Don Cristofaro: un inno alla misericordia di Dio

Ci sono momenti in cui desideri far silenzio e iniziare un viaggio dentro di te, nel tuo cuore. Vuoi fuggire dal rumore del mondo, chiudere gli occhi e percepire il battito del cuore. ‘Signore ti prego con il cuore’ di don Francesco Cristofaro è un invito a ritrovare se stessi nella preghiera, in un dialogo sincero e colmo di fede con il Signore Dio.

L’autore prende come punto di partenza alcuni salmi e attraverso la lettura e il commento di essi, ripercorre un viaggio dentro e fuori di se. In qualsiasi momento e in ogni pagina il lettore avrà la possibilità di rispecchiarsi e di mettere in esame e in discussione il suo personale cammino di fede. Alla fine di questo percorso si uscirà sicuramente arricchiti, mano nella mano con Dio per continuare il cammino.

Nella premessa mons. Costantino di Bruno ha scritto: “Tra Dio, Parola, Fede, Preghiera vi è connessione di origine, provenienza, derivazione. Noi spesso ne facciamo realtà isolate. Preghiamo senza fede. Crediamo senza Parola. Diciamo di adorare Dio, ma in realtà non conosciamo il Dio nel quale diciamo di credere. E’ giusto allora mettere in luce l’intima unione tra queste quattro realtà, se vogliamo entrare nella verità di Dio, della Parola, della fede, della Preghiera. Fin quando esisteranno separazioni e disconnessioni, mai conosceremo la loro purissima verità. Senza verità, anche la preghiera risulterà inquinata da molti errori”.

L’incipit del libro di don Cristofaro parte da una realtà ‘apparente’ quella virtuale, eppure tanto frequentata: “Non so cosa fare. Non per il tempo da occupare ma per le risposte da trovare. Quante volte è capitato anche a te di essere dinanzi a un bivio; qual è la scelta giusta? Sento dentro di me di dover prendere delle decisioni, ma non so cosa fare. Pensieri si affollano nella mia mente accompagnati da tante domande. Hai tutto ma ti senti mancare qualcosa o desideri qualcosa ma davanti a te vedi montagne così alte da pensare: ‘come farò?’.

Un’occhiata al computer posizionato lì sulla scrivania. La chat di facebook è piena di messaggi e tutti i miei post abbondano di like. La gente mi vuole bene eppure, ora, io mi sento vuoto. Dinanzi a me un grandissimo crocifisso appeso alla parete e più in là un quadro che mi ritrae vestito da prete. Pian piano sposto lo sguardo dal computer e i miei occhi incrociano i piedi di Gesù inchiodati a quella croce. Provo a immaginare i colpi del martello e il dolore di un uomo innocente.

Sale lo sguardo; le sue gambe con i segni delle cadute e il sangue, il costato squarciato dalla feroce cattiveria dell’uomo, il volto piagato, deturpato ma che ancora nasconde una grande bellezza e un’immensa pace, quella pace che a me in questo momento manca. Non è una crisi vocazionale la mia, quella è l’unica certezza in questo momento di inquietudine”.

Epperò nel libro si espande la gioia come riconoscenza della misericordia di Dio, esternato in un canto del salmo: “Cantalo quando ti senti triste. Cantalo quando sei nella prova o nello scoraggiamento. Gridalo quando devi combattere una battaglia: Il Signore è mia forza e mio scudo, in lui ha confidato il mio cuore. L’agire di Dio consolida e irrobustisce la nostra fede. Il Signore diviene roccia, scudo. In lui confida il cuore, perché il Signore ha dato aiuto.

Il cuore esulta per la presenza efficace di Dio nella nostra vita. Sempre da ogni nuova azione di Dio nella nostra vita deve innalzarsi un canto nuovo. Sempre deve nascere una fede nuova. E’ dalla nostra storia vissuta assieme al nostro Dio che la fede dovrà essere perennemente verificata, vivificata, accresciuta, perfezionata. La storia è il vero terreno fertile della fede. Se la fede non cresce è il segno che la nostra storia è vissuta nel peccato e in una grande cecità”.

E ricordando la sua vita eleva una benedizione al Signore: “Tutto l’uomo, tutto ciò che è nell’uomo: mente, cuore, pensieri, desideri, volontà deve benedire il Signore. Tutta la vita dell’uomo deve essere un inno di benedizione per il nostro Dio. Ma cosa significa benedire il Signore? Riconoscerlo, confessarlo come l’unica fonte di ogni bene, di ogni dono di grazia e di verità. Dio è fonte di bene. In Lui non vi è alcun granello di male. Quanto è in me benedica il tuo nome. Oggi in me c’è un bagaglio enorme di ricordi, custoditi nella mente e conservati nel cuore.

Ci sono i ricordi di Francesco piccolo. Nessuno in famiglia e tanto meno io, avrebbe pensato che un giorno sarei diventato sacerdote. Il mio futuro non avrebbe dovuto essere tra i più belli. ‘Signora, suo figlio è nato con una paresi spastica alle gambe…’ e così con voce serena il dottore comunicò la mia patologia. Confusione e smarrimento nel cuore di mamma e papà. ‘Dottore, cosa significa?’ la domanda di una mamma dal cuore semplice e puro e iniziò un calvario.

Viaggi della speranza dal Sud ancora troppo indietro in tecnologia e progressi verso un Nord che appariva come la speranza. Treni di notte, lunghe ore di viaggi e di attese in sale comuni a tutti per cinque minuti di visita, strutture di accoglienza a prezzi bassissimi perché i soldi non bastavano mai. In casa l’unico a lavorare era papà. Un lavoro a giornata come carpentiere. Benedico questi momenti e ringrazio il Signore. Noi non abbiamo mai fatto una vacanza, non potevamo permettercela. Non abbiamo mai vissuto nel lusso ma nella dignità di una vita semplice”.

Ma, nonostante tutto, benedice: “Benedico il Signore per quei momenti. Non avevamo niente eppure avevamo tutto. Il valore della famiglia, il rispetto dei ruoli e degli orari, l’importanza di non sciupare il tempo dedicato allo studio perché poter studiare richiedeva sacrifici e denaro. Benedico il Signore perché nella povertà la sua provvidenza non è mancata mai”.

Insomma, un inno alla misericordia del Signore: “Grazie perché ci ami. Grazie perché ci usi misericordia. Ricordo gli anni passati. Io ero lì e tu sei venuto da me. Mi hai chiamato. Mi sono alzato e ti ho seguito. Ho sempre fatto la tua volontà? Non sempre purtroppo. Ma ti amo, ti ho amato. Ti amerò. Trasforma la mia vita a immagine di te. Fammi vedere il bene. Aiutami a viverlo. Desidero te. Desidero il Cielo. Anelo all’eternità. Questa è la mia preghiera che silenziosamente a te elevo. Signore, ti prego con il cuore. Amen”.

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