educativi per i giovani rispetti e promuova il diritto dei genitori ad educare i propri figli secondo le proprie tradizioni culturali, morali e religiose, tese a favorire il bene e la dignità di ciascun figlio”.

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