Miriam Giovanzana: in cammino con sant’Ignazio di Loyola

Lunedì 8 aprile presso la parrocchia san Saba di Roma è stato presentato da p. Mariano Iacobellis, il gesuita che ha fatto il cammino ignaziano, Miriam Giovanzana direttrice editoriale di ‘Terre di Mezzo’, coordinati dal giornalista Stefano Femminis, con le testimonianze di alcuni giovani che hanno percorso il cammino ignaziano, il libro ‘Il cammino di sant’Ignazio. 660 km a piedi in Spagna da Loyola a Manresa’ (edito da ‘Terre di Mezzo’), scritto dallo scrittore medievalista p. José Luis Iriberri e da p. Chris Lowney, docente presso la Facoltà di Turismo dell’Università ‘Ramon Llull’ di Barcellona.

La guida offre ai pellegrini, ma anche ai lettori, la possibilità di ripercorrere l’itinerario di quel primo pellegrinaggio di Ignazio e di sperimentare il metodo del discernimento ignaziano. Non una semplice guida turistica, quindi, ma una proposta di cammino da fare insieme a un compagno di viaggio davvero particolare, vero maestro nello spirito.

La guida è divisa in tre parti: nella prima parte gli autori offrono considerazioni sulla figura del pellegrino e sui pellegrinaggi. La seconda parte (‘Il percorso’) è la guida pratica per ognuna delle 27 tappe, che comprende: l’itinerario; le distanze tra le città del percorso; i possibili alloggi; i luoghi che meritano di essere visitati lungo il percorso. La terza parte (‘Guida al cammino interiore’) è un’attualizzazione degli Esercizi spirituali ignaziani, con la suddivisione in quattro settimane, con meditazioni quotidiane accompagnate da brani biblici: è una guida che trasforma il viaggio in un vero e proprio cammino spirituale.

Alla direttrice editoriale di ‘Terre di Mezzo’, Miriam Giovanzana, abbiamo chiesto di spiegarci il motivo dell’edizione italiana di una guida su ‘Il cammino di sant’Ignazio’: “Quella di José Luis Iriberri e Chris Lowney è la prima Guida che la redazione di Terre di mezzo non realizza direttamente ma acquista e traduce dall’estero. Questo è avvenuto perché questa Guida era già in un certo senso perfettamente compiuta, coerente con l’intuizione iniziale: rimettere i piedi sui passi di Ignazio, ripercorrendo il suo viaggio storico da Loyola fino a Manresa, alle porte di Barcellona, ma anche il suo itinerario interiore di conversione, facendone memoria; e così, attraverso gli esercizi spirituali, consentire a ognuno di vivere un proprio viaggio di scoperta, contemplazione e conversione.

In questo senso l’edizione spagnola della Guida era già completa. Abbiamo solo aggiunto una cartografia più dettagliata, secondo lo stile e la linea editoriale della nostra collana (utilissima qui perché il percorso non è ancora perfettamente segnalato sul terreno). Abbiamo inaugurato con quest’opera la collana degli ‘Itinerari spirituali’ di Terre di mezzo (www.percorsiditerre.it): in un certo senso la gran parte dei lunghi percorsi a piedi si svolgono sulle vie di pellegrinaggi religiosi, basti pensare a Santiago de Compostela.

Ma proprio il successo enorme che questo cammino sta riscuotendo in tutto il mondo (sono state oltre 325.000 le persone che lo scorso anno sono arrivate a piedi a Santiago) rischia di appannarne la dimensione storica e spirituale: il cammino diventa un’avventura, una vacanza spartana ma di moda, ed è sempre più flebile l’esperienza spirituale che ne è all’origine. Il cammino di Ignazio pone al centro dal primo fino all’ultimo giorno l’esperienza del pellegrinaggio interiore. Ignazio si firma ‘il pellegrino’: è un ottimo maestro anche in questo. E introduce quindi a una dimensione che altri cammini più famosi rischiano, per molti motivi, di disperdere”.

A chi è rivolto il libro?
“Mi verrebbe da dire a tutti coloro che sono affascinati dalla sapienza di sant’Ignazio, che hanno vissuto l’esperienza degli esercizi spirituali, e a tutti quelli che sono in cerca dell’unificazione della vita: il cammino, giorno dopo giorno, ti introduce a questa esperienza ‘nella carne’; in fondo giorno dopo giorno non devi fare che una cosa, camminare, e lo fai nell’essenzialità; davvero quando parti diventi ‘pellegrino’.

Questo essere ricondotti all’essenziale è già esperienza concreta del cammino, e diventa una possibilità in più di affacciarsi e di consegnarsi all’esperienza interiore, di lasciarsi illuminare, come è stato per Ignazio. Oso pensare che questo cammino possa essere un dono anche per i figli di sant’Ignazio: un pellegrinaggio particolare, alle origini. Chissà…”.

Con quale spirito affrontare il cammino?
“Come nella vita, si parte in un modo, con buoni propositi, grandi idee, e si scopre presto che è la strada che ci viene incontro e in qualche misura ci rivela a noi stessi. Stranieri e pellegrini, si può vivere di poco ma soprattutto qui diventa più chiaro che cosa sono l’ospitalità e la gratuità, quelle che si ricevono, o che solo s’impara a desiderare, e quelle che si offrono.

Le domande sono le stesse per tutti: ce la farò? sarò in grado? In realtà si procede un passo alla volta, e un giorno alla volta. Si parte come si può, come si è: l’esercizio del cammino, così come gli esercizi dello spirito, affinano e preparano a cogliere la meta. E si scopre che si è fatti capaci”.

Quale diffusione ha questo cammino in Italia?
“Ancora molto limitata. Il passaparola non è che all’inizio. Ma con la Guida speriamo di farlo conoscere. La prima edizione italiana è stata pubblicata nel luglio del 2017, e una nuova edizione è appena uscita in Francia. Nel 2022 si celebreranno i 500 anni del cammino compiuto da sant’Ignazio: sarà una straordinaria occasione per scoprirlo e farlo conoscere anche da noi. Come scrivono gli autori: con l’aiuto di tutti!”

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